Con questa scelta si riduce alle sole regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia la necessità di approfondire l’analisi del rischio per l’origine, come finora era obbligatorio per le forniture di legname da tutte le regioni italiane
A seguito della richiesta di PEFC Italia di utilizzare indici di valutazione della corruzione dei Paesi che fossero meno generalisti e più adattabili alla situazione italiana per la certificazione di catena di custodia PEFC, è stata approvata l’adozione di uno studio sulla qualità della governabilità a livello regionale (Quality of Governance Index – QoG) sviluppato dalla University of Gothembourg (Svezia).
L’adozione di questo indice circoscrive la necessità di approfondire l’analisi del rischio sull’origine del legname alle sole regioni di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, riconoscendo alle altre regioni italiane lo status di aree a rischio “trascurabile” per la probabilità a livello di origine del legname controverso.
In catena di custodia, l’analisi del rischio per valutare l’eventuale rischio di acquistare prodotti forestali da fonti controverse si basa su due parametri: la catena di fornitura e l’origine geografica dell’abbattimento del bosco.
Finora, per valutare il livello di rischio dell’area d’origine il PEFC Internazionale aveva indicato l’indice di percezione di corruzione (CPI) di Transparency International: se il CPI del Paese è inferiore a 50, il Paese è ad alto rischio di corruzione e quindi il legname da esso proveniente è a rischio significativo di essere “da fonte controversa” (vedi capitolo 5.3 di ITA 1002:2013 – tabella 2). Nel 2014 l’Italia aveva 43 punti, risultando al 69° posto a livello globale come Paese a percezione di corruzione (vedi www.transparency.org/cpi2014/results ), risultando quindi un Paese da cui la probabilità di avere forniture di legname controverso era elevata.
Con questa scelta si riduce alle sole regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia la necessità di approfondire l’analisi del rischio per l’origine, come finora era obbligatorio per le forniture di legname da tutte le regioni italiane. Tale approvazione è valida per due anni, cioè fino al 29 gennaio 2017.
Per saperne di più: cos’è IL PEFC
Per “certificazione della gestione forestale” si intende una procedura di verifica riconosciuta e collaudata che conduca all’emissione, da parte di un organismo indipendente, di un certificato che attesta che le forme di gestione boschiva rispondono a determinati requisiti di “sostenibilità”.
Un problema fondamentale nell’applicazione dei sistemi di ecocertificazione consiste proprio nella definizione dei criteri e degli indicatori della “gestione forestale sostenibile”(GFS), ovvero di parametri quantitativi e qualitativi (descrittivi) che, quando periodicamente misurati o osservati, permettano di valutare le performance ambientali e la sostenibilità dei sistemi di gestione forestale.
I criteri e gli indicatori proposti dal Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale (PEFC) prendono spunto dalle difficoltà emerse nell’individuare uno strumento idoneo a rispondere in modo soddisfacente alle peculiari situazioni del contesto europeo e dall’esigenza dei proprietari privati di disporre di uno strumento flessibile e rispondente alla necessità di attuare una gestione ecologicamente appropriata, ma anche mirata al conseguimento di benefici sociali ed economicamente valida.
Lo schema di certificazione forestale PEFC in Europa è fondato su tre principi fondamentali:
– il rispetto dei Criteri e degli Indicatori definiti nelle Conferenze Ministeriali per la protezione delle foreste in Europa (Helsinki 1993, Lisbona 1998) che hanno dato avvio al cosiddetto “Processo pan-europeo”;
– l’applicazione a livello regionale o di gruppo (anche se è parimenti possibile un’adesione individuale);
– le verifiche ispettive e la certificazione affidate ad una terza parte indipendente ed accreditata.



