Il terremoto del 2012 ha segnato profondamente il basso mantovano. Tuttavia, da un’innegabile difficoltà c’è chi ha trovato nuova forza per reagire. Come Alfiero Bulgarelli (nella foto in basso), titolare dell’azienda di Moglia (MN) Bulgarelli 1921 (che da quasi un secolo produce e posa pavimenti di legno), imprenditore che ha dato vita al progetto LIFE.
LIFE è una casa, immaginata tra le difficoltà del terremoto, dove arredamenti e rivestimenti possono essere provati e acquistati. È aperta a tutti, anche solo per un saluto.
LIFE è vestita con i pavimenti di Bulgarelli 1921 e allestita da Arredamenti Pintani. “Ma c’è ancora spazio per accogliere nuove idee e imprenditori mantovani danneggiati dal sisma del 2012“, fa sapere Bulgarelli.
Tutto ha avuto inizio proprio nel giugno del 2012, quando l’azienda Bulgarelli si è trovata senza un centro di produzione: l’edificio nel quale venivano realizzate le plance dei pavimenti era inagibile. In tutta fretta è stata trovata una soluzione: la produzione spostata, l’esposizione trasferita. Come Bulgarelli 1921, molte altre aziende locali si dibattevano nelle difficoltà del post terremoto.
Così Alfiero Bulgarelli, titolare dell’azienda, ha iniziato a pensare ad un progetto che riunisse le imprese mogliesi del legno-arredo in un nuovo inizio: lavorare insieme nelle difficoltà aiuta sempre e non fa sentire la solitudine e l’abbandono. Dopo diversi incontri è stato siglato un accordo con Arredamenti Pintani che ha dato vita a LIFE: Living Interior Flooring Expo.
LIFE non è un semplice salone espositivo: nei suoi 200 mq sarà avviata una vera e propria casa, con elettrodomestici e cucina funzionante, con spazi da vivere e da provare e in cui scegliere il prossimo rivestimento in legno o l’arredamento di casa: “Abbiamo cercato la positività in una negatività” ha dichiarato Alfiero Bulgarelli e il risultato è un negozio da vivere, LIFE appunto.
La casa LIFE si trova in Corso Garibaldi 123 a Mantova e sarà inaugurata il 12 settembre con un aperitivo e l’esposizione di Arte Informale di Massimo Lodi.



