Da Eurachem/Citac una guida per l’uso dell’incertezza “target”


Eurachem/Citac ha recentemente pubblicato la nuova guida STMU 2015 per l’impostazione e l’uso dell’incertezza “target” nelle prove di laboratorio.

La guida risponde alla cresciuta consapevolezza degli ultimi anni sul ruolo dell’incertezza di misura nella determinazione della conformità dei campioni chimici.

Anche se da un punto di vista prettamente teorico la presenza dell’incertezza di misura impedisce decisioni certe rispetto all’adeguatezza di un determinato prodotto chimico, nella pratica gruppi lavoro come Eurachem/Citac sono riusciti a stabilire delle regole per limitare il fenomeno in fase di dichiarazione di conformità. Una di queste è proprio l’incertezza “target”, che il Vocabolario Internazionale di Metrologia definisce come un’“incertezza di misura, specificata come limite superiore, scelta in base all’utilizzo che sarà fatto dei risultati delle misure”.

Qual è l’incertezza target giusta con cui effettuare le misure? È la stessa per tutti i tipi di valutazione di conformità o cambia? Quanto deve essere grande per poter garantire risultati sufficientemente attendibili? Quanto deve essere piccola, per non diventare impraticabile dal punto di vista dei costi? Sono le domande a cui la guida STMU 2015 prova a dare delle risposte attraverso tre punti fondamentali: gli scopi delle misure, i requisiti e l’assegnazione dell’incertezza massima ammessa.

La pubblicazione di Eurachem/Citac è applicabile a tutti quei settori dove l’incertezza “target” non viene fissata dal cliente del laboratorio o dall’ente di controllo, ma anche alle autorità e agli stakeholder per ridefinire o incrementare i criteri di qualità legati alle misure.

La guida STMU 2015 è consultabile gratuitamente dal sito di Accredia.