Il nostro fil rouge* (verde!)

Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve”, diceva Cicerone.

In questa stagione più che mai, basta guardarsi attorno per ammirare balconi fioriti, terrazze verdi che svettano sui tetti dei palazzi, siepi fiorite, orti cittadini e piccoli parchi in fiore, spazi aperti che (io la penso come Cicerone) rigenerano il corpo e l’anima.

Che il verde sia terapeutico lo dimostrano anche gli “healing garden“, i giardini che curano, generalmente realizzati in ambienti sanitari e progettati per avere effetti benefici sulle persone che li fruiscono.

Il fil rouge di questo numero di I Love Parquet – a questo punto forse l’avrete capito – è il giardino, o meglio, lo spazio outdoor.

Il legno è sostenibile (e, in quanto tale, è una preziosa risorsa), l’abbiamo scritto davvero tante volte. È sostenibile per molti motivi, primo tra i quali perché sottrae carbonio all’atmosfera e lo tiene immagazzinato a lungo al suo interno e all’interno dei prodotti che da esso vengono realizzati (una pavimentazione di legno mediamente può contenere 5 Kg/m2 di carbonio). E allora perché non usarlo anche all’aperto?

Nel nostro “Speciale Outdoor” (lo trovate da pagina 47 a pagina 73) vi raccontiamo proprio tutto sul decking: come si realizza e quali sono le specie legnose più adatte (ce ne parla Gaetano Castro), come si posa e come si pulisce (ce lo spiega Fabio Braga) e, soprattutto, cosa offre il mercato, a livello di pavimentazioni e di prodotti per la cura. Insomma, godetevi la nostra oasi verde. Buona lettura.

di Federica Fiorellini

*Per i più curiosi, “fil rouge” deriva da un’antica leggenda popolare giapponese, ma di origine cinese, che narra che ogni uomo e ogni donna viene al mondo con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra, che unisce indissolubilmente due anime destinate a vivere insieme: non importa la distanza, non importa l’età, la classe sociale o altro (“Dei, Draghi e Eroi della Mitologia Cinese” di Tao Tao Liu Sanders – Arnoldo Mondatori Editore). Più pratica la sua origine riferita all’attività marinaresca: per districare le gomene di una nave si seguiva un filo rosso che rendeva possibile separare l’una dall’altra le corde aggrovigliate.