Sostenibile sì, ma quanto? Ora lo sappiamo

Da circa un anno I Love Parquet ha stretto una partnership con FEP (la Federazione Europea dei Produttori di parquet), che su ogni numero della rivista ci racconta gli sforzi portati avanti per promuovere il comparto dei pavimenti in legno.

Sono molto orgogliosa di questa collaborazione, perché seguo e apprezzo da tempo il lavoro della federazione, che negli anni ha saputo guadagnarsi il rispetto e il giusto riconoscimento a Bruxelles, ponendosi come un interlocutore competente, serio e autorevole, portando avanti istanze comuni, ma soprattutto interrogandosi sulle migliori strategie da mettere in atto per aumentare le quote di mercato del nostro bellissimo prodotto.

E proprio FEP è tra le realtà sostenitrici di un recente studio commissionato da CEPI (Confederazione delle Industrie Cartarie Europee) che calcola l’effetto del legno e dei prodotti in legno come “assorbitori di carbonio“.

Cito un solo dato (trovate l’approfondimento a pagina 88 di questo numero): l’effetto complessivo e positivo del legno e dei prodotti a base legno sul clima è stimato in -806 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all’anno (la CO2 equivalente è un’unità di misura che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti effetti “climalteranti“), che corrisponde a circa il 20% di tutte le emissioni fossili nell’Unione europea. Per farla semplice, i prodotti forestali hanno un’impronta climatica molto bassa, oltre a ridurre la domanda di prodotti ed energia basati sui combustibili fossili.

Insomma, tutti (o quasi) ormai sappiamo che il legno è sostenibile: perché è completamente riciclabile, perché per la produzione, la trasformazione e lo smaltimento del legno viene impiegata molta meno energia rispetto a qualsiasi altro materiale da costruzione e, soprattutto, perché grazie agli effetti combinati di “carbon sink” (assorbimento del carbonio) e “carbon stock” (capacità di trattenimento del carbonio), aiuta a ridurre le emissioni di CO2. Quanto fosse sostenibile, però, non lo sapevamo. Questo studio mi sembra un formidabile strumento di marketing: da leggere e ripetere come un mantra ai clienti, ai partner, agli stakeholder. Perché proporre un prodotto che “svolge un’azione efficace per il clima” è un dettaglio non proprio secondario. Passate parola.

di Federica Fiorellini