Il mercato delle seconde case nelle località di mare italiane mostra segnali di crescita anche a distanza di alcuni anni dalla fase espansiva seguita alla pandemia. I dati più recenti indicano un aumento dei prezzi diffuso lungo gran parte delle coste, con andamenti differenti a seconda delle regioni e delle singole località. L’analisi di Abitare Co. prende in esame l’evoluzione dei valori immobiliari dal 2022 al 2026 e offre una fotografia aggiornata delle zone più costose, di quelle in maggiore crescita e delle aree che restano relativamente più accessibili

Un aumento dei prezzi che si consolida nel tempo
Negli ultimi cinque anni i prezzi delle abitazioni nelle principali località marittime italiane sono cresciuti in media del 15,5%. Una dinamica che non si è arrestata nel periodo più recente: nel primo semestre del 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i valori medi hanno registrato un ulteriore incremento del 5,6%.
Secondo l’analisi del Centro Studi di Abitare Co., che ha considerato 134 località costiere, la domanda di seconde case continua a sostenere il mercato, in particolare nelle destinazioni a forte attrattività turistica.

Le regioni con gli incrementi più marcati
Osservando l’andamento a livello regionale, la Campania risulta l’area con la crescita più significativa nel periodo 2022-2026, con un aumento dei prezzi del 22%. Seguono la Toscana (+18,2%) e, a pari livello, Marche e Liguria (+18,1%).
Anche altre regioni tradizionalmente legate al turismo balneare – come Sardegna, Sicilia e Puglia – mostrano incrementi in linea con la media nazionale (+15,5%), confermando un interesse diffuso verso l’acquisto di immobili lungo le coste.
Le località dove i prezzi crescono di più
Analizzando il dettaglio comunale, alcune località si distinguono per incrementi particolarmente elevati. Tra il 2022 e il 2026, Arma di Taggia, Follonica e Lido degli Estensi registrano una crescita del 27%, posizionandosi ai primi posti per variazione percentuale.
Seguono località come Ravello (+26,9%), Capri (+26,4%), Santa Margherita Ligure (+26%) e Rapallo (+25%). Nella parte bassa della classifica compaiono comunque mete consolidate come Positano, Ischia, Portovenere, Bellaria, Tirrenia, Sorrento e Chiavari, tutte con incrementi superiori al 20%.
Le mete più costose del mercato immobiliare costiero
Sul fronte dei valori assoluti, le località più esclusive restano sostanzialmente invariate. Portofino si conferma al vertice con un prezzo medio di 23.233 euro al metro quadro, che può superare i 31.500 euro per le abitazioni fronte mare. Capri segue con una media di 16.725 euro/mq e punte che arrivano oltre i 32.000 euro/mq, mentre Forte dei Marmi si attesta su un valore medio di 11.925 euro/mq.
Tra le altre località con prezzi elevati figurano Porto Cervo, Santa Margherita Ligure, Porto Rotondo e Alassio, tutte caratterizzate da un mercato orientato prevalentemente a immobili di fascia medio-alta e alta.

Case al mare sotto i 3.000 euro al metro quadro
Accanto alle mete più esclusive, l’analisi evidenzia anche la presenza di località dove è ancora possibile acquistare una casa al mare a valori più contenuti. In alcune isole e centri del Sud Italia i prezzi medi restano sotto la soglia dei 3.000 euro/mq.
È il caso di Pantelleria, Gallipoli, San Vito Lo Capo e Lampedusa, dove il mercato offre soluzioni più accessibili pur in contesti di forte richiamo paesaggistico e turistico.
Il quadro che emerge dall’analisi mostra un mercato delle seconde case al mare ancora dinamico, sostenuto da una domanda che continua a concentrarsi sia sulle località più iconiche sia su destinazioni meno costose ma ricche di attrattiva. La crescita dei prezzi, pur con differenze territoriali, appare diffusa e conferma il ruolo delle località costiere come segmento rilevante del mercato immobiliare italiano, anche in una fase successiva al boom post-pandemico.



