Il mio punto fermo

Se c’è un punto fermo nella vita di un giornalista del nostro settore è il congresso FEP.

Non sai se ti troverai in riva al mare o in aperta campagna, in una città d’arte o in un paesino termale, in Olanda o in Spagna, non sai se dovrai mettere i valigia sandalini o scarpe pesanti, ma sai che a giugno, cascasse il mondo, la Federazione europea dei produttori di parquet si riunirà per il tradizionale convegno di metà anno. E tu ci sarai.

E dovrai metterti in ghingheri, perché parteciperai alla cena di gala, dove il gotha dei pavimenti di legno brinderà a un anno di successi (talvolta il brindisi sarà più fiacco) e si scambierà impressioni e sorrisi.

Sorriderai anche tu naturalmente, ma parlerai pochissimo, perché parlare in inglese ti mette in imbarazzo.. E terrai le orecchie bene aperte, il giorno dopo, durante l’assemblea, per non perderti qualche prezioso numero, qualche anticipazione o qualche nuovo trend di mercato.

Ci sarà (new entry degli ultimi due anni), Isabelle Brose, preparata ed energica segretaria che ti farà formicolare la mano per la stretta formidabile, ma al tempo stesso ti metterà a tuo agio con garbo. Ci sarà l’inossidabile presidente, Lars Gunnar Andersen, a fare gli onori di casa e ad aprire i lavori, a rassicurare gli animi, a ricordare a tutti “che straordinario prodotto abbiamo tra le mani”.

Quest’anno il teatro delle mie avventure è stata Lisbona. Solito, collaudato, copione. Non vi tedio coi numeri del mercato europeo del parquet (li trovate a pagina 40), vi lascio solo un spunto di riflessione, quello lanciato dal presidente Andersen ai suoi associati (che poi è da sempre la mission di I Love Parquet, il nostro punto fermo): “Fermo restando che la sfida per il nostro mercato rimane quella di aumentare le nostre quote in Europa, oggi più che mai dobbiamo puntare sull’importante ruolo giocato dal legno nei cambiamenti globali che stanno investendo il nostro pianeta, sulla sostenibilità, sulla circolarità. Parliamone, raccontiamolo a tutti”.

di Federica Fiorellini