Scrivo queste poche righe di ritorno dall’Assemblea EdilegnoArredo, l’appuntamento annuale in cui il mondo dei produttori di finiture per gli interni si riunisce per fare il punto su un anno di lavoro.
Continua a frullarmi in testa la provocazione di Francesca Negri, docente di Social Media Marketing all’Università degli Studi di Parma, che ha stuzzicato così la platea: “Le persone che comprano i vostri parquet sono le stesse che si fanno consegnare le lampadine per il forno da Amazon Prime in 50 minuti: attenzione a pensare che siano mondi diversi, gli standard a cui sono abituati i consumatori sono quelli”.
Il cambiamento non è più solo sinonimo di proiezione verso qualcosa di diverso da ciò che siamo: anche per restare come si è ormai bisogna cambiare. Perché gli interlocutori sono già cambiati.
Ci interfacciamo quotidianamente con persone che (magari non nel nostro settore, probabilmente non per il nostro prodotto in particolare) sono abituate ad avere un rapporto diverso dal passato con i consumi: se ho voglia di sushi, in mezz’ora mi viene recapitato a casa, se mi si brucia la lampadina del forno, appunto, Amazon Prime me la consegna in meno di un’ora. C’è una app per qualsiasi necessità, dal meteo alla dieta.
Persino mia madre, che non sa cosa sia un PC, ha imparato a usare WhatsApp… E si arrabbia se si accorge che leggo i suoi messaggi ma non le rispondo subito.
Ora, questo non significa che – dovendo rifare casa – pretenderà di ricevere delle doghe in rovere con un drone in un quarto d’ora, di certo però si aspetterà un certo tipo di trattamento (mutatis mutandis).
Quindi, che fare? Innanzitutto prendere coscienza del fatto che non dipende solo da noi: se tutto ci cambia intorno, siamo obbligati ad agire di conseguenza. Osservare, aprire la propria mente utilizzando ciò che si è fatto finora come importantissima esperienza, ma non come dogma per affrontare qualunque situazione.
La ricerca, la corretta informazione, l’interazione fra vecchio e nuovo possono essere gli ingredienti, ma ciascuno di noi deve combinarli assieme secondo la propria indole per creare la propria ricetta personale.
di Federica Fiorellini



