L’estate è alle porte e nel nostro settore questo è un periodo di scadenze e di frenesie lavorative legate, come ogni anno, alle vacanze estive imminenti.
Questa frenesia, però, non ci esime dall’operare sempre con maggior professionalità, serietà e competenza a tutti i livelli della filiera. Parlo di filiera perché un bel pavimento di legno diventa tale solo quando è posto in opera in modo professionale e competente, di conseguenza, il settore della posa in opera è un anello indispensabile della catena, che si apre con un pavimento di legno prodotto a regola d’arte e si chiude con un pavimento posato a regola d’arte.
Il termine “regola d’arte” non è un’esclusiva riservata a pochi eletti, ma un concetto che si costruisce nel tempo con molta fatica e dispendio di energie sotto tutti i punti di vista, per questo motivo nessuno può fare propria tale accezione senza conoscerne a fondo il significato o i significati.
Cosa significa “A regola d’arte”?
La locuzione “regola d’arte” indica l’insieme delle tecniche considerate corrette per l’esecuzione di determinate lavorazioni, in genere artigianali, e della realizzazione di manufatti.
Un’opera eseguita a regola d’arte è tale se il risultato prodotto è un manufatto sicuro, utilizzabile secondo l’uso programmato; nell’esecuzione di opere professionali o artigianali, la regola dell’arte va sempre rispettata quale dovere di diligenza ai sensi dell’art. 11176 del c.c.
Generalmente, il criterio di diligenza che il professionista o l’artigiano è tenuto a osservare nel suo operato rimanda a criteri ritenuti “specifici” ed “obiettivi“, perché tarati sui principi deontologici della specifica attività, in altre parole, nel caso specifico, criteri basati su regole tecniche del settore delle pavimentazioni di legno.
Siamo stati degli apripista
Parlando delle regole di settore e più specificatamente di questo settore – mi riferisco a tutte le regole specifiche che ora si utilizzano in questo comparto – posso affermare senza timore di smentite che AIPPL è stata a tutti gli effetti pioniera e apripista.
Abbiamo aperto nuove strade lavorando nelle varie commissioni UNI, proponendo temi specifici da approfondire, collaborando con tutti gli attori della filiera e, infine, realizzando le norme tecniche che di fatto, attualmente, rappresentano la nostra regola dell’arte.
Ne cito solo alcune, quelle di maggiore importanza: UNI 11265, UNI 11368-1-2, UNI 11371, UNI 11556, UNI 11538-1-2, UNI11622-1, oltre alla futura norma (oggi in discussione e in lavorazione presso Unichim, grazie ad AIPPL) sugli adesivi silanici.
Ma il lavoro di AIPPL non si è fermato alle sole norme tecniche, abbiamo infatti collaborato alla realizzazione del famoso manuale “Il Parquet, dal progetto alla posa in opera” e dei precedenti “Manuali per la posa di pavimenti di legno per uso civile”, preziosi strumenti tecnici e operativi a misura d’impresa e tanto utilizzati nel settore. E poi – sempre con lo stesso obiettivo – abbiamo organizzato convegni e seminari, percorsi formativi e iniziative culturali.
Lavoriamo per tutti, nessuno escluso
Questo lungo elenco di norme, di titoli, di attività non vuole essere assolutamente un’autocelebrazione, ma semplicemente un doveroso riconoscimento al lavoro di tante persone che in AIPPL si sono spese e prodigate senza alcun altro fine se non quello di far crescere il settore e la categoria del posatore di pavimenti di legno. Un lavoro importante, totalmente gratuito e disinteressato e spesso non riconosciuto. Anzi. Ci tengo a sottolinearlo qui perché troppo spesso leggo pubblicazioni o riscontro atteggiamenti volti a nascondere o a minimizzare l’importante lavoro svolto dietro le quinte da AIPPL, si tenta di boicottare, di dividere la nostra categoria (già abbastanza bistrattata) per ragioni che nulla hanno a che fare con il bene e la crescita della filiera.
Insomma, non mi sembrava giusto girarmi ancora dall’altra parte, ma volevo sottolineare con forza – senza false modestie – che se il settore della posa ha fatto i passi che ha fatto, tanto del merito è dovuto anche ad AIPPL.
Per chiudere questa lunga riflessione, a dimostrazione dell’importanza del lavoro svolto sin qui, cito il passaggio di una sentenza emessa dal Tribunale di Reggio Emilia (c.c .2861-04), dove il giudice scrive: “L’utilizzo che il CTU ha fatto per pervenire alle sue conclusioni del ‘Manuale per la posa di pavimenti di legno per uso civil’e e non della normativa sovranazionale non è censurabile, in quanto tale manuale costituisce lo strumento, elaborato da associazioni di esperti e professionisti operanti nel settore, utilizzato a livello nazionale in maniera generalizzata per definire, tra l’altro, i limiti di accettazione della posa di pavimenti di legno”. Questo dimostra che il lavoro svolto da AIPPL a favore di tutta la categoria (nessuno escluso) oltre che della filiera, non è stato vano, anzi ha aiutato molti posatori, e non solo, a trovare la strada corretta da percorrere per arrivare a un’opera realizzata veramente a “regola d’arte”.
Buon lavoro a tutti.
di Dalvano Salvador



