Congresso Fep 2016: l’Europa del parquet inizia a risvegliarsi


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Si è svolto venerdì 17 giugno a Thun, in Svizzera, il 41mo Congresso Europeo del Parquet, in concomitanza con la 60ma Assemblea Annuale di Fep, la Federazione Europea dei produttori di pavimenti di Legno, che riunisce le federazioni nazionali europee, le aziende produttrici di parquet e cosiddetti ‘fornitori’ (produttori di prodotti per la posa, la finitura e la manutenzione e produttori di profili e battiscopa).

Fep è, in sostanza, la forza che rappresenta e difende gli interessi dell’industria nei confronti delle autorità europee e ogni anno i suoi congressi sono molto partecipati: il gotha del parquet in Europa – insieme a noi rappresentanti della stampa – si incontra per confrontarsi, per imparare a conoscersi, per mettere a punto strategie comuni, per fare il punto sull’andamento del settore.

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E dalla Svizzera è arrivata una ventata di (cauto) ottimismo per il nostro settore. Come ha sottolineato il presidente della federazione, Lars Gunnar Andersen, nel suo discorso di benvenuto ai colleghi: “Non torneremo mai al 2007, l’anno record per la vendita del parquet, ma la situazione è migliorata, si intravvedono deboli segnali positivi, soprattutto da parte dell’Europa del Sud, che ha iniziato a risvegliarsi“.

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Produzione e consumo tornano a crescere

La maggior parte dei Paesi europei, in effetti, pare essere uscito dalla ‘zona rossa’. In base alle statistiche Fep rese note a Thun, il consumo totale dei Paesi Fep è cresciuto nel 2015, rispetto al 2014, dello 0,48%, raggiungendo quota 75.768.490 m². Svezia (+14,29%), Ungheria (+7%), Olanda (+3,65%) e Belgio (+3%) sono i Paesi con una crescita maggiore dei consumi. Danimarca, Finlandia e Norvegia hanno subito invece la contrazione maggiore: -11,26%. Abbastanza stabile l’Italia. In termini di consumo per Paese, La Germania mantiene la prima posizione, con il 23,46%, seguita dalla Francia (10,38%); la Svezia completa il podio, con una quota del 9,71%.

Il Paese con il maggior consumo pro-capite rimane la Svizzera (o,76 m²), seguita da Svezia (0,75 m²) e Austria (0,72 m²).

Quanto alla produzione, ha raggiunto un volume totale di 63.982.220 m², crescendo del 2,61% rispetto al 2014. Il Belgio ha fatto segnare le performance maggiori (+16,67%), seguito dall’Olanda (+15,53%) e dalla Svezia (14,53%). Il maggior produttore di parquet si conferma la Polonia, con una quota del 20,32%, seguito dalla Svezia (16,63%) e dall’Austria (14,23%), che ‘ruba’ il terzo posto alla Germania.

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Ancora Rovere, ancora prefinito

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Parlando di utilizzo delle specie legnose, il rovere continua a fare la parte del padrone in Europa, con una quota del 77,7% sul totale dei legni utilizzati per la produzione di parquet; i legni tropicali si stabilizzano sul 4,5%, frassino e faggio rimangono, dopo il rovere, le specie legnose più utilizzate, con il 5,6% e 3,8%. Chiudiamo con la produzione per tipo di parquet: il multistrato è sempre la tipologia di parquet più prodotta, ormai ha il monopolio del mercato con il 79% delle quote; il parquet massiccio ha il 19% delle quote, al mosaico rimane un 2%.

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“Dobbiamo concentrarci sulla rivendita”

Assodato il cauto ottimismo e la ‘ripresina’ del mercato, dalla Svizzera è venuto anche un monito interessante: “Troppi consumatori optano ancora per il laminato o l’LVT a discapito del pavimento di legno – ha dichiarato il presidente Fep – e noi non possiamo esimerci dall’interrogarci sulle ragioni di queste scelte. Il parquet è troppo caro? E’ più difficile da vendere? E’ problematico? La rivendita è sicuramente l’anello debole della filiera: dobbiamo coalizzarci per fornire alla rivendita degli strumenti commerciali diversi, nuovi per promuovere il nostro bel prodotto“. Il lavoro da fare è molto, ma la strada sembra essere quella giusta: la rivendita può fare la differenza, lo vediamo anche noi in Italia.

Il prossimo appuntamento Fep è a Budapest, il 15 e 16 giugno 2017, con il 42mo Congresso Europeo del Parquet.

 

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