Xylexpo 2016: l’edizione della svolta


Abbiamo la netta sensazione che questa Xylexpo sarà una tappa estremamente importante nella storia della nostra rassegna: stiamo veramente facendo tutto il possibile perchè sia un grande appuntamento, un’eccellente vetrina per l’innovazione tecnologica e per i tanti protagonisti di questo settore“, riassume così Lorenzo Primultini, presidente di Xylexpo, l’edizione 2016 della biennale mondiale delle tecnologie per il legno e i componenti per l’industria del mobile ormai alle porte, dal 24 al 28 maggio, presso il il quartiere di FieraMilano.

Numeri in crescita
Ci attendiamo almeno 500 espositori, dunque molti di più rispetto ai 440 del 2014, e in termini di superficie espositiva ci attesteremo ben oltre i 26.176 metri quadrati di due anni fa – ha aggiunto un’entusiasta Primultini -. Ma siamo ancora più ottimisti sul versante dei visitatori: nel 2014 registrammo oltre 44mila presenze nei cinque giorni di fiera, ovvero 15.250 ‘visitatori unici’; quest’anno tutto indica che dovremmo poter fare ancora meglio”.

Tutti a Xylexpo!
Il nostro – ha continuato Primultini – è un ottimismo motivato da diversi fattori. Innanzitutto la rappresentatività della nostra fiera: la presenza a Milano di tutti i protagonisti della filiera, senza più alcuna eccezione, è un traguardo di grandissima importanza. Per il settore soprattutto, che ritrova a Milano, da sempre una delle sue capitali mondiali, tutti coloro che propongono tecnologia, innovazione, che fanno ricerca, che lavorano per trovare ogni giorno soluzioni nuove a problemi nuovi. E non mi riferisco solo ai grandi gruppi, al fatto che Barberan, Biesse, Cefla, Homag, Ima, Scm o Weinig siano finalmente e ancora insieme a Milano, ma anche alle tante piccole e medie realtà internazionali che proprio grazie alla loro grande forza innovativa, alla capacità di trovare soluzioni creative hanno saputo resistere a questi anni duri”.

Il mercato italiano
Xylexpo, inutile negarlo, è stato lo specchio fedele di quanto è accaduto negli ultimi anni – ha spiegato Primultini -. Il nostro mercato interno ha segnato il passo e le nostre imprese hanno accresciuto in modo esponenziale il loro impegno e il loro successo nei mercati stranieri. L’atmosfera però sta cambiando e l’Italia sembra finalmente avvertire i primi, concreti segnali di ripresa. Lo si evince dalla revisione verso l’alto delle stime del nostro Pil, lo dicono le rilevazioni trimestrali effettuate dal nostro Ufficio Studi. Lo dicono anche i provvedimenti e le agevolazioni fiscali che il governo italiano ha messo in campo negli ultimi anni e rinnovato proprio di recente: un’ulteriore carta sul tavolo che ci convince che il 24 maggio potremo avere al nostro fianco una nuova disponibilità delle imprese manifatturiere italiane a investire in beni strumentali”.