Parquet therapy

«Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato…»
Elogio dei piedi, di Erri De Luca

Estate, è tempo di ristrutturare. Scegliamo un parquet… È tutta salute!


Il tema è senz’altro frivolo, ma l’estate, si sa, porta con sé qualche argomento leggero: parliamo di piedi.
Che nei piedi ci siano molte terminazioni nervose che, se stimolate, possono inviare al cervello input positivi, è un concetto assodato (la riflessologia plantare dice niente?). Quando poi i piedi sono a contatto diretto con la terra, la stimolazione – e il benessere – sono assicurati. Almeno così la pensano i seguaci del bare footing, tendenza salutista esportata dalla Nuova Zelanda.


È una vera e propria filosofia di vita che invita a vivere e camminare a piedi nudi: perché aiuta a riattivare la circolazione, migliora l’equilibrio, contribuisce a ridurre il mal di schiena, facilita la connessione con la terra. Recenti studi dei ricercatori dell’Università della California sostengono che camminare a piedi nudi contribuisca, tra le altre cose, a migliorare la qualità del sonno.


Certo, l’ideale sarebbe camminare scalzi all’aria aperta, ma perché non cominciare da casa propria, su un pavimento di legno?
Un parquet è un pezzo di natura sotto ai piedi: è un pavimento caldo, elastico, resistente, sostenibile. Camminare a piedi nudi sul parquet è un gesto semplice, naturale, rilassante. È la ‘parquet therapy’.


Passate parola.

Federica Fiorellini

Photocredit: Gazzotti 18