SEED 2026 a Perugia: oltre 5.000 partecipanti per il festival dedicato al rapporto tra umanità, tecnologia e futuro


Si è conclusa a Perugia l’edizione 2026 di SEED. Design Actions for the Future, il festival promosso dalla Fondazione Guglielmo Giordano e curato dall’Istituto Nazionale di Architettura (IN/ARCH). Dal 14 al 17 ottobre il complesso monumentale di San Francesco al Prato ha accolto oltre 5.000 partecipanti tra professionisti, ricercatori, studenti e cittadini, proponendo un programma che ha affrontato alcune delle principali trasformazioni del nostro tempo attraverso il confronto tra discipline diverse

Seed 2026

Il tema dell’edizione 2026: l’umanità al centro del dibattito

L’edizione di quest’anno ha scelto come filo conduttore il tema “Umanità”, sviluppato attraverso incontri dedicati a intelligenza artificiale, cambiamento climatico, neuroscienze, architettura, città, geopolitica ed esplorazione spaziale.

Nel corso dei quattro giorni, oltre 60 relatori italiani e internazionali hanno discusso come innovazione, etica e responsabilità possano intrecciarsi nell’affrontare le sfide contemporanee, con un approccio che ha affiancato riflessione teorica ed esperienze progettuali.

Barbara Cadeddu, curatrice del festival, ha sottolineato come l’obiettivo fosse quello di interrogarsi sul futuro dell’essere umano senza limitarsi a definizioni astratte, evidenziando il ruolo che città, risorse, relazioni e tecnologie possono avere nella costruzione di un progresso orientato anche da considerazioni etiche.

Architettura, tecnologia e ambiente: i temi affrontati

Una parte significativa del programma è stata dedicata al rapporto tra progettazione e sostenibilità.

Gli interventi hanno affrontato temi come:

  • il riuso dei materiali;
  • la valorizzazione delle risorse locali;
  • il coinvolgimento delle comunità nei processi progettuali;
  • la responsabilità dell’architettura nei confronti del territorio.

Parallelamente, il confronto sulla tecnologia ha posto l’attenzione sugli aspetti sociali e relazionali dell’innovazione, mentre le questioni ambientali sono state discusse insieme ai loro effetti sulle condizioni di vita delle persone.

Tra i protagonisti dell’edizione figurano, tra gli altri, Anupama Kundoo, Søren Pihlmann, Oskar Norelius, Belinda Tato, Mauro Magatti, Vittorio Gallese, Patrizia Caraveo e Alessandro Aresu. Anche arte e musica hanno avuto uno spazio nel programma, con interventi che hanno contribuito a offrire ulteriori chiavi di lettura sui temi affrontati.

Focus sulle aree interne e sul futuro delle città

Il festival ha dedicato uno spazio specifico alle politiche territoriali attraverso due incontri dedicati alle aree interne e alla governance urbana.

Il confronto su “Il diritto a restare” ha affrontato temi come spopolamento, accesso ai servizi e mobilità, mentre “Chi decide la città” si è concentrato sui processi di pianificazione e sulla partecipazione delle comunità alle trasformazioni urbane.

Nel dibattito è intervenuta anche la Regione Umbria, rappresentata da Cristiana Corritore, dirigente del Servizio Programmazione generale e negoziata, contribuendo al confronto tra progettazione, politiche pubbliche e bisogni dei territori.

Il Digital Twin di San Francesco al Prato

Tra le iniziative presentate durante SEED 2026 figura anche il progetto del Digital Twin del complesso monumentale di San Francesco al Prato, promosso dalla Fondazione Guglielmo Giordano e curato dalla storica dell’arte Valentina Borgnini e dall’architetto Gianluca Falcinelli.

L’iniziativa utilizza la ricostruzione digitale e la ricerca storica per ricomporre il rapporto tra l’edificio e le opere che un tempo ospitava, comprese quelle di Perugino, Raffaello e di altri artisti. Il progetto è stato presentato nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco come uno strumento di approfondimento e contestualizzazione del patrimonio storico-artistico.

Il coinvolgimento dei giovani

Uno degli aspetti più evidenziati dell’edizione 2026 è stata la partecipazione delle nuove generazioni.

Secondo gli organizzatori:

  • oltre 5.000 persone hanno preso parte al festival;
  • 100 studenti hanno partecipato ai percorsi di alternanza scuola-lavoro;
  • più di 20 giovani e giovanissimi, selezionati attraverso autocandidature, hanno presentato idee e progetti durante il programma.

Andrea Margaritelli, ideatore e promotore del festival attraverso la Fondazione Guglielmo Giordano, ha evidenziato come la presenza di numerosi studenti e giovani partecipanti rappresenti un segnale dell’interesse verso luoghi di confronto dedicati alle trasformazioni contemporanee e alla costruzione di una cultura della responsabilità condivisa.

Per quattro giorni Perugia ha ospitato un confronto che ha coinvolto architettura, scienza, cultura e innovazione, mettendo in relazione prospettive diverse sui cambiamenti che interessano società, ambiente e tecnologia. L’edizione 2026 di SEED si chiude così con un bilancio segnato da un’ampia partecipazione e da un programma che ha privilegiato il dialogo tra discipline come strumento per affrontare questioni che riguardano il futuro delle città, dei territori e delle comunità.