Il Salone del Mobile.Milano 2026 conferma il proprio ruolo di piattaforma culturale e strategica per il progetto contemporaneo, andando oltre il modello fieristico tradizionale. Connessioni globali, nuovi territori curatoriali e una visione sempre più orientata al contract ridisegnano l’identità della Manifestazione. Dal debutto di Salone Raritas al percorso verso Salone Contract firmato OMA, passando per le Biennali, il SaloneSatellite e l’installazione Aurea, l’edizione 2026 mette al centro il progetto come sistema integrato, in cui sostenibilità, industria e cultura diventano parti di un unico racconto

Non è più solo una fiera. Il Salone del Mobile.Milano 2026 si presenta come una piattaforma culturale e industriale integrata, capace di leggere le trasformazioni del progetto contemporaneo e di orientare i mercati futuri. Connessioni globali, nuovi territori curatoriali e un’inedita apertura al contract sono le coordinate che guidano la 64ª edizione, in programma dal 21 al 26 aprile 2026 a Fiera Milano Rho.
Con oltre 1.900 espositori da 32 Paesi, una superficie netta di 169.000 mq completamente sold out e il ritorno delle Biennali, il Salone conferma il suo ruolo di infrastruttura strategica per la filiera internazionale del design e dell’arredo. Ma il dato più interessante non è solo quantitativo: è il modo in cui il Salone riorganizza i propri contenuti, rendendoli più leggibili, connessi e orientati al futuro.
Dal prodotto al sistema: nasce Salone Contract
La novità più strutturale dell’edizione 2026 è l’avvio ufficiale del percorso verso Salone Contract, progetto strategico di lungo periodo che troverà piena espressione nel 2027. Il Masterplan è affidato a Rem Koolhaas e David Gianotten (OMA), a sottolineare un cambio di paradigma: dal singolo prodotto alla capacità di integrare sistemi, competenze, servizi e dati.
Nel 2026 il contract entra già in fiera con percorsi tematici tra gli espositori, una lectio di Rem Koolhaas e un forum internazionale. L’obiettivo è chiaro: intercettare un mercato globale stimato oltre i 68 miliardi di euro, destinato a superare i 110 miliardi nel prossimo decennio, e accompagnare le aziende verso un posizionamento internazionale più consapevole e strutturato.
Salone Raritas: il valore dell’unicità entra nel B2B
Debutta nel padiglione 9 Salone Raritas, nuova piattaforma dedicata al collectible design, che mette in dialogo pezzi unici, edizioni limitate, antiquariato e alta manifattura creativa con il mondo professionale del progetto. Curato da Annalisa Rosso e allestito da Formafantasma, Raritas non è una sezione di lusso, ma un progetto culturale che porta l’unicità al centro del mercato B2B, intercettando le esigenze di hospitality, retail e real estate di fascia alta.
Aurea: il lusso come esperienza narrativa
Nel percorso A Luxury Way (padiglioni 13 – 15) prende forma Aurea, an Architectural Fiction, installazione immersiva ideata da Maison Numéro 20. Un hotel immaginario che trasforma l’interior design in racconto, lavorando sulla dimensione emotiva e sensoriale dell’abitare. Art déco, cinema, suggestioni orientali e sostenibilità si fondono in una scenografia che ridefinisce i codici del lusso contemporaneo: non ostentazione, ma visione consapevole.
Le Biennali: cucina e bagno come spazi evolutivi
Tornano le Biennali con EuroCucina e FTK – Technology For the Kitchen (106 brand da 17 Paesi) e il Salone Internazionale del Bagno (163 brand da 14 Paesi). Cucina e bagno si confermano laboratori di innovazione: integrazione tecnologica, sostenibilità misurabile, materiali evoluti e una crescente attenzione al benessere, alla longevity e all’esperienza d’uso.
SaloneSatellite: artigianato e innovazione
Con 700 designer under 35 da 43 Paesi, il SaloneSatellite rilancia il tema “Maestria artigiana + Innovazione”. L’artigianato non come nostalgia, ma come linguaggio del futuro: un sapere capace di dialogare con tecnologia, industria e nuove economie circolari. Ancora una volta, il Satellite si conferma il laboratorio più vivo del design che verrà.
Una fiera più leggibile, una città più coinvolta
Il 2026 segna anche una rinnovata esperienza di visita, grazie a un nuovo sistema di wayfinding progettato da Leftloft, pensato per rendere più chiara e accessibile la complessità della manifestazione. Parallelamente, il Salone rafforza il legame con Milano: eventi culturali, installazioni urbane, concerti alla Scala e oltre 200 showroom aperti in città durante la Design Week.
Sostenibilità come metodo, non come dichiarazione
La sostenibilità attraversa l’intera Manifestazione in modo concreto e misurabile. Il Salone rinnova la certificazione ISO 20121 per il triennio 2026-2028, confermando un approccio basato su misurazione, verifica e riduzione degli impatti. Materiali, processi e filiere diventano parte integrante del progetto, non cornice narrativa.




