Alle pendici della Valle della Mosella in Germania, la famiglia Longen si occupa da molte generazione del vitigno di famiglia. L’azienda vinicola si estende su territorio di 6500 mq e, oltre ad alcune produzioni di alberi da frutta, produce il vino tipico della zona. All’interno dell’area del vigneto, lo studio dell’architetto italiano Matteo Thun ha progettato una struttura ricettiva che si fonde armonicamente con il paesaggio, mescolandosi al frutteto senza essere particolarmente invasivo.
Un progetto che è stato insignito del premio Architekturpreis Wein 2013, assegnato dal Ministero per l’ambiente, l’agricoltura, l’alimentazione, la viticoltura e forestale del Land Renania-Palatinato, insieme all’Associazione Viticoltori Tedeschi e alla Camera degli Architetti dello stesso Land. L’architetto Thun ha realizzato, in collaborazione con l’architetto Stein Hemmes-Wirtz e il paesaggista Johannes Cox, una specie di piccolo villaggio sostenibile all’interno del frutteto, costituito da venti abitazioni. Gli ospiti alloggiano in piccole costruzioni in pietra locale tradizione ripresa dalle originarie cantine vinicole. Le abitazioni sono appunto in ardesia e non sono più grandi di 20 mq; il design è semplice e lineare, facendo prevalere la purezza delle forme. Gli interni sono prevalentemente in legno dipinto di bianco, accompagnati da tessuti tradizionali e materiali naturali. Ogni abitazione è dotata di terrazzo in legno e giardino privato.
Il pavimento in legno all’interno è lo stesso di quello delle terrazze esterne, creando uno spazio fluido e continuo, separato da una chiusura in vetro molto ampia.
Matteo Thun ha rispettato la regola dei 3 zero. Zero chilometri nella scelta dell’uso di materiali da costruzione locali. Zero CO2 nell’applicazione di tecniche costruttive a minore emissione possibile ed edifici che abbiamo emissioni tendenti allo zero. Zero rifiuti, in ultimo, prevedendo un’ottimizzazione del bilancio dei rifiuti e considerando l’intero ciclo di vita dei materiali.



