Al COLI di Vienna il settore europeo della lavorazione del legno ribadisce la necessità di una strategia pragmatica sulla bioeconomia: più mobilitazione del legno, politiche coerenti e strumenti di mercato per scalare le soluzioni bio-based e sostituire i materiali fossili

In occasione del COLI – piattaforma internazionale dedicata alla bioeconomia forestale – l’industria europea della lavorazione del legno ha riaffermato il proprio impegno nello sviluppo di prodotti sostenibili e climaticamente neutri, basati su una gestione forestale responsabile.
L’evento, che il 23 febbraio scorso ha riunito a Vienna ministri e decisori politici da tutto il mondo, ha posto al centro il futuro della bioeconomia forestale e il suo ruolo nella neutralità climatica e nella crescita sostenibile.
Il messaggio del settore è chiaro: il legno è già oggi parte della soluzione.
Sostituire i materiali fossili è già una realtà
L’industria del legno in Europa contribuisce concretamente alla mitigazione e all’adattamento climatico, sostituendo materiali fossili e non rinnovabili in edilizia, manifattura e prodotti di uso quotidiano. Tuttavia, per liberare appieno il potenziale della bioeconomia, è necessario un quadro politico pragmatico, orientato al mercato e coerente con la realtà industriale.
Uno dei punti chiave riguarda la disponibilità di materia prima: lo sviluppo della bioeconomia non può prescindere da un approvvigionamento adeguato di legno. L’Europa deve rafforzare la mobilitazione del legno, nel rispetto dei sistemi nazionali di gestione forestale sostenibile, adottando un approccio non discriminatorio che integri risorse primarie e secondarie.
Competitività al centro: meno burocrazia, più strumenti di mercato
Secondo il settore, le strategie di incentivazione non devono limitarsi al sostegno alla ricerca, ma promuovere esplicitamente la diffusione e la diversificazione di prodotti bio-based già esistenti. Strumenti di domanda coordinati – come il Green Public Procurement e la valutazione del ciclo di vita negli edifici – possono contribuire a creare mercati competitivi stabili, evitando però oneri amministrativi sproporzionati, in particolare per le PMI. La competitività deve restare il principio guida.
Bioeconomia e politiche abitative: serve coerenza
Un ulteriore aspetto evidenziato riguarda la necessità di coerenza tra la Strategia europea per la bioeconomia e le politiche abitative.
I materiali bio-based devono essere adeguatamente riconosciuti e gli standard devono consentire un confronto equo tra materiali bio-based e non bio-based, garantendo che le soluzioni rinnovabili e climaticamente neutre possano competere ad armi pari.
Nella legislazione europea sull’economia circolare, la rinnovabilità deve essere riconosciuta accanto a riciclabilità e riutilizzabilità.
La voce del settore
Silvia Melegari, Segretaria Generale di CEI-Bois ed EOS, ha dichiarato: “Se l’Europa vuole davvero costruire una bioeconomia competitiva e climaticamente neutrale, deve prima garantire una base stabile di materie prime. Aumentare la mobilitazione del legno e assicurare un accesso affidabile e di lungo periodo alle risorse forestali deve essere la priorità assoluta, se vogliamo scalare le soluzioni bio-based e sostituire efficacemente i materiali ad alta intensità fossile.”
Chi sono CEI-Bois ed EOS
CEI-Bois rappresenta 22 organizzazioni europee e nazionali in 16 Paesi, sostenendo gli interessi di oltre 160.000 aziende del settore legno, con un fatturato annuo di 194 miliardi di euro e circa 930.000 occupati nell’UE.
EOS rappresenta circa 35.000 segherie in 11 Paesi europei, che coprono circa il 77% della produzione europea di legno segato, con un fatturato di circa 35 miliardi di euro e 250.000 addetti.



