Fuorisalone: da Fiemme Tremila il legno diventa sistema (e la doga cambia direzione)


Fuorisalone: al Fiemme Store di Milano, il progetto NODI racconta il dialogo tra filiera e design. Tra i progetti, Vertigo sposta il punto di vista: il parquet non è più solo superficie, ma architettura

Al Fuorisalone, il Fiemme Store di Milano ha ospitato NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino, progetto che mette al centro il rapporto tra filiera produttiva e progetto.

Promosso dalla Provincia autonoma di Trento e coordinato da Trentino Sviluppo, NODI nasce da un anno di lavoro condiviso tra imprese artigiane e industriali e designer di rilievo internazionale. Il risultato è una collezione di oggetti e sistemi che lavorano su un doppio livello: da un lato la memoria del territorio, dall’altro un linguaggio contemporaneo.

Il “nodo” è il principio guida. Connessione tra saperi, tra materia e visione, tra produzione e cultura d’impresa.

I progetti in mostra attraversano temi diversi – casa, ospitalità, spazio pubblico – ma condividono un approccio comune: partire da archetipi del costruire e rileggerli: la scandola, il rastrello, la roccia, la tavola armonica diventano dispositivi progettuali.
Non citazioni, ma strumenti. Il legno non è solo materiale. È struttura, funzione, identità.

Vertigo: oltre la superficie

In questo contesto si inserisce Vertigo, il progetto sviluppato da Fiemme Tremila con Giulio Iacchetti.

L’operazione è chiara: mettere in discussione l’orizzontalità della doga. La tavola non si ferma al pavimento. Prosegue, si curva, sale e costruisce una continuità tra piano e parete. Il risultato è una superficie tridimensionale che ridefinisce il rapporto tra rivestimento e spazio.

Non si tratta di un esercizio formale, Vertigo introduce un cambio di prospettiva:
il parquet smette di essere solo finitura e diventa elemento architettonico.

Alla base c’è una ricerca tecnica precisa: la curvatura del legno, realizzata artigianalmente e ispirata alla piegatura degli sci, e la struttura in Triplostrato®, che garantisce stabilità e flessibilità.

Ma l’aspetto più interessante è il risultato progettuale. La superficie si comporta come un sistema continuo, capace di avvolgere lo spazio e generare una nuova relazione tra le parti. Non più separazione tra pavimento e parete, ma un unico gesto.

All’interno di NODI, Vertigo si distingue perché non si limita a reinterpretare un elemento esistente, ne modifica il ruolo. E questo è un passaggio rilevante: perché apre una riflessione su come il parquet possa evolvere, da prodotto tecnico a linguaggio progettuale.