Si presenta nel segno della debolezza e della variabilità sul territorio la ripresa del mercato delle costruzioni in Italia, dopo il crollo dell’attività del 30-32% dal 2008 a oggi. Lo annuncia il XXI Rapporto congiunturale del Cresme, presentato il 21 novembre alla Triennale di Milano, che prevede un calo dello 0,6% nel 2014, un +1,2% nel 2015 e un +1,9% nel 2016 (ricordiamo che la flessione registrata nel 2013 è del – 4,5%).
La ripresa del settore delle costruzioni secondo Cresme sarà più rapida in quei territori – come i distretti industriali – caratterizzati da una maggiore solidità del sistema economico. Perché se la prima crisi (2008–2009) era una crisi che dall’edilizia si propagava al resto dell’economia, la seconda crisi (2012-2013) è una crisi dell’economia italiana.
Siena, Foggia, Nuoro, Bari, Aosta, Latina sono i Comuni che, secondo il Rapporto, guidano la ripresa del mercato immobiliare residenziale, mentre Agrigento, Ragusa, Enna, Massa, Pavia, Sondrio, Salerno, Cuneo, Terni, Viterbo e Forlì sono i Comuni più dinamici nel settore dell’immobiliare produttivo e commerciale.
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