«Anto’, fa caldo». Chi non ha citato almeno una volta lo spot della Nestlé (girato da Alessandro D’Alatri) che ha lanciato Luisa Ranieri… Mente. Il marito tenta un approccio, la moglie lo respinge per il caldo e lui torna con una bottiglietta di tè freddo.

Mentre scrivo, in Italia (ma soprattutto in Francia, Germania, Spagna) stiamo vivendo giornate di caldo insopportabile. Non è più un’eccezione, ma la nuova normalità di un clima che cambia. Lo “stress da calore”, che combina alte temperature e livelli di umidità, rende questa ondata particolarmente spiacevole e pericolosa.
Si fa fatica a fare tutto, si è più irritabili, più nervosi. Io e mio figlio nell’ultima settimana ci siamo detti cose di cui credo ci vergogneremo per i prossimi anni.
Le mie tecniche per combattere la canicola? Il tè freddo non lo amo, quindi mi affido a ventilatori, condizionatore (usato con moderazione), imposte chiuse nelle ore più calde e docce fredde.
Mentre cercavo di sopravvivere a queste giornate, mi sono chiesta se anche i materiali di cui ci circondiamo possano fare la loro parte. Mi sono risposta che la fanno, eccome.
Il legno non abbassa la temperatura della casa e sarebbe scorretto sostenere il contrario, ma può contribuire al comfort abitativo: grazie alla sua bassa conducibilità termica, non sottrae rapidamente calore al corpo come fanno superfici più conduttive come ceramica e pietra, offrendo una sensazione di contatto più equilibrata e piacevole. II legno, poi, è un materiale igroscopico: assorbe l’umidità quando è elevata e la rilascia quando l’aria diventa più secca, contribuendo ad attenuare le oscillazioni dell’umidità relativa negli ambienti interni. Una caratteristica tutt’altro che secondaria se pensiamo che, durante le ondate di calore, è proprio l’eccesso di umidità a rendere l’afa così opprimente.
La ricerca sulla biofilia aggiunge un ulteriore elemento: gli ambienti in cui il legno è protagonista sono percepiti come più accoglienti, rilassanti e confortevoli, con effetti positivi sul benessere psicofisico.
Insomma, in un’epoca in cui le estati sono sempre più lunghe e le ondate di calore mettono alla prova il nostro modo di abitare, il comfort non dipende solo dai climatizzatori. Dipende anche dai materiali con cui scegliamo di vivere.
Il parquet non promette miracoli: non raffredda l’aria e non sostituisce la tecnologia, ma, grazie alla sua capacità di regolare naturalmente l’umidità, al comfort tattile che offre e al benessere psicologico che trasmette, contribuisce a creare ambienti più piacevoli da vivere. Un valore silenzioso, spesso invisibile, ma oggi più che mai attuale.



