Si è appena conclusa l’Assemblea Generale di FEP (la Federazione Europea del Parquet), che quest’anno si è svolta nella splendida città di Vienna, un luogo dal grande fascino e tradizione, che ha fatto però da cornice a un evento caratterizzato da molte note purtroppo negative e da grandi incertezze sul cammino che ci aspetta.
Sembra davvero sia molto difficile fare delle previsioni attendibili sul futuro viste le variabili globali in campo: i conflitti in atto, le elezioni americane di autunno, i nuovi equilibri politici europei, i tassi di interesse ancora incomprensibilmente molto alti e altro ancora.
Sono tempi complessi, che sicuramente preoccupano le aziende del comparto, ma anche tempi maturi per fare delle riflessioni ancora più profonde su come agire e come reagire a questi mutamenti, visto che comunque il mondo va avanti, con o senza di noi. Non di sono dubbi: noi dobbiamo esserci.
Con l’Assemblea Generale FEP abbiamo dimostrato il valore dell’associazionismo, specie in periodi come quello che stiamo vivendo, in cui non si sa quale direzione prendere. La partecipazione all’evento è stata molto alta, ma soprattutto abbiamo condiviso idee e progetti concreti che stanno dando un segnale forte di quale direzione si stia prendendo.
La procedura antidumping si sta concretizzando; il progetto iniziale, portato avanti da 23 aziende, è stato reso pubblico e ora deve essere promosso intensamente, per sensibilizzare la partecipazione di più produttori europei possibili e contribuire così a una giusta causa, che porterà beneficio a tutto il comparto. In FEP stiamo spingendo anche a livello di singole associazioni nazionali, affinché si prodighino facendo incontri (con associati e non), per promuovere il progetto. A questo proposito, lo scorso 19 giugno abbiamo fatto una riunione in Italia, con il contributo di FederlegnoArredo e di Renza Altoè Garbelotto, Consigliere incaricato del Gruppo Pavimenti.
Ma tanti altri sono i temi che ci vedono coinvolti come associazione di categoria in Europa, per affrontare problematiche serie e concrete come quella della certificazione EUDR, che così come approvata dalla CE risulta essere frutto di “utopia ideologica”, priva di qualsiasi senso pratico. Con FEP, insieme a tutto il settore legno e non solo, ci stiamo impegnando fortemente per cambiarla o per lo meno rinviarla, rispetto alla data di entrata in vigore (gennaio 2025).
Stessa cosa stiamo facendo con il progetto “Wood 4 Real”, con il quale vogliamo sensibilizzare la CE ad affrontare le attuali lacune legali che consentono l’uso improprio dei termini ‘legno’ o ‘parquet’ per prodotti che sono solo squallide imitazioni di quello che facciamo noi, favorendo una comunicazione ingannevole verso il consumatore finale, spesso molto poco informato su quello che acquista.
Insomma, i progetti ai quali stiamo lavorando sono davvero molti e sarebbe impossibile sintetizzarli qui, progetti a tutela di tutto il comparto, anche di tutte quelle aziende non associate, né a livello nazionale né europeo, che spesso sentiamo dire: “Ma cosa ci guadagno ad associarmi?”, “Ma l’associazione in fondo cosa mi dà?”. Beh, questa è la dimostrazione che le associazioni sono fatte di associati e che se questi ultimi vogliono concretamente fare delle cose a livello istituzionale, di lobby o comunque di interesse comune del settore, l’unico modo per farlo è tramite un soggetto terzo, FEP in questo caso, o FederlegnoArredo in ambito italiano, due realtà che danno vita e concretezza a tutte queste energie, altrimenti deboli e disperse.
Ci aspettano tempi duri, ma, come si dice di questi tempi, abbiamo imparato cos’è la resilienza.
Lorenzo Onofri, presidente FEP



