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	<title>NORME &amp; TECNICA Archivi - I Love Parquet</title>
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	<description>I Love Parquet</description>
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	<title>NORME &amp; TECNICA Archivi - I Love Parquet</title>
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	<item>
		<title>UNI 11265:2025: la revisione della norma che definisce ruoli e responsabilità nella filiera del parquet</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2026/06/15/uni-112652025-la-revisione-della-norma-che-definisce-ruoli-e-responsabilita-nella-filiera-del-parquet/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uni-112652025-la-revisione-della-norma-che-definisce-ruoli-e-responsabilita-nella-filiera-del-parquet</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Galizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 03:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi radianti]]></category>
		<category><![CDATA[UNI 11265:2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph" id="h-nel-settore-delle-pavimentazioni-in-legno-una-corretta-gestione-delle-fasi-di-progettazione-realizzazione-e-posa-puo-contribuire-a-ridurre-errori-contestazioni-e-problematiche-che-spesso-emergono-soltanto-a-lavori-ultimati-in-questo-contesto-si-inserisce-la-revisione-della-uni-11265-entrata-in-vigore-il-16-ottobre-2025-che-aggiorna-il-quadro-di-riferimento-per-la-posa-in-opera-di-pavimentazioni-e-rivestimenti-di-legno-e-materiali-a-base-legno"><em>Nel settore delle pavimentazioni in legno, una corretta gestione delle fasi di progettazione, realizzazione e posa può contribuire a ridurre errori, contestazioni e problematiche che spesso emergono soltanto a lavori ultimati. In questo contesto si inserisce la revisione della UNI 11265, entrata in vigore il 16 ottobre 2025, che aggiorna il quadro di ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2026/06/15/uni-112652025-la-revisione-della-norma-che-definisce-ruoli-e-responsabilita-nella-filiera-del-parquet/">UNI 11265:2025: la revisione della norma che definisce ruoli e responsabilità nella filiera del parquet</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" id="h-nel-settore-delle-pavimentazioni-in-legno-una-corretta-gestione-delle-fasi-di-progettazione-realizzazione-e-posa-puo-contribuire-a-ridurre-errori-contestazioni-e-problematiche-che-spesso-emergono-soltanto-a-lavori-ultimati-in-questo-contesto-si-inserisce-la-revisione-della-uni-11265-entrata-in-vigore-il-16-ottobre-2025-che-aggiorna-il-quadro-di-riferimento-per-la-posa-in-opera-di-pavimentazioni-e-rivestimenti-di-legno-e-materiali-a-base-legno"><strong><em>Nel settore delle pavimentazioni in legno, una corretta gestione delle fasi di progettazione, realizzazione e posa può contribuire a ridurre errori, contestazioni e problematiche che spesso emergono soltanto a lavori ultimati. In questo contesto si inserisce la revisione della UNI 11265, entrata in vigore il 16 ottobre 2025, che aggiorna il quadro di riferimento per la posa in opera di pavimentazioni e rivestimenti di legno e materiali a base legno.</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" class="wp-image-39799" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/steffen-lemmerzahl-fu3iLPBe964-unsplash-copia-1024x683.jpg" alt="Applicazione seguendo la norma UNI 11265:2025" /></figure>



<h2 id="h-il-ruolo-della-normazione-nel-settore-delle-pavimentazioni-in-legno" class="wp-block-heading">Il ruolo della normazione nel settore delle pavimentazioni in legno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le norme tecniche hanno la funzione di <strong>fornire criteri condivisi per affrontare problematiche concrete</strong> che possono emergere durante <strong>l’intero ciclo di vita di una pavimentazione</strong>. Nel caso del parquet, l’evoluzione delle tecnologie costruttive, la diffusione degli impianti radianti e l’attenzione crescente alle prestazioni acustiche e ambientali rendono sempre più importante il <strong>coordinamento tra progettisti, imprese e posatori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La norma UNI 11265:2025 rappresenta un punto di riferimento non solo sotto il profilo tecnico, ma anche sotto quello contrattuale, poiché chiarisce compiti, responsabilità e modalità operative dei diversi soggetti coinvolti nella filiera. A illustrarne contenuti e novità è<strong> l’ingegner Rita D’Alessandro</strong>, consulente tecnico-normativo di <a href="https://www.iloveparquet.com/2026/03/18/edilegnoarredo-in-triennale-il-parquet-guarda-avanti/">EdilegnoArredo</a>/<a href="https://www.iloveparquet.com/2026/06/10/carlo-piemonte-il-nuovo-direttore-generale-di-federlegnoarredo/">FederlegnoArredo</a> e vicepresidente della Commissione <a href="https://www.iloveparquet.com/2021/05/26/il-parquet-e-posato-a-regola-darte-luni-fa-chiarezza/">UNI “Legno”</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«La soddisfazione non deriva da un tema specifico o da una norma piuttosto che da un’altra, ma risiede nel fatto che il progetto normativo portato a compimento sia riuscito a rispondere efficacemente alle esigenze reali del mercato».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dichiara D&#8217;Alessandro, un approccio che sottolinea come la normazione tecnica debba essere uno strumento operativo e non un mero adempimento formale.</p>



<h2 id="h-cosa-disciplina-la-uni-11265-2025" class="wp-block-heading">Cosa disciplina la UNI 11265:2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La norma, intitolata “Pavimentazioni e rivestimenti di legno e/o a base legno – Posa in opera – Compiti, responsabilità e indicazioni contrattuali”, <strong>interessa l’intera filiera del parquet</strong>, coinvolgendo progettisti, direttori dei lavori, imprese esecutrici, produttori, posatori e committenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento si applica a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pavimentazioni interne disciplinate dalla UNI EN 14342;</li>



<li>pavimentazioni esterne trattate dalla UNI 11538 parti 1 e 2;</li>



<li>rivestimenti regolati dalla UNI EN 14915.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La norma richiama inoltre altri riferimenti tecnici strettamente collegati, tra cui la <a href="https://www.iloveparquet.com/2017/12/19/pubblicata-la-uni-113712017-massetti-parquet-pavimentazioni-legno/">UNI 11371</a> relativa ai massetti per la posa incollata del parquet, la <a href="https://www.iloveparquet.com/2021/06/29/tutto-o-quasi-sulla-nuova-uni-11368/">UNI 11368</a> dedicata alla valutazione delle pavimentazioni ultimate e la <a href="https://www.iloveparquet.com/2021/07/16/sistemi-radianti-ecco-la-nuova-uni-en-1264/">UNI EN 1264-4</a> riguardante i sistemi radianti per riscaldamento e raffrescamento a pavimento.</p>



<h2 id="h-una-norma-da-applicare-gia-nella-fase-contrattuale" class="wp-block-heading">Una norma da applicare già nella fase contrattuale</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" class="wp-image-39803" style="aspect-ratio: 0.6670158164868545; width: 279px; height: auto;" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/apertura-copia-683x1024.jpg" alt="Posa del parquet secondo la UNI 11265" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/apertura-copia-683x1024.jpg 683w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/apertura-copia-200x300.jpg 200w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/apertura-copia-768x1152.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/apertura-copia-1024x1536.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/apertura-copia-1365x2048.jpg 1365w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/apertura-copia-800x1200.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/apertura-copia-1280x1920.jpg 1280w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/apertura-copia-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti evidenziati dalla revisione riguarda il momento in cui <strong>la norma dovrebbe essere presa in considerazione.</strong> Spesso i riferimenti normativi vengono richiamati soltanto quando emerge una contestazione o durante un contenzioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>UNI 11265</strong>, invece, <strong>è pensata per essere utilizzata fin dalle prime fasi del progetto</strong>, durante la definizione di capitolati, contratti e modalità operative. L’obiettivo è favorire una <strong>pianificazione più chiara</strong> delle attività e una migliore gestione delle responsabilità tra i soggetti coinvolti.</p>



<h2 id="h-le-principali-novita-introdotte-dalla-revisione-2025" class="wp-block-heading">Le principali novità introdotte dalla revisione 2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione mantiene invariati gli obiettivi generali e il campo di applicazione della norma, ma introduce<strong> alcune integrazioni</strong> legate soprattutto ai cantieri in cui sono presenti <strong>impianti radianti a pavimento</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione viene dedicata alla <strong>tracciabilità documentale</strong> delle attività svolte e alla necessità di una progettazione coordinata tra le diverse figure professionali coinvolte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intento è quello di <strong>rafforzare il controllo delle fasi preliminari</strong> alla posa e ridurre il rischio di interventi correttivi successivi.</p>



<h2 id="h-nuovi-compiti-per-il-progettista" class="wp-block-heading">Nuovi compiti per il progettista</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli aggiornamenti più rilevanti figurano le <strong>responsabilità </strong>attribuite al progettista nei casi<strong> in cui il massetto incorpori un impianto di riscaldamento o raffrescamento radiante</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La norma prevede che il progettista collabori con il progettista impiantistico per individuare i punti nei quali effettuare le verifiche dell’umidità tramite prova al carburo senza compromettere le tubazioni dell’impianto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso di <strong>sistemi radianti a basso spessore</strong>, il progettista deve inoltre <strong>definire le caratteristiche tecniche dei materiali </strong>e le <strong>modalità applicative </strong>necessarie a garantire la corretta funzionalità della pavimentazione nel tempo.</p>



<h2 id="h-le-responsabilita-della-direzione-lavori" class="wp-block-heading">Le responsabilità della Direzione Lavori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>la Direzione Lavori assume nuovi compiti</strong> nell’ambito della documentazione tecnica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra questi rientra la predisposizione della documentazione che attesti l’avvenuta prima accensione dell’impianto radiante in modalità riscaldamento prima dell’inizio della posa, secondo quanto previsto dalle norme UNI 11371 e UNI EN 1264-4.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Direzione Lavori è inoltre chiamata a formalizzare la presa in consegna della pavimentazione</strong> o del rivestimento una volta ultimati i lavori.</p>



<h2 id="h-il-ruolo-dell-impresa-esecutrice-del-massetto" class="wp-block-heading">Il ruolo dell’impresa esecutrice del massetto</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" class="wp-image-39806" style="aspect-ratio: 0.6670235928186459; width: 320px; height: auto;" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/se-serve-copia-683x1024.jpg" alt="" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/se-serve-copia-683x1024.jpg 683w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/se-serve-copia-200x300.jpg 200w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/se-serve-copia-768x1152.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/se-serve-copia-1024x1536.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/se-serve-copia-1365x2048.jpg 1365w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/se-serve-copia-800x1200.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/se-serve-copia-1280x1920.jpg 1280w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/06/se-serve-copia-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La norma dedica particolare attenzione alle attività dell’impresa incaricata della realizzazione del supporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al rispetto delle prescrizioni progettuali e delle specifiche tecniche di settore, viene richiesto di <strong>acquisire la planimetria dell’impianto radiante </strong>e trasferirla al posatore, <strong>indicando </strong>chiaramente <strong>i punti destinati alle verifiche dell’umidità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione sottolinea inoltre l’importanza di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>effettuare la pulizia e lo sgombero del supporto al termine delle lavorazioni;</li>



<li>rilasciare la dichiarazione di conformità prevista dalla UNI 11371;</li>



<li>documentare materiali impiegati, spessori e particolarità esecutive.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h2 id="h-i-controlli-richiesti-al-posatore" class="wp-block-heading">I controlli richiesti al posatore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La figura del posatore o installatore continua a svolgere un ruolo centrale nel processo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima dell’avvio della posa, deve verificare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’idoneità del supporto secondo la UNI 11371;</li>



<li>l’avvenuta prima accensione dell’impianto radiante;</li>



<li>la presenza dei serramenti esterni completi di vetrazioni;</li>



<li>la conformità della geometria di posa approvata da progettista e committente.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli altri obblighi figurano l’acquisizione della documentazione tecnica disponibile all’apertura degli imballi o tramite QR Code e la segnalazione formale di eventuali difformità, difetti o anomalie riscontrate sia prima sia durante la posa.</p>



<h2 id="h-progettazione-integrata-e-responsabilita-condivise" class="wp-block-heading">Progettazione integrata e responsabilità condivise</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principi cardine della UNI 11265 riguarda la <strong>visione integrata del processo realizzativo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La posa viene considerata come la fase finale di un percorso che coinvolge molteplici soggetti e che richiede una corretta attribuzione di ruoli e responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo non è trasferire responsabilità da un operatore all’altro, ma<strong> rendere ogni attività verificabile</strong>, <strong>documentabile e programmabile</strong>. Una logica che assume particolare rilevanza nei progetti caratterizzati dalla presenza di impianti radianti, requisiti acustici specifici o soluzioni costruttive complesse.</p>



<h2 id="h-uno-sguardo-ai-futuri-sviluppi-normativi" class="wp-block-heading">Uno sguardo ai futuri sviluppi normativi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente alla revisione della UNI 11265, è in corso l’iter del progetto UNI 1613872, dedicato alla posa delle pavimentazioni di legno su sistemi radianti a basso spessore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il<strong> documento dovrebbe disciplinare due principali modalità applicative</strong>: la posa cosiddetta “ibrida”, che prevede diverse combinazioni di incollaggio tra materassino resiliente e pavimentazione, e la posa su massetti autolivellanti o livellanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta completato il percorso di approvazione, il nuovo riferimento normativo potrebbe fornire ulteriori indicazioni operative per i cantieri che adottano sistemi radianti di nuova generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione della UNI 11265:2025 conferma il ruolo della norma come strumento di coordinamento tra i diversi attori della filiera del parquet. L’aggiornamento introduce chiarimenti sui compiti delle figure coinvolte e rafforza l’attenzione verso la documentazione tecnica e la gestione preventiva delle criticità.</p>



<h2 id="h-ricapitolando" class="wp-block-heading">Ricapitolando</h2>



<h3 id="h-uni-11265-2025-focus-pratico-impianti-radianti-e-verifica-dell-umidita-mediante-igrometro-a-carburo" class="wp-block-heading">UNI 11265:2025 | Focus pratico: impianti radianti e verifica dell’umidità mediante igrometro a carburo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, con il diffondersi degli impianti radianti a pavimento, si è manifestato un problema molto concreto: dove effettuare la prova di umidità con igrometro a carburo su massetti che inglobano tali impianti, senza rischiare di danneggiare le serpentine. Non è un dettaglio: è un rischio reale di possibili contestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La UNI 11265:2025 rafforza una vera e propria catena di responsabilità e trasferimento delle informazioni che parte dal progetto e arriva alla posa. E lo fa richiamando esplicitamente la UNI EN 1264-4:2021, Sistemi radianti alimentati ad acqua per il riscaldamento e il raffrescamento integrati nelle strutture &#8211; Parte 4: Installazione (punto 4.2.5), che recita testualmente</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«…L’umidità residua del massetto deve essere verificata mediante misurazione. La posizione delle misurazioni deve essere indicata nelle planimetrie del sistema di riscaldamento…»</em></p>



<h3 id="h-uni-11265-2025-check-documentale-da-parte-del-posatore-installatore-impianto-radiante" class="wp-block-heading">UNI 11265:2025 | Check documentale da parte del Posatore/Installatore: impianto radiante</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prima della posa, occorre acquisire:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la planimetria dell’impianto radiante, aggiornata e completa dei punti dove eseguire la prova di umidità con igrometro a carburo;</li>



<li>la documentazione di avvenuta prima accensione dell’impianto (secondo UNI 11371 e UNI EN 1264-4);</li>



<li>la dichiarazione di conformità del massetto, con indicazione di: prodotti utilizzati, spessori, eventuali particolarità e accorgimenti.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Manuale Tecnico del Parquet: le parole giuste, prima della posa</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2026/03/20/manuale-tecnico-del-parquet-le-parole-giuste-prima-della-posa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=manuale-tecnico-del-parquet-le-parole-giuste-prima-della-posa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 09:18:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[asp]]></category>
		<category><![CDATA[Federlegno]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Pavimenti legno]]></category>
		<category><![CDATA[Manuale Parquet]]></category>
		<category><![CDATA[Manuale Tecnico del Parquet]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iloveparquet.com/?p=39413</guid>

					<description><![CDATA[<p><em>Il parquet non è solo materia. È metodo. È responsabilità. È cultura tecnica. Dal primo numero del 2026, I Love Parquet ospita una nuova rubrica realizzata in collaborazione con il Gruppo Pavimenti di Legno e l&#8217;associazione ASP &#8211; Associazione Aziende Storiche Parquet, che operano all’interno di EdilegnoArredo/FederlegnoArredo.</em><br />
<em>Obiettivo: valorizzare e diffondere i contenuti del Manuale Tecnico ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2026/03/20/manuale-tecnico-del-parquet-le-parole-giuste-prima-della-posa/">Manuale Tecnico del Parquet: le parole giuste, prima della posa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
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			<p><em>Il parquet non è solo materia. È metodo. È responsabilità. È cultura tecnica. Dal primo numero del 2026, I Love Parquet ospita una nuova rubrica realizzata in collaborazione con il Gruppo Pavimenti di Legno e l&#8217;associazione ASP &#8211; Associazione Aziende Storiche Parquet, che operano all’interno di EdilegnoArredo/FederlegnoArredo.</em><br />
<em>Obiettivo: valorizzare e diffondere i contenuti del Manuale Tecnico del Parquet, uno strumento aggiornato e condiviso che copre l’intero universo delle pavimentazioni di legno: dalla materia prima alla posa, dalle responsabilità contrattuali alla manutenzione</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-39414 aligncenter" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/pexels-burst-544965-1024x743.jpg" alt="" width="1024" height="743" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/pexels-burst-544965-1024x743.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/pexels-burst-544965-300x218.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/pexels-burst-544965-768x557.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/pexels-burst-544965-1536x1114.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/pexels-burst-544965-2048x1486.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/pexels-burst-544965-800x580.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/pexels-burst-544965-1280x929.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Su ogni numero pubblicheremo un estratto tematico. Un accenno tecnico. Un orientamento chiaro. Perché la qualità della posa inizia molto prima del primo listone.<br />
La posa di una pavimentazione di legno non può essere improvvisata. Prima di iniziare, occorre verificare che il contesto sia idoneo. Abbiamo scelto di partire da qui perché molti dei problemi che emergono dopo la posa non nascono dal prodotto, ma dal contesto: un massetto non correttamente stagionato, un impianto radiante non collaudato, un ambiente non stabilizzato, un materiale stoccato non a regola. Piccole variabili che, sommate, diventano responsabilità.</p>
<p><strong>Le verifiche preliminari non sono una formalità burocratica. Sono un atto professionale, significano definire confini chiari tra ciò che è idoneo e ciò che non lo è. </strong><strong>Significano tutelare il posatore, il progettista, il committente. Significano, soprattutto, rispettare il materiale.</strong></p>
<p>In un settore che chiede qualità, durabilità e riduzione del contenzioso, la prima fase di posa è quella fatta di controlli, condizioni ambientali corrette, documentazione verificata.</p>
<p><em>Di seguito, l’estratto ufficiale dal Capitolo 7 del Manuale Tecnico del Parquet</em></p>
<p><strong>7. LE VERIFICHE PRELIMINARI ALLA POSA IN OPERA</strong></p>
<p><strong>7.1 Condizioni ambientali e di cantiere</strong></p>
<p>Per la posa in opera della pavimentazione di legno o del parquet occorre che siano soddisfatte le condizioni seguenti:<br />
• i serramenti esterni devono essere installati e i locali da pavimentare devono essere al riparo da intemperie;<br />
• la posa di pavimentazioni, di altra natura e tipologia, adiacenti alla pavimentazione di legno o al parquet sia già stata effettuata;<br />
• la realizzazione di eventuali murature e rivestimenti deve essere stata completata;<br />
• nel caso di posa mediante incollaggio, la temperatura dei locali deve essere mantenuta alle condizioni indicate dal fabbricante dell’adesivo, nel rispetto delle condizioni di sicurezza e salubrità per gli operatori di cantiere;<br />
• l’umidità relativa ambientale deve essere compresa entro i limiti indicati dal fabbricante degli elementi di legno;<br />
• le condizioni del supporto siano state verificate secondo quanto indicato al Capitolo 6 del presente manuale e il supporto risulti conforme e idoneo alla posa della pavimentazione di legno o del parquet;<br />
• nel caso di impianti radianti a pavimento, sia stato effettuato il ciclo di accensione in modalità riscaldamento secondo norme della serie UNI EN 1264 e UNI 11371.<br />
• Dopo la posa della pavimentazione e previa idonea protezione della stessa, sono ammesse l’installazione delle porte interne e l’eventuale ultima mano di tinteggiatura di pareti e soffitti.</p>
<p><strong>7.2 Stoccaggio in cantiere e apertura degli imballi</strong></p>
<p>Per lo stoccaggio in cantiere dei prodotti e per l’apertura degli imballi è raccomandato attenersi alle indicazioni seguenti:<br />
• gli elementi di legno devono essere conservati nei loro imballi originali, in luoghi chiusi, puliti e asciutti;<br />
• le confezioni contenenti gli elementi di legno devono essere sollevate da terra per evitare eventuali assorbimenti di umidità;<br />
• gli adesivi e i prodotti di finitura devono essere conservati alle condizioni ambientali indicate dai fabbricanti;<br />
• gli imballi devono essere aperti, impiegando idonea attrezzatura e prestando attenzione a non recare danno agli elementi di legno, al momento della posa secondo le specifiche indicazioni fornite dal fabbricante;<br />
• al momento della posa è buona pratica da parte del posatore professionale miscelare gli elementi di legno prelevandoli da più di una confezione.</p>
<p><strong>7.3 Verifica della documentazione e della corrispondenza del materiale ordinato/fornito</strong></p>
<p>Come indicato nella norma UNI 11265 &#8211; Pavimentazioni di legno &#8211; Posa in opera &#8211; Competenze, responsabilità e condizioni contrattuali, al momento della consegna in cantiere dei prodotti/materiali devono essere effettuati gli opportuni controlli da parte del direttore dei lavori, ove presente, sulla rispondenza di tali materiali/prodotti rispetto a quanto previsto in sede di contratto o di capitolato.<br />
In assenza del direttore lavori, occorre attribuire a livello contrattuale la responsabilità di tale compito (generalmente in capo al committente).<br />
I prodotti inoltre devono essere accompagnati dalle “informazioni al consumatore” (cosiddette schede prodotto), predisposte in conformità a quanto specificato nel Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 “Codice del Consumo” e s.m.i., che devono essere rese disponibili al consumatore finale.</p>
<blockquote><p>
<strong>IL MANUALE TECNICO DEL PARQUET</strong><br />
Il Manuale tecnico del parquet &#8211; Progettazione, posa e manutenzione, a cura del Gruppo Pavimenti di Legno e ASP di EdilegnoArredo/FederlegnoArredo e pubblicato da Maggioli Editore, è uno strumento operativo pensato per accompagnare il lavoro quotidiano di progettisti, imprese, direttori lavori e posatori.<br />
Oltre 250 pagine che mettono ordine tra norme, responsabilità, criteri tecnici e buone pratiche: dalla progettazione alla posa, fino alla manutenzione.<br />
Il volume affronta in modo sistematico sostenibilità del legno, requisiti prestazionali, verifiche preliminari, tecniche di installazione, ruoli e responsabilità contrattuali, contribuendo a ridurre incertezze, errori e contenziosi.<br />
Uno strumento di riferimento per innalzare il livello qualitativo della filiera e condividere standard chiari in un mercato sempre più complesso.<br />
Disponibile sul sito di Maggioli Editore.
</p></blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-39415 aligncenter" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/x-box-alternativa-717x1024.png" alt="" width="717" height="1024" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/x-box-alternativa-717x1024.png 717w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/x-box-alternativa-210x300.png 210w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/x-box-alternativa-768x1098.png 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/x-box-alternativa-800x1143.png 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/03/x-box-alternativa.png 1016w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /></p>

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</div><p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2026/03/20/manuale-tecnico-del-parquet-le-parole-giuste-prima-della-posa/">Manuale Tecnico del Parquet: le parole giuste, prima della posa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
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		<title>Compravendita e vizi: cosa prevede la legge</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2026/01/14/compravendita-e-vizi-cosa-prevede-la-legge/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=compravendita-e-vizi-cosa-prevede-la-legge</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:42:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Dalla corretta definizione di vizio alla distinzione tra bene conforme e non conforme, la normativa stabilisce responsabilità precise per il venditore e strumenti di tutela per chi acquista. Un approfondimento chiaro sulle conseguenze dei difetti della cosa venduta, sui termini per denunciarli e sulle garanzie riconosciute ai consumatori</em></p>
<p>Ilaria Rubessi</p>
</p>
<p>&#160;</p>
<p>Si perfeziona un contratto di compravendita ogni ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2026/01/14/compravendita-e-vizi-cosa-prevede-la-legge/">Compravendita e vizi: cosa prevede la legge</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><em>Dalla corretta definizione di vizio alla distinzione tra bene conforme e non conforme, la normativa stabilisce responsabilità precise per il venditore e strumenti di tutela per chi acquista. Un approfondimento chiaro sulle conseguenze dei difetti della cosa venduta, sui termini per denunciarli e sulle garanzie riconosciute ai consumatori</em></p>
<p>Ilaria Rubessi</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-39194 aligncenter" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/pexels-a-darmel-7641842-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/pexels-a-darmel-7641842-1024x683.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/pexels-a-darmel-7641842-300x200.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/pexels-a-darmel-7641842-768x512.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/pexels-a-darmel-7641842-1536x1024.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/pexels-a-darmel-7641842-2048x1365.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/pexels-a-darmel-7641842-800x533.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/pexels-a-darmel-7641842-1280x853.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si perfeziona un contratto di compravendita ogni volta in cui un soggetto, il venditore, trasferisce la proprietà di un bene mobile o immobile a un altro soggetto, l’acquirente, dietro il pagamento di un corrispettivo. Si tratta di un contratto a prestazioni corrispettive: il compratore assume l’obbligo di pagare il prezzo, mentre il venditore quello di trasferire la proprietà del bene.</p>
<p>Accanto a tale ultima obbligazione l’art. 1476 c.c. prevede anche il dovere del venditore di garantire l’acquirente dall’evizione e dai vizi della cosa.</p>
<h2>Che cosa si intende per “vizi”</h2>
<p>Il legislatore definisce i vizi agli <strong>artt. 1490 e 1497 c.c.</strong>, prevedendo che il venditore debba garantire che la “cosa” sia immune da difetti tali da rendere il bene inidoneo all’uso o da ridurne in modo apprezzabile il valore.</p>
<p>Il vizio è un’imperfezione materiale del bene che ne compromette la destinazione d’uso. Può essere:</p>
<p>• genetico, se deriva da difetti di produzione o fabbricazione;</p>
<p>• acquisito, se deriva da una cattiva conservazione del bene.</p>
<h2>Quali difetti ricadono sotto garanzia</h2>
<p>Il venditore deve garantire i vizi preesistenti alla vendita e anche quelli successivi, purché originati da cause anteriori al contratto. Sono esclusi dalla garanzia i vizi facilmente riconoscibili dall’acquirente al momento della vendita, salvo dichiarazione di esenzione da parte del venditore.</p>
<p><strong>Perché la garanzia operi, il compratore deve denunciare i difetti entro 8 giorni dalla scoperta e agire per la risoluzione o la riduzione del prezzo entro un anno dalla consegna.</strong></p>
<h2>Requisiti della conformità</h2>
<p>L’<strong>art. 129 del Codice del Consumo</strong> richiede che il bene:</p>
<p>• corrisponda alla descrizione contrattuale,<br />
• sia idoneo all’uso richiesto dal consumatore,<br />
• rispetti le prestazioni normalmente attese da beni simili,<br />
• rispecchi campioni o modelli mostrati prima della vendita.</p>
<p>Il prodotto deve anche essere consegnato con tutti gli accessori, imballaggi e istruzioni necessari. <strong>È stato eliminato l’obbligo di denuncia entro due mesi dalla scoperta.</strong></p>
<p><strong>La garanzia oggi dura due anni dalla consegna</strong> e si presume che il vizio fosse presente all’origine se emerge entro il primo anno.</p>
<h2>Rimedi a disposizione del compratore</h2>
<p>Il consumatore può richiedere:</p>
<p>• riparazione o sostituzione del bene,<br />
• riduzione del prezzo,<br />
• risoluzione del contratto.</p>
<h2>Consiglio pratico per venditori e rivenditori</h2>
<p>Alla luce dell’ampia tutela riconosciuta al compratore &#8211; soprattutto se consumatore &#8211; è consigliabile definire con precisione le caratteristiche del bene e inserirne una descrizione chiara e completa nel contratto di vendita.</p>
<h1>L&#8217;autrice</h1>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-39193 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-sito-ily-3-768x1024.jpg" alt="" width="146" height="195" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-sito-ily-3-768x1024.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-sito-ily-3-225x300.jpg 225w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-sito-ily-3-1152x1536.jpg 1152w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-sito-ily-3-1536x2048.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-sito-ily-3-800x1067.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-sito-ily-3-1280x1707.jpg 1280w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/01/foto-sito-ily-3-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 146px) 100vw, 146px" />Dottoressa Ilaria Rubessi, praticante avvocato del Foro di Bergamo, laureata in Giurisprudenza all&#8217;Università Bocconi di Milano.</p>
<p>Per domande inerenti questa o altre tematiche legali da rivolgere alla dottoressa Rubessi, potete scrivere una mail alla nostra redazione: info@iloveparquet.com</p>

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</div><p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2026/01/14/compravendita-e-vizi-cosa-prevede-la-legge/">Compravendita e vizi: cosa prevede la legge</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contratto d&#8217;opera e contratto d&#8217;appalto: non è una scelta, è una questione legale</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2025/03/05/contratto-dopera-e-contratto-dappalto-non-e-una-scelta-e-una-questione-legale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=contratto-dopera-e-contratto-dappalto-non-e-una-scelta-e-una-questione-legale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 11:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[Contratto d’opera e contratto d’appalto PARQUET]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Rubessi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iloveparquet.com/?p=38281</guid>

					<description><![CDATA[<p><em>Quali sono le differenze tra le principali tipologie contrattuali nel settore del parquet? Questo articolo esamina le implicazioni giuridiche, i termini per la denuncia dei vizi e le prescrizioni legali, offrendo spunti per una maggiore tutela contrattuale del posatore</em></p>
<p>Ilaria Rubessi</p>
</p>
<p>Nel settore del parquet operano diverse figure professionali, ciascuna con un ruolo specifico: dalla produzione alla ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/03/05/contratto-dopera-e-contratto-dappalto-non-e-una-scelta-e-una-questione-legale/">Contratto d&#8217;opera e contratto d&#8217;appalto: non è una scelta, è una questione legale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quali sono le differenze tra le principali tipologie contrattuali nel settore del parquet? Questo articolo esamina le implicazioni giuridiche, i termini per la denuncia dei vizi e le prescrizioni legali, offrendo spunti per una maggiore tutela contrattuale del posatore</em></p>
<p>Ilaria Rubessi</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-38283" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-1024x684.jpg" alt="" width="1024" height="684" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-1024x684.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-300x200.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-768x513.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-1536x1025.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-2048x1367.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-800x534.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-1280x855.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Nel settore del parquet operano diverse figure professionali, ciascuna con un ruolo specifico: dalla produzione alla rivendita specializzata, passando per architetti e geometri, fino all’impresa edile e al posatore, garantendo così un pavimento in legno di alta qualità per l’utente finale<br />
Ma <strong>come vengono regolati i rapporti tra queste figure e l&#8217;utente finale, il committente?</strong></p>
<h2>Contratto d’opera e contratto d’appalto: la scelta tra le due non è libera</h2>
<p>Dal punto di vista giuridico, al fine di prevenire eventuali controversie, è fondamentale regolamentare i rapporti professionali mediante un accordo scritto. Tuttavia, <strong>la legge non sempre impone l’adozione di una forma scritta per la validità di un contratto</strong>, consentendo, in determinati casi, che l’accordo sia stipulato in forma libera.</p>
<p>È questo il caso delle tipologie contrattuali che interessano maggiormente il settore del parquet: <strong>il contratto d’opera e il contratto d’appalto</strong>.</p>
<p>Le differenze tra i due contratti non sono marginali, ma prima di esaminarle in dettaglio, è importante fare una premessa:<strong> la scelta tra le due tipologie contrattuali non è libera. Le parti, infatti, possono definire il contratto come preferiscono, ma tale denominazione è irrilevante per il giudice, che, analizzando il caso specifico, stabilirà la tipologia contrattuale integrata, con conseguente applicazione della normativa corrispondente</strong>.</p>
<p>Le parti, infatti, sono libere di denominare il contratto come ritengono opportuno; tuttavia, tale qualificazione non vincola il giudice, il quale, analizzando il caso concreto, individuerà la tipologia contrattuale effettivamente applicabile, con la conseguente applicazione della relativa normativa</p>
<h2>Quali differenze?</h2>
<p>Ma in cosa si differenziano questi contratti tra loro? Innanzitutto, <strong>i due contratti hanno nel Codice civile due posizioni differenti. Il contratto d’opera è disciplinato dagli artt. 2222 e ss. c.c., mentre il contratto d’appalto dagli artt. 1665 e ss. c.c.</strong></p>
<p>Dalla lettura di tali norme emergono subito chiaramente le differenze esistenti tra i due. Entrambi hanno a oggetto la prestazione di un servizio o di un’opera dietro compenso, ma, mentre nel contratto d’opera il prestatore esegue l’opera prevalentemente con il proprio lavoro, nel contratto d’appalto l’opera è realizzata tramite un’organizzazione aziendale che impiega esclusivamente il lavoro di altri. Pertanto, <strong>quando il prestatore d’opera è un lavoratore autonomo o una piccola impresa che si avvale al massimo dell’ausilio di pochi collaboratori, si è di fronte a un contratto d’opera. Al contrario, se l’esecuzione del lavoro è affidata a una media o grande impresa, si configura un contratto d’appalto.</strong></p>
<p><strong>Questa differenziazione è stata recentemente confermata dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3682 del 9 febbraio 2024</strong>, in un caso in cui la corretta qualificazione contrattuale era fondamentale per stabilire la decorrenza del termine di prescrizione, che varia a seconda della tipologia contrattuale.</p>
<h2>Vizi e difformità</h2>
<p>Infatti, ai sensi dell&#8217;art. 1667 c.c., nel contratto d’appalto, il committente deve denunciare i vizi e le difformità non gravi entro 60 giorni dalla scoperta, e i vizi gravi, riguardanti beni immobili, entro un anno. Diversamente, nel contratto d’opera, l&#8217;art. 2226 c.c. prevede che i vizi occulti devono essere denunciati entro 8 giorni dalla scoperta.</p>
<h2>I termini di prescrizione</h2>
<p>Anche i termini di prescrizione per intraprendere azioni legali contro il prestatore d’opera differiscono nelle due tipologie contrattuali: <strong>nel contratto d’appalto il termine è di due anni dalla consegna, salvo per i vizi gravi su beni immobili, per cui il termine è ridotto a un anno, nel contratto d’opera invece la prescrizione è sempre annuale</strong>.</p>
<p>Tutto quanto appena esposto vale anche nel caso in cui il prestatore, oltre ad impegnarsi a realizzare l’opera, venda anche il materiale necessario, salvo che la vendita non sia prevalente rispetto alla prestazione di posa in opera. Se così dovesse essere, allora si verrebbero a creare due distinti contratti: uno di vendita e uno d’appalto/d’opera.</p>
<h2>Clausole di salvaguardia?</h2>
<p>Una volta chiarito che la distinzione tra contratto d’opera e contratto d’appalto non è una scelta libera delle parti, ciò non esclude la possibilità di tutelarsi e di adattare le condizioni contrattuali nel rispetto della normativa vigente.</p>
<p>Questo può avvenire attraverso la <strong>redazione di contratti personalizzati, con l’inserimento di clausole specifiche di salvaguardia</strong>. Qualche spunto lo troverete nei prossimi articoli!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-38282 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-873x1024.jpg" alt="" width="159" height="186" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-873x1024.jpg 873w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-256x300.jpg 256w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-768x901.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1309x1536.jpg 1309w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1746x2048.jpg 1746w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-800x938.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1280x1501.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 159px) 100vw, 159px" />L&#8217;autrice</h2>
<p><em>Dottoressa Ilaria Rubessi, praticante avvocato del Foro di Bergamo, laureata in Giurisprudenza all&#8217;Università Bocconi di Milano.</em></p>
<p><em>Per domande inerenti questa o altre tematiche legali da rivolgere alla dottoressa Rubessi, potete scrivere una mail alla nostra redazione: <a href="mailto:info@iloveparquet.com" target="_blank" rel="noopener">info@iloveparquet.com</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Tutto (o quasi) sulla nuova norma UNI 11935:2024</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2024/05/22/tutto-o-quasi-sulla-uni-119352024/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tutto-o-quasi-sulla-uni-119352024</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 12:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[“Pavimentazioni di legno e parquet per interni. Istruzioni per la progettazione]]></category>
		<category><![CDATA[EdilegnoArredo]]></category>
		<category><![CDATA[la posa in opera e le condizioni d’uso”]]></category>
		<category><![CDATA[norme parquet]]></category>
		<category><![CDATA[Rita D’Alessandro]]></category>
		<category><![CDATA[UNI 11935]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>“Pavimentazioni di legno e parquet per interni – Istruzioni per la progettazione, la posa in opera e le condizioni d&#8217;uso”. Questo il titolo di una norma che si configura come un passaggio fondamentale per il settore, fornendo un quadro chiaro e completo per tutti gli attori della filiera. Facciamo un po&#8217; di chiarezza</em></p>
<p><em>Rita D’Alessandro </em></p>
<p><em>Ufficio ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Pavimentazioni di legno e parquet per interni – Istruzioni per la progettazione, la posa in opera e le condizioni d&#8217;uso”. Questo il titolo di una norma che si configura come un passaggio fondamentale per il settore, fornendo un quadro chiaro e completo per tutti gli attori della filiera. Facciamo un po&#8217; di chiarezza</em></p>
<p><em>Rita D’Alessandro </em></p>
<p><em>Ufficio Normative EdilegnoArredo/FederlegnoArredo e coordinatrice GL 05 “Legno non strutturale” della Commissione UNI Legno</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-37414" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/pexels-andrea-piacquadio-3760529-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/pexels-andrea-piacquadio-3760529-1024x683.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/pexels-andrea-piacquadio-3760529-300x200.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/pexels-andrea-piacquadio-3760529-768x512.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/pexels-andrea-piacquadio-3760529-1536x1024.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/pexels-andrea-piacquadio-3760529-2048x1365.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/pexels-andrea-piacquadio-3760529-800x533.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/pexels-andrea-piacquadio-3760529-1280x853.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>La UNI 11935, pubblicata il 15 febbraio 2024</strong>, è una norma che il settore aspettava da tempo, perché completa oggettivamente il quadro normativo nazionale: se esistono norme di prodotto, norme sui criteri e i metodi di valutazione di un parquet, sulla terminologia, sui trattamenti e cicli di finitura, sui massetti, sulle pavimentazioni di legno per esterni, a oggi UNI non aveva ancora pubblicato una normativa che trattasse il processo di installazione nella sua totalità: partendo dalla progettazione del parquet, passando per le istruzioni per la posa in opera e giungendo infine alle condizioni di utilizzo in fase di esercizio.</p>
<p><strong>Il gruppo di lavoro UNI, che ha coinvolto attivamente EdilegnoArredo, in particolare il Gruppo Pavimenti e ASP, Aziende Storiche Parquet, insieme ai principali fabbricanti di prodotti chimici per l’edilizia, agli esperti del settore, ai laboratori di prova e alle associazioni di posatori, ha svolto un lavoro meticoloso</strong>, codificando un insieme di consuetudini, di indicazioni tratte anche dal Manuale di FederlegnoArredo “Il Parquet: dal progetto alla posa in opera”, di esperienze e di buone pratiche consolidate nel settore.<br />
La pubblicazione della nuova norma è il risultato, dunque, di un lavoro collegiale, frutto dei preziosi contributi apportati da ogni singolo comparto. Contributi che hanno permesso di fornire un quadro di riferimento chiaro, completo e omogeneo a tutti gli attori della filiera delle pavimentazioni di legno (il mondo del progetto, quello produttivo e quello della posa), a beneficio anche degli utilizzatori finali.</p>
<p>Il presente articolo prende in esame alcuni passaggi chiave del documento normativo, di sicuro interesse per la filiera, rimandando comunque al sito UNI la possibilità di acquisto della norma.</p>
<h2>Lo scopo e il campo di applicazione</h2>
<p>Il punto relativo allo scopo e al campo di applicazione rappresenta uno dei passaggi nodali della norma, in quanto ne definisce i principi, le finalità e le modalità di utilizzo, e per questa ragione se ne consiglia sempre un’attenta lettura. In particolare, la UNI 11935 tratta i criteri progettuali e le modalità di posa in opera della pavimentazione di legno e del parquet per impiego all’interno e si applica alle pavimentazioni da posare mediante incollaggio, flottanti, mediante avvitatura/chiodatura, su qualsiasi tipologia di supporto, impiegate negli edifici di nuova costruzione e/o esistenti. La norma definisce inoltre le condizioni di esercizio della pavimentazione.</p>
<p><strong>La norma non si applica alle pavimentazioni per interni a uso sportivo (definite nella UNI EN 14904), alle pavimentazioni esterne (definite nella UNI 11538-1), al rinnovamento e/o recupero di pavimentazioni di legno e parquet preesistenti e alle pavimentazioni utilizzate nei mezzi di trasporto.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda invece l&#8217;idoneità dei prodotti impiegati (elementi di legno, prodotti complementari alla posa, ecc.) la norma rimanda alle specifiche norme di prodotto e alle istruzioni del fabbricante.</p>
<h2>Progettazione del sistema di pavimentazione: i criteri progettuali e il ruolo del progettista</h2>
<p>La norma richiama i compiti del progettista riportati nella UNI 11265 su ruoli, compiti e responsabilità dei vari operatori che intervengono nel processo di posa, sottolineando l’importanza di un’accurata progettazione che comprenda gli aspetti seguenti:<br />
&#8211; definizione della tipologia di pavimentazione in relazione all’impiego previsto e alle prestazioni richieste;<br />
&#8211; indicazione delle caratteristiche prestazionali della pavimentazione in accordo con il tessuto normativo di riferimento e in relazione alla destinazione d’uso e alle sollecitazioni previste;<br />
&#8211; valutazione della compatibilità (morfologica, dimensionale, chimico-fisica) tra la pavimentazione, il supporto, le condizioni ambientali e le condizioni di esercizio;<br />
&#8211; conformità del progetto del “sistema di pavimentazione” alle prescrizioni legislative, alle norme e alle specifiche di settore, anche in tema di igiene, salute, sicurezza e, ove richiesto, di prevenzione incendi e di isolamento acustico.<br />
Per poter assolvere agli aspetti sopra descritti, il progettista, secondo norma UNI 11935, ha il compito di valutare:<br />
&#8211; formato e tipologia degli elementi di legno (elementi massicci, elementi multistrato, ecc.);<br />
&#8211; eventuali disegni e/o bordure;<br />
&#8211; geometria di posa (a cassero, a spina di pesce, ecc.);<br />
&#8211; tipologia di posa (mediante incollaggio, chiodatura/avvitatura, flottante);<br />
&#8211; tipo di piano di posa (massetto cementizio, massetto a base di solfato di calcio(anidrite), sistema radiante di riscaldamento/raffrescamento, pannelli di legno e derivati del legno, ecc.);<br />
&#8211; tipo di adesivo (nel caso di posa mediante incollaggio);<br />
&#8211; tipo di materassino sotto-pavimentazione, nel caso di posa flottante;<br />
&#8211; tipo di finitura (vernice, olio, cera, colore).</p>
<p><strong>Per ognuno dei criteri progettuali relativi al “sistema di pavimentazione” la norma fornisce una serie di indicazioni</strong>; per esempio, per quanto riguarda l’individuazione delle caratteristiche prestazionali in funzione della destinazione d’uso, delle sollecitazioni meccaniche e dell’impiego previsto, la norma sottolinea che occorre valutare sia le caratteristiche della specie legnosa, anche in termini di durezza e stabilità dimensionale, sia quelle della finitura superficiale (fornite dal fabbricante o sulla base di dati rinvenuti nella bibliografia di settore). Per la conformità del progetto ai disposti legislativi vigenti, il progettista ha il compito di valutare, ove richiesti, anche i parametri di scivolosità della finitura e la classe di reazione al fuoco.</p>
<p><strong>Si ricorda che, in assenza di progettista, come spesso accade negli interventi di rifacimento della pavimentazione di un’abitazione privata, a livello contrattuale deve essere indicata la figura che assume il ruolo e le relative responsabilità di natura progettuale.</strong> Questo è quanto puntualizzato anche in norma UNI 11265.</p>
<h2>Quali piani di posa?</h2>
<p>La UNI 11935 riporta i piani di posa più diffusi, descrivendone tipologie, caratteristiche e norme di riferimento, ove disponibili.<br />
Queste le tipologie di piani di posa normate:<br />
&#8211; massetti cementizi o a base di leganti speciali, sia tradizionali che a media o rapida essiccazione, con o senza magatelli trapezoidali incorporati (riferimento UNI 11371)<br />
&#8211; massetti a base di solfato di calcio (anidrite) (riferimento UNI 11371)<br />
&#8211; piani di posa a secco (es. pannelli di legno e derivati del legno, pannelli di fibrogesso e orditure di legno);<br />
&#8211; piani di posa costituiti da pavimentazioni preesistenti.</p>
<p>È inoltre possibile impiegare un materassino sottopavimento come piano di posa per l’incollaggio e in questo caso occorre che le caratteristiche di idoneità del prodotto per tale impiego siano dichiarate dal fabbricante.</p>
<p>Come si può osservare, <strong>per i massetti il richiamo alla UNI 11371 è puntuale</strong> e questo comporta la conformità (e la relativa idoneità) di questi piani di posa in termini di livelli prestazionali per stagionatura, umidità residua, planarità, compattezza, resistenza alla scalfittura, resistenza alle sollecitazioni parallele al piano di posa, ecc.</p>
<h2>I pannelli a base di legno: quando e come usarli</h2>
<p>Una parte della norma si sofferma in particolare sui pannelli a base legno, da impiegarsi quando si rende necessario non sovraccaricare le strutture, quando si devono conservare le pavimentazioni esistenti oppure se non vi sono sufficienti spessori per realizzare altri piani di posa o se sono previsti tempi di lavorazione ridotti.</p>
<p><strong>Sui pannelli possono essere messi in opera parquet incollati, inchiodati/avvitati e/o flottanti</strong>, con l’avvertenza che nel caso di posa flottante/galleggiante del pannello e di posa mediante incollaggio o chiodatura/avvitatura della pavimentazione di legno o del parquet, lo spessore del pannello deve essere maggiore o uguale allo spessore della pavimentazione di legno o del parquet.<br />
La norma ricorda che anche nel caso dei pannelli impiegati come piani di posa, deve essere valutato l’inserimento di un freno o di una barriera al vapore, a seconda delle necessità, al di sotto del pannello stesso.<br />
Oltre ai pannelli di legno e derivati del legno, la norma richiama anche i pannelli di gesso rinforzati con fibre (UNI EN 15283-2) e i pannelli di fibrocemento (UNI EN 12467), per i quali è fondamentale prestare attenzione alla tipologia di pavimentazione e alla modalità di posa (mediante incollaggio o flottante) e fare riferimento alle istruzioni del fabbricante.</p>
<h2>Piani di posa costituiti da sistemi radianti a bassa inerzia e/o spessore ridotto</h2>
<p><strong>Tali sistemi si stanno diffondendo sempre più e possono rappresentare elemento di criticità per la posa del parquet se non vengono adeguatamente valutati tutti gli aspetti tecnici e applicativi. Per tale ragione e anche in previsione di un progetto normativo dedicato proprio a questa tematica, la norma UNI 11935 si limita a sottolineare alcuni principi di base.</strong> Per esempio, nel caso di posa mediante incollaggio totale della pavimentazione, i sistemi radianti devono rispettare le principali caratteristiche dei massetti e dei pannelli ed essere ancorate meccanicamente o chimicamente al supporto sottostante, in modo da garantire il bilanciamento delle eventuali tensioni negli elementi di legno dovute alle variazioni termo-igrometriche ambientali. In assenza di ancoraggio al supporto, la posa della pavimentazione di legno deve avvenire solo mediante sistema flottante.<br />
La norma evidenzia infine la minore resistenza ai carichi di questi sistemi rispetto ai sistemi radianti tradizionali e la necessità di prestare attenzione alla compattezza, alla stabilità, alla planarità e alla regolarità delle quote, indicate a progetto.</p>
<h2>Freno e barriera al vapore: due elementi molto importanti</h2>
<p>Un’importante premessa riguarda la differenza tra queste due tipologie di schermo al vapore secondo norma UNI 11470, richiamata proprio nella UNI 11935.</p>
<p>Queste le definizioni normative:<br />
&#8211; Freno: elemento impermeabile di tenuta avente la funzione di ridurre il passaggio del vapore acqueo per controllare il fenomeno della condensa all’interno del pacchetto di pavimentazione.<br />
&#8211; Barriera: elemento impermeabile di tenuta avente la funzione di limitare fortemente il passaggio del vapore acqueo per controllare il fenomeno della condensa all’interno del pacchetto di pavimentazione.<br />
La UNI 11935 sottolinea che per mantenere inalterate nel tempo le caratteristiche prestazionali della pavimentazione, occorre prestare molta attenzione, a partire dalla fase progettuale, a una condizione imprescindibile, ossia la protezione dall’umidità: sia umidità di costruzione, ossia quella ancora presente nei primi tempi di vita dell’edificio, sia di risalita o di condensa, che potrebbe manifestarsi, in particolari condizioni ambientali, anche in momenti successivi.<br />
Freno e barriera al vapore devono essere posati prima della realizzazione dei massetti o prima della posa dei pannelli di legno o derivati del legno, oppure prima dell&#8217;installazione del sistema radiante a pavimento, per isolare il piano di posa (e di conseguenza la pavimentazione di legno), dall’umidità.</p>
<h2>Le verifiche preliminari</h2>
<p>La norma si sofferma poi sulle verifiche da effettuare prima della posa, in particolare le<strong> verifiche relative al piano di posa, alle condizioni ambientali di cantiere, allo stoccaggio del materiale in cantiere, all’apertura degli imballi e infine, non meno importante, la verifica della documentazione di accompagnamento</strong>, che come indicato nella UNI 11265, deve avvenire a cura della Direzione Lavori, ove presente, oppure della Committenza, in assenza della D.L.<br />
Le verifiche del piano di posa (per pavimentazioni di legno posate mediante incollaggio o fissaggio con cordoni di colla) di competenza del posatore (si vedano UNI 11371 e UNI 11265) riguardano fessurazioni, umidità residua, quota, planarità, compattezza in tutto lo spessore, resistenza alla scalfittura superficiale, pulizia.<br />
Le verifiche correlate invece a spessore e resistenze meccaniche (sollecitazioni parallele al piano di posa) non sono di competenza del posatore, ma dell’impresa esecutrice del massetto.<br />
Per quanto riguarda le condizioni ambientali di cantiere, la norma specifica che occorre innanzitutto porre attenzione al rispetto delle condizioni di igiene e sicurezza per gli operatori di cantiere, aggiunge poi che i serramenti esterni devono essere installati, i locali da pavimentare essere al riparo da intemperie ed essere inoltre già state posate le altre tipologie di pavimentazioni eventualmente adiacenti alla pavimentazione di legno.<br />
Nel caso di posa mediante incollaggio, la temperatura dei locali deve essere mantenuta alle condizioni prescritte dal fabbricante dell’adesivo.<br />
Nel caso di massetti con impianti radianti, deve essere effettuato il ciclo di accensione progressiva e relativo spegnimento dell’impianto, secondo la norma UNI EN 1264-4 o UNI 11371 (le modalità riportate nelle due norme sono allineate).<br />
Dopo la posa della pavimentazione sono ammesse l’installazione delle porte interne e l’eventuale ultima mano di tinteggiatura delle pareti, prestando la dovuta attenzione alla protezione della pavimentazione.</p>
<h2>Lo stoccaggio in cantiere e gli imballi</h2>
<p>Due parole sullo stoccaggio in cantiere e sugli imballi: la UNI 11935 stabilisce che gli elementi di legno devono essere conservati nel loro imballo originale, le confezioni devono essere sollevate da terra per evitare eventuali assorbimenti di umidità e i luoghi di stoccaggio devono essere chiusi, puliti e asciutti; le colle e i prodotti per la finitura devono essere infine conservati alle condizioni ambientali indicate dai fabbricanti.<br />
L’apertura degli imballi al momento della posa deve avvenire utilizzando un’attrezzatura idonea, senza recare danno agli elementi di legno.</p>
<h2>La posa in opera</h2>
<p>Ampio spazio è dedicato a questo punto, che tratta le geometrie di posa richiamate nella norma UNI EN 13756 e le integra con le geometrie a campitura a pettine e a fascia e bindello, nonché riporta le tipologie di posa (mediante incollaggio, chiodatura o avvitatura, flottante o galleggiante), fornendo specifiche istruzioni per ogni modalità di installazione, anche in relazione alla realizzazione dei giunti di dilatazione, e sottolineando come, al momento della posa, sia buona regola miscelare gli elementi di legno prelevandoli da più di una confezione, al fine di evitare antiestetiche concentrazioni cromatiche sulla pavimentazione.</p>
<h2>La posa in opera mediante incollaggio o “fissaggio con cordoni di colla”</h2>
<p>Questo punto della norma è dedicato non solo alle istruzioni di posa mediante incollaggio, ma anche agli adesivi, in termini di tipologie, categorie, condizioni di utilizzo e sicurezza di questi prodotti.<br />
L&#8217;adesivo deve essere applicato uniformemente sulla superficie del piano di posa in quantità sufficiente (almeno il 70% di contatto con il retro dell&#8217;elemento di legno) e non deve fuoriuscire né dai fianchi né dalle teste dei singoli elementi.<br />
Il cambio della spatola rappresenta un momento molto importante per assicurare l’applicazione dell’idonea quantità di colla; il compito di verifica dell’integrità della dentatura e del momento del cambio è attribuita al posatore. Così come ulteriore compito del posatore è di non lasciare tracce di adesivo e, prima della consegna, di provvedere a un’adeguata pulizia, in accordo con le istruzioni del fabbricante degli elementi di legno.<br />
<strong>Relativamente alla posa in opera mediante “fissaggio con cordoni di colla”, modalità che viene trattata per la prima volta a livello normativo, la UNI 11935 evidenzia l’importanza di una valutazione preliminare in sede progettuale per poter impiegare la tipologia e il formato degli elementi di legno suggeriti dalla norma stessa</strong> (elementi di legno multistrato con lunghezza di almeno 600 mm e spessore di almeno 10 mm).<br />
Per quanto riguarda l’adesivo da impiegare per il fissaggio, al fine di ottenere adeguata adesione ed elasticità, occorre che questo appartenga almeno alla categoria “Hard Elastic” (conforme alla UNI EN ISO 17178), sia confezionato in “salsicciotti” o cartucce e applicato a cordoni sul piano di posa, che nel caso di massetti cementizi o a base di leganti speciali e massetti di anidrite, deve essere conforme a quanto indicato nella UNI 11371.<br />
Il diametro dei cordoni di colla è funzione dello spessore dell’elemento di legno e deve essere pari ad almeno il 50% di questo spessore, fatte salve le tolleranze applicative dei beccucci di estrusione.<br />
L’interasse dei cordoni di colla, che devono essere disposti in file parallele, è correlato alla lunghezza degli elementi di legno e deve essere pari a 100 &#8211; 150 mm nella superficie corrente della pavimentazione, mentre in corrispondenza delle pareti occorre rispettare una distanza dal perimetro non maggiore di 50 mm, al fine di assicurare la chiusura della pavimentazione. Anche in corrispondenza delle teste degli elementi di legno, a una distanza di 50 mm, deve essere presente un cordone di colla.<br />
I cordoni di colla devono essere realizzati in senso diagonale rispetto alla disposizione degli elementi di legno.</p>
<h2>Verifiche finali della pavimentazione posata</h2>
<p>La UNI 11935 dedica solo tre righe a questo passaggio, non perché di scarso rilievo, ma proprio perché determinante e fondamentale per la chiusura dei lavori e la consegna della pavimentazione finita, sottolinea la necessità di fare riferimento alla norma UNI 11368 che, si ricorda, riguarda proprio criteri e metodi di valutazione da impiegare in queste fasi conclusive.</p>
<h2>Attenzione alle condizioni di esercizio</h2>
<p>Anche questo punto rappresenta un elemento di novità in ambito normativo, in particolare per quanto riguarda le condizioni climatiche. Il gruppo di lavoro UNI ha ritenuto utile codificare tali condizioni, generalmente riscontrabili nei manuali associativi, nella documentazione dei fabbricanti o in bibliografia, ai fini della corretta funzionalità e durabilità della pavimentazione di legno, ma anche del benessere e della salute degli occupanti.<br />
Le condizioni climatiche dei locali raccomandate dalla norma sono di circa 19 – 22 °C, con il 40 &#8211; 50% di umidità relativa in inverno e di 24 &#8211; 26 °C con il 50 &#8211; 60% di umidità relativa durante la stagione estiva. Queste condizioni, per altro, corrispondono a quelle indicate dal Ministero della Salute (Microclima e benessere termico (salute.gov.it)), proprio ai fini del benessere termico.<br />
Tra le altre condizioni di esercizio, la norma richiama l’attenzione su alcuni aspetti, tra cui:<br />
&#8211; l’usura della finitura della pavimentazione di legno dovuta all’utilizzo e alla possibile presenza di sporco e particelle di polvere sotto le suole delle scarpe;<br />
&#8211; la necessità, durante le fasi di allestimento dell&#8217;arredo o di ulteriori lavorazioni complementari, di proteggere le zone di passaggio con teli in grado di assorbire eventuali urti e di consentire la traspirabilità della pavimentazione (cartoni ondulati o lisci o tessuti);<br />
&#8211; la necessità di dotare i mobili di feltrini agli appoggi e di posizionarli evitandone il trascinamento. Per i mobili e le sedie dotati di rotelle sono raccomandate le rotelle di gomma;<br />
&#8211; l’importanza di posizionare eventuali tappeti nei tempi indicati dalle istruzioni del fabbricante degli elementi di legno e della finitura.<br />
&#8211; il rimando alle istruzioni fornite dal fabbricante per le operazioni di pulizia e i relativi prodotti da utilizzare.</p>
<h2>Dove acquistare la norma?</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-37416 alignleft" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/uni-logo-SE-SERVE-1024x399.png" alt="" width="164" height="64" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/uni-logo-SE-SERVE-1024x399.png 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/uni-logo-SE-SERVE-300x117.png 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/uni-logo-SE-SERVE-768x299.png 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/uni-logo-SE-SERVE-1536x598.png 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/uni-logo-SE-SERVE-2048x797.png 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/uni-logo-SE-SERVE-800x311.png 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/uni-logo-SE-SERVE-1280x498.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 164px) 100vw, 164px" />Attraverso il sito di UNI di e-commerce (www.store.uni.com ) è possibile acquistare le norme UNI in formato cartaceo ed elettronico PDF, le norme ISO in formato elettronico PDF, gli Abbonamenti di Consultazione.<br />
È poi possibile ordinare in formato cartaceo le norme dei principali Enti normatori esteri: DIN, AFNOR, ASTM e BSI.<br />
Per avere informazioni sull&#8217;acquisto delle norme o degli altri prodotti editoriali UNI: Call center 02 70024200 (dalle 8.30 alle 12.00 e dalle ore 14.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì).</p>
<blockquote><p>Ricorda!</p>
<p>Prima di procedere alla posa in opera, il posatore deve verificare l’idoneità del massetto secondo la norma UNI 11371. Ecco i valori di riferimento per l’umidità residua:<br />
&#8211; massetto cementizio: 2,0 %<br />
&#8211; con impianto riscaldante/raffrescante: 1,7 %<br />
&#8211; massetto di anidrite: 0,5 %<br />
&#8211; con impianto riscaldante /raffrescante: 0,2 %</p></blockquote>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-37415 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/X-BOX-AUTORE-482x1024.jpg" alt="" width="119" height="253" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/X-BOX-AUTORE-482x1024.jpg 482w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/X-BOX-AUTORE-141x300.jpg 141w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/X-BOX-AUTORE.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 119px) 100vw, 119px" />Rita D’Alessandro</h2>
<p>Laureata in Ingegneria Civile Edile nel 1985, dal 1996 è libera professionista.</p>
<p>Si occupa dell’attività tecnico-normativa di EdilegnoArredo/FederlegnoArredo, l’associazione di FederlegnoArredo che riunisce i produttori di finiture interne (porte, finestre, porte d’ingresso, pavimentazioni di legno e scale prefabbricate) e manufatti per l’arredo urbano e per esterni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2024/05/22/tutto-o-quasi-sulla-uni-119352024/">Tutto (o quasi) sulla nuova norma UNI 11935:2024</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa fa un tecnologo del legname?</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2024/05/22/cosa-fa-un-tecnologo-del-legname-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cosa-fa-un-tecnologo-del-legname-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 11:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Braga]]></category>
		<category><![CDATA[legno]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologo del legname]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Una figura professionale che coniuga saperi tradizionali e innovazione e che può offrire un valido contributo alla progettazione e realizzazione di opere lignee belle e durature</em></p>
<p><em>Fabio Braga</em></p>
</p>
<p>Tra i ‘mestieri verdi’ che si stanno affermando negli ultimi c’è senza dubbio quello del tecnologo del legno.<br />
È una figura professionale che si forma nelle Università e che coniuga ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una figura professionale che coniuga saperi tradizionali e innovazione e che può offrire un valido contributo alla progettazione e realizzazione di opere lignee belle e durature</em></p>
<p><em>Fabio Braga</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-37404" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/braga-albero-768x1024.jpg" alt="" width="768" height="1024" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/braga-albero-768x1024.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/braga-albero-225x300.jpg 225w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/braga-albero-1152x1536.jpg 1152w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/braga-albero-1536x2048.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/braga-albero-800x1067.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/braga-albero-1280x1707.jpg 1280w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/braga-albero-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Tra i ‘mestieri verdi’ che si stanno affermando negli ultimi c’è senza dubbio quello del tecnologo del legno.<br />
È <strong>una figura professionale che si forma nelle Università e che coniuga saperi tradizionali e innovazione</strong>: un tempo c’era il falegname, oggi c’è il tecnologo del legno, che è una figura che non si forma più “a bottega”, in quanto la passione del legno deve raggiungere una specializzazione di alto profilo, superando il concetto dell’artigianalità. Lo sottolinea il rapporto GreenItaly, della Fondazione Symbola, perché “<em>la formazione di base e le sue competenze possono anche essere quelle tradizionali, ma la lavorazione del legno deve essere assunta in tutti i suoi aspetti, dalla scelta della materia prima al taglio, dal controllo produttivo di processo al montaggio, fino, nelle fasi più moderne, all’uso di programmi di progettazione come l’autocad. L’edilizia in legno ha certamente contribuito ad aprire nuovi spazi di mercato nel nostro Paese, ma anche nell’industria mobiliera oggi si progetta e si produce secondo le più moderne tecnologie</em>”.</p>
<h2>Le basi formative</h2>
<p>Il tecnologo del legno è una figura professionale che nasce, a livello universitario, nei corsi di laurea in Scienze forestali e ambientali.<br />
Lo studente costruisce il proprio curriculum acquisendo <strong>competenze specifiche in materia forestale, studiando gli ecosistemi forestali, la fisiologia e le caratteristiche degli alberi, le proprietà fondamentali del legno</strong>, per arrivare infine a sviluppare competenze tecnologiche correlate alle numerose applicazioni industriali, artigianali e perfino artistiche di questo materiale.</p>
<h2>Le opportunità professionali</h2>
<p><strong>Il tecnologo del legno può percorrere principalmente due strade: lavorare come tecnico presso un’azienda oppure da libero professionista.</strong><br />
Pratico questo mestiere nella stessa azienda, la mia, dal 1984 , operando anche come consulente per studi professionali, aziende, laboratori di ricerca, istituzioni pubbliche e private. Siamo ancora pochi, rispetto alle necessità del mercato.<br />
I comparti potenzialmente interessati sono molti, in primo luogo &#8211; per quel che mi riguarda &#8211; il settore delle pavimentazioni in legno, ma anche quello dell’arredo, anche se il comparto che recentemente si è sviluppato di più è quello delle costruzioni con struttura portante di legno. È un settore cresciuto in maniera vertiginosa negli ultimi anni non solo in Italia, ma anche nel mondo.</p>
<h2>Quando entra in gioco il tecnologo del legno?</h2>
<p><strong>Quando un architetto o un ingegnere disegna, progetta e dimensiona una nuova struttura prevalentemente in legno, la competenza del tecnologo permette di segnalare possibili criticità che si rivelerebbero solo a costruzione ultimata.</strong> Mi riferisco soprattutto alla progettazione della durabilità degli edifici in legno.<br />
Un altro tipo di assistenza specifica del tecnologo è quello legato alla <strong>classificazione del materiale strutturale destinata alle costruzioni in legno</strong>. Nel ciclo di vita del prodotto ci deve essere, infatti, una figura abilitata ad apporre il marchio CE su ogni elemento portante: il tecnologo ha tutte le carte in regola non solo per fungere da responsabile aziendale in questo settore, ma anche per formare altre figure tecniche a questo tipo di compiti.<br />
Il tecnologo del legno entra in gioco non solo nelle nuove costruzioni, ma anche nelle ristrutturazioni, nella conservazione dei beni culturali: sappiamo bene quanto sia vasto il patrimonio immobiliare italiano che abbisogna d’interventi di questo tipo.<br />
<strong>Il professionista, nei casi di edifici a vincolo storico-artistico, affianca l’architetto, l’ingegnere, il restauratore o lo storico dell’arte</strong>, effettuando indagini e diagnosi in opera e verificando lo stato generale delle parti strutturali, oltre a verificarne la sicurezza, sulla base di quanto richiesto dalle norme vigenti.</p>
<h2>Parliamo di legno</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-37405 alignleft" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/abete-683x1024.jpg" alt="" width="397" height="596" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/abete-683x1024.jpg 683w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/abete-200x300.jpg 200w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/abete-768x1152.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/abete-1024x1536.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/abete-1365x2048.jpg 1365w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/abete-800x1200.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/abete-1280x1920.jpg 1280w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/05/abete-scaled.jpg 1707w" sizes="auto, (max-width: 397px) 100vw, 397px" />Il legno negli ultimi anni ha riacquisito un ruolo importante, sia per le sue spiccate caratteristiche di ecosostenibilità che per la sua versatilità.<br />
L’Italia, pur contando su un’ampia copertura forestale, purtroppo, non produce legno in misura sufficiente a soddisfare la domanda: siamo un Paese eminentemente trasformatore, siamo legati ad altri per l’approvvigionamento (e ne sentiamo proprio in questo periodo tutto il peso, con la carenza di materie prime e l’aumento spropositato dei prezzi), i nostri prodotti, tuttavia, sono molto apprezzati anche all’estero.</p>
<h2>Legni di casa nostra</h2>
<p>Nelle costruzioni, in Italia e in tutta Europa, le specie legnose utilizzate sono pochissime: la stragrande maggioranza delle strutture sono costruite con legno di <strong>abete rosso</strong>, impiegato pressoché in maniera esclusiva per prodotti di legno lamellare e incollato. Si tratta di una specie molto diffusa, dalle nostre Alpi fino alle soglie del Circolo Polare Artico. Il suo legno è leggero ed elastico, ottimamente lavorabile, facilmente essiccabile e &#8211; se utilizzato con criterio &#8211; di durata praticamente eterna. La gestione dei boschi di abete rosso, in Italia e altrove, può e deve essere condotta attraverso precisi criteri di sostenibilità, cosicché si possano coprire le esigenze produttive senza mettere minimamente in pericolo l’integrità delle foreste. Abbiamo da noi esempi longevi e di successo, come ad esempio la Magnifica Comunità di Fiemme, che vanta una storia millenaria di utilizzazione costante dei propri boschi e che, grazie alle sue foreste (oggi certificate FSC e PEFC &#8211; due marchi che garantiscono la sostenibilità della gestione forestale) prospera fornendo legname pregiato alle aziende, combustibile pulito per la produzione di energia e panorami di indescrivibile bellezza ai turisti che arrivano da ogni parte del mondo.<br />
Oltre all’abete rosso c’è il<strong> castagno</strong>, esteso particolarmente nell’area appenninica e presente in maniera abbondante anche in Spagna, Francia, Grecia e altri Paesi dell’area mediterranea. Tutti questi Paesi hanno avviato programmi di valorizzazione dedicati, compresa l’Italia, che ha investito molto in ricerca e promozione su questa specie dalle caratteristiche molto interessanti, specialmente nel quadro di un’edilizia rispettosa anche delle culture e dei saperi locali.</p>
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		<title>Decking, partiamo dall’ABC</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2024/04/04/lapprofondimento-di-fabio-braga/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lapprofondimento-di-fabio-braga</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charina Davis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 09:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[decking]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Braga]]></category>
		<category><![CDATA[Frassino termotrattato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph" style="text-align: left;"><em>Ponte ideale tra l&#8217;ambiente interno e quello esterno, queste pavimentazioni devono possedere determinate caratteristiche, di resistenza e igiene, e devono essere posate e mantenute rispettando alcuni semplici regole.  Scopriamole insieme</em></p>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Fabio Braga</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Il termine ‘deck’ in inglese significa letteralmente ponte e in effetti potremmo leggere il decking come una ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2024/04/04/lapprofondimento-di-fabio-braga/">Decking, partiamo dall’ABC</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph" style="text-align: left;"><em>Ponte ideale tra l&#8217;ambiente interno e quello esterno, queste pavimentazioni devono possedere determinate caratteristiche, di resistenza e igiene, e devono essere posate e mantenute rispettando alcuni semplici regole.  Scopriamole insieme</em></p>
<p><em>

</em></p>
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><em>Fabio Braga</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-36943 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/03/Fiemme-Tremila.jpg" alt="" width="465" height="310" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/03/Fiemme-Tremila.jpg 600w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/03/Fiemme-Tremila-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 465px) 100vw, 465px" /><strong>Il termine ‘deck’ in inglese significa letteralmente ponte</strong> e in effetti potremmo leggere il decking come una sorta di ideale ponte tra l&#8217;ambiente interno e quello esterno: si tratta infatti di una <strong>pavimentazione per esterni caratterizzata da un&#8217;alta resistenza agli agenti atmosferici, che deve essere al tempo stesso in grado di valorizzare esteticamente i luoghi in cui viene posata</strong>. Deve infine essere facile da pulire e garantire la massima igiene, soprattutto se ci sono dei piccoli che durante la bella stagione trascorreranno buona parte delle loro giornate all&#8217;aria aperta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Elegante, caldo, raffinato, ricco di stile e di storia, accogliente e dalla spiccata evocazione naturalistica: il legno per le finiture dei pavimenti è un materiale prestigioso e apprezzato, tanto che non mancano i materiali che ne imitano l’aspetto estetico. </p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-36946 alignleft" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/03/Ravaioli-Legnami.jpg" alt="" width="479" height="639" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/03/Ravaioli-Legnami.jpg 600w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/03/Ravaioli-Legnami-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 479px) 100vw, 479px" />Tutte le virtù del pavimento di legno si possono trasferire anche agli ambienti outdoor come terrazze, pedane da giardino, patii, o semplicemente camminamenti, grazie ai parquet da esterni, i cosiddetti decking.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il decking è la soluzione ideale per ristrutturare uno spazio esterno in previsione della bella stagione, per realizzare uno spazio accogliente e contemporaneo, senza rimuovere la pavimentazione esistente e senza incidere troppo sui costi. Insomma, le pavimentazioni in legno per esterni, in una parola decking, sono un elemento molto suggestivo per qualsiasi progetto outdoor: scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta e come funziona.</p>
<h2 style="font-weight: 400;">Sotto la lente d’ingrandimento</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il decking o “parquet per esterno” è un tipo di pavimentazione in legno che, come abbiamo visto, può essere usato per terrazzi, giardini, bordi piscine, gazebi, passerelle e camminamenti. Essendo costantemente soggetto alle intemperie, non può essere considerato come un comune parquet in legno: <strong>per stare fuori deve avere uno spessore opportuno, solitamente di 2 cm, ed essere realizzato con una specie legnosa resistente</strong>.<strong> Si può scegliere tra Larice, Ipé, Teak, Frassino termotrattato</strong>, per citare le principali specie legnose utilizzate in esterno… Molto dipende dal gusto personale e dal budget della committenza.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I listoni possono essere lisci o zigrinati</strong>. Se si opta per la lavorazione liscia, con un trattamento idoneo antiscivolo ci si potrà assicurare una superficie non sdrucciolevole, anche quando è bagnata. <strong>Il mio consiglio è la levigatura delle doghe o delle quadrotte</strong>, per permettere il perfetto allineamento tra i listoni ed evitare le schegge in caso di calpestio a piedi nudi, come può avvenire a bordo piscina.</p>
<h2 style="font-weight: 400;">Dove e come si posa </h2>
<p style="font-weight: 400;">Il mio consiglio è di valutare bene con il fornitore la superficie su cui andrete a posare, in modo da garantire la stabilità dei listoni, con pochi movimenti al calpestio, la corretta dilatazione termica e il miglior deflusso dell’acqua.<strong> In una prima fase, si costruirà una struttura a reticolo che permette la messa in opera a secco</strong>: i magatelli della sottostruttura sono solitamente in legno massello, della stessa specie legnosa del decking, oppure in alluminio.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Successivamente su questa struttura verranno fissati i listoni, con viti o speciali clip in metallo</strong>, che, avvitate alla struttura sottostante, bloccheranno definitivamente il pavimento. È molto importante che sia la sottostruttura sia il pavimento finale abbiano una certa pendenza, per evitare il ristagno delle acque piovane.</p>
<h2 style="font-weight: 400;">Tipologie di decking</h2>
<p style="font-weight: 400;">I formati reperibili in commercio sono prevalentemente due:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;">i <strong>listoni</strong>, di lunghezze e larghezze variabili, sono adatti a rivestire rapidamente ampie superfici e sono ottimi per rivestire forme irregolari, pavimenti per piscina, giardini, grandi superfici;</li>
<li style="font-weight: 400;">le <strong>mattonelle o quadrotte assemblate</strong> sono invece ideali per pavimentare terrazzi o spazi di forma più regolare come gazebi, logge, patii; sono comunque di facile applicazione anche per spazi più grandi. In questo caso potrete giocare con la geometria dei listoni o optare per soluzioni più decorative, come ad esempio un mosaico di cubotti in legno.</li>
</ul>
<h2 style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-36944 alignleft" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/03/Listone-Giordano.jpg" alt="" width="411" height="617" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/03/Listone-Giordano.jpg 600w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/03/Listone-Giordano-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 411px) 100vw, 411px" />Tempi di realizzazione</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il sistema di montaggio del decking è abbastanza rapido. <strong>La parte più lunga è la progettazione dell’intervento</strong>: la scelta del fornitore, delle specie legnose, la valutazione dello scarico dell’acqua, la produzione e il trasporto del materiale. </p>
<p style="font-weight: 400;">Sarebbe opportuno contattare più fornitori, vedere personalmente i listelli e soprattutto predisporre un sopralluogo, per essere sicuri che non ci siano sorprese nella posa.</p>
<h2 style="font-weight: 400;">Come si pulisce il decking?</h2>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per un prodotto che duri nel tempo è bene scegliere, a mio parere, specie legnose derivanti dalle conifere, già naturalmente ricche di tannini e olii essenziali che impediscono la formazione di muffe e funghi e l’attacco di insetti.</strong> Non sono previsti trattamenti particolari, anche se è caldamente consigliato oliare entrambe le facce dei listoni prima della posa, utilizzando speciali olii naturali: questo per prevenire l’alterazione del colore dovuta alla costante esposizione solare.</p>
<p style="font-weight: 400;">In genere questo tipo di pavimentazione può essere pulita con una semplice spazzola oppure con acqua ad alta pressione; è sconsigliato appoggiare direttamente sui decking oggetti troppo caldi come barbecue, pentole bollenti, torce o simili senza l’utilizzo di protezioni.</p>
<h2 style="font-weight: 400;">Decking: le norme di riferimento</h2>
<p style="font-weight: 400;">Sono due le norme di riferimento per il settore del parquet da esterno:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><strong>UNI 11538-1 del 2014: “Pavimentazioni di legno per esterni &#8211; Parte 1: Elementi di legno &#8211; Requisiti”</strong>. La norma definisce le caratteristiche pertinenti e i metodi di valutazione per determinare le caratteristiche degli elementi di rivestimento di legno massiccio e/o giuntati di testa e/o multistrato utilizzati in pavimentazione esterne, per impiego mediante fissaggio meccanico al piano di posa.</li>
<li style="font-weight: 400;"><strong>UNI 11538-2 del 2018: “Pavimentazioni di legno per esterni &#8211; Parte 2: Requisiti degli elementi di appoggio e di fissaggio e modalità di posa in opera delle pavimentazioni”</strong>. La norma definisce le tipologie e le caratteristiche pertinenti degli elementi di appoggio delle pavimentazioni di legno per esterni, posate mediante fissaggio meccanico o a incastro e degli elementi di fissaggio stesso.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Per maggiori informazioni e per l’acquisto: <a href="https://store.uni.com" target="_blank" rel="noopener">store.uni.com</a></p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-37278" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-24-alle-17.12.30-1024x269.png" alt="" width="1024" height="269" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-24-alle-17.12.30-1024x269.png 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-24-alle-17.12.30-300x79.png 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-24-alle-17.12.30-768x201.png 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-24-alle-17.12.30-800x210.png 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/04/Screenshot-2024-04-24-alle-17.12.30.png 1098w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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		<title>Estate, allarme condizionatori</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2024/03/08/estate-allarme-condizionatori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=estate-allarme-condizionatori</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charina Davis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 10:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[aria condizionata]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Braga]]></category>
		<category><![CDATA[I love Parquet]]></category>
		<category><![CDATA[parquet]]></category>
		<category><![CDATA[pavimenti in legno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Un pavimento in legno vive bene dove l&#8217;uomo vive bene. Ecco qualche consiglio utile da ricordare ai propri clienti per difendere il parquet dall’umidità eccessiva nel periodo estivo</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">Tutto il bello del parquet è insito nel suo essere naturale, nella sua identità di materia viva, che respira e si modifica proprio insieme a chi ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Un pavimento in legno vive bene dove l&#8217;uomo vive bene. Ecco qualche consiglio utile da ricordare ai propri clienti per difendere il parquet dall’umidità eccessiva nel periodo estivo</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="289" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2023/09/pexels-max-rahubovskiy-6588572-300x289.jpg" alt="" class="wp-image-35965" style="aspect-ratio:1.039301310043668;width:350px;height:auto" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2023/09/pexels-max-rahubovskiy-6588572-300x289.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2023/09/pexels-max-rahubovskiy-6588572-1024x986.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2023/09/pexels-max-rahubovskiy-6588572-768x740.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2023/09/pexels-max-rahubovskiy-6588572-1536x1479.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2023/09/pexels-max-rahubovskiy-6588572-2048x1972.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2023/09/pexels-max-rahubovskiy-6588572-800x770.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2023/09/pexels-max-rahubovskiy-6588572-1280x1233.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Tutto il bello del parquet è insito nel suo essere naturale, nella sua identità di materia viva, che respira e si modifica proprio insieme a chi l’ha scelto per la propria casa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pavimento in legno &#8211; l’ho scritto su uno degli ultimi numeri della rivista (<em>I Love Parquet Febbraio 2023, pag. 84, ndr</em>) &#8211; è sensibile alla luce, che accentua i processi di ossidazione, agli urti e alle fonti di calore. Ma il nemico giurato del parquet, massello o stratificato che sia, è l’umidità, che potrebbe nascondere delle insidie sia durante la stagione invernale che in quella estiva.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco allora qualche consiglio da dare ai propri clienti prima della stagione estiva, ma anche durante (meglio tardi che mai!).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di praticare “l’accensione selvaggia” del condizionatore, d’obbligo soprattutto negli ultimi anni, con le estati caldissime che stiamo affrontando dal Nord al Sud, è bene infatti ricordarsi del caro, vecchio e accogliente pavimento in legno.</p>



<h1 class="wp-block-heading" id="h-il-microclima-ideale"><strong>Il microclima ideale</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Una premessa importante: un pavimento in legno vive bene dove l&#8217;uomo vive bene, quindi, il clima ideale per un parquet coincide con il clima ideale di chi su quel parquet vive, ovvero un’umidità ambientale compresa tra il 45% e il 65% e una temperatura che oscilla dai 18° ai 25° C.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una casa dal microclima ottimale farà stare bene sia i suoi abitanti sia il rivestimento in legno massello o prefinito, al contrario come l’esposizione prolungata a un’umidità eccessiva rende ognuno di noi un po’ affannato, anche il parquet ne subirà le conseguenze.</p>



<h1 class="wp-block-heading" id="h-come-si-comporta-il-pavimento-in-legno"><strong>Come si comporta il pavimento in legno?</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Il pavimento in legno tende ad assorbire la percentuale di acqua presente nell’aria, con un conseguente rigonfiamento del legno se la quantità è eccessiva. Tale pericolo è scongiurato d’inverno, quando i sistemi di riscaldamento possono seccare l’aria tanto da minacciare la fessurazione delle liste (che tendono a restringersi). D’estate, invece, l’utilizzo sconsiderato dei condizionatori può creare un microclima “pluviale” tra le mura domestiche, in grado di deformare il parquet.&nbsp; Questo succede perché gli apparecchi condizionati raffreddano l’aria a gas e la reimmettono nell’ambiente grazie a una ventola senza alcun controllo sulla temperatura media, né sul tasso di umidità degli ambienti.</p>



<h1 class="wp-block-heading" id="h-come-monitorare-l-umidita-e-intervenire-se-necessario"><strong>Come monitorare l’umidità e intervenire, se necessario</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Per mantenere la bellezza del parquet inalterata nel tempo (e garantirsi un cliente soddisfatto, che tornerà da noi, magari, per una manutenzione o per la casa in montagna) è bene consigliare ai nostri clienti di monitorare il tasso di umidità in casa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È possibile attrezzarsi con un igrometro, spesso incorporato anche in stazioni meteo per uso domestico dal costo ridotto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per agire sulle condizioni ambientali e renderle ottimali, invece, è consigliabile dotarsi di un deumidificatore, che cattura l’umidità dell’aria; esistono anche apparecchi combinati con il sistema opposto di umidificazione, perfetto per combattere il microclima secco invernale domestico. La soluzione definitiva per una casa a temperatura e umidità costante, però, è il sistema di climatizzazione che, al contrario del condizionamento, oltre a raffrescare l’aria la filtra ed è collegato a un termostato per regolare la temperatura.</p>



<h1 class="wp-block-heading" id="h-parola-d-ordine-qualita"><strong>Parola d’ordine: qualità</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">In ultima analisi, è bene ricordare che, oltre alle condizioni ambientali, anche le caratteristiche del parquet influenzano la risposta del legno alle sollecitazioni causate dall’umidità: un pavimento di qualità, posato a regola d’arte, avrà resistenza maggiore anche in condizioni critiche. Potete ricordare anche questo ai vostri clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso se la stagione calda sarà a temperatura e tasso di umidità controllate, il parquet ne gioverà, restando bello a lungo e, anzi, contribuendo a isolare la casa dalla calura esterna.&nbsp;</p>



<h1 class="wp-block-heading" id="h-ricorda"><strong>Ricorda</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un pavimento in legno vive bene dove l&#8217;uomo vive bene: il clima ideale per un parquet coincide con il clima ideale di chi su quel parquet vive, ovvero un’umidità ambientale compresa tra il 45% e il 65% e una temperatura che oscilla tra i 18° e i 25° C.</strong></p>
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		<title>REACH e SCIP: obblighi per le sostanze chimiche nei prodotti</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2022/05/31/reach-e-scip-obblighi-per-le-sostanze-chimiche-nei-prodotti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=reach-e-scip-obblighi-per-le-sostanze-chimiche-nei-prodotti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2022 08:45:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[banca dati SCIP]]></category>
		<category><![CDATA[catas]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento REACH]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Un interessante approfondimento a cura di Daniele Bergamasco, vicedirettore e responsabile Reparto Chimico di Catas, sul regolamento REACH e sul nuovo sistema database SCIP</em></p>
</p>
<p>Il Regolamento REACH è l‘acronimo di “Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals”, ossia registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche. Esso si applica alle sostanze chimiche utilizzate nei settori più ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un interessante approfondimento a cura di Daniele Bergamasco, vicedirettore e responsabile Reparto Chimico di Catas, sul regolamento REACH e sul nuovo sistema database SCIP</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-34523 size-large" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/reach-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/reach-1024x683.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/reach-300x200.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/reach-768x512.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/reach-1536x1024.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/reach-2048x1365.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/reach-800x533.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/reach-1280x853.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il Regolamento <strong>REACH è l‘acronimo di “Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals”, ossia registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche</strong>. Esso si applica alle sostanze chimiche utilizzate nei settori più disparati: non solo a quelle sostanze o miscele utilizzate nei processi industriali, quindi, ma anche a quelle che vengono adoperate quotidianamente, ad esempio nei detergenti o nelle vernici, e quelle presenti nei cosiddetti &#8220;articoli&#8221;.</p>
<p>La maggior parte degli oggetti che utilizziamo quotidianamente sono di fatto degli articoli, per esempio: mobili, indumenti, veicoli, giocattoli, ecc. Un articolo può essere molto semplice, per esempio una sedia in legno, oppure molto complesso, come un arredo elettrificato.</p>
<p>Il regolamento REACH definisce un <strong>articolo come “un oggetto a cui sono dati durante la sua produzione, una forma, una superficie o un disegno particolari che ne determinano la funzione in misura maggiore rispetto alla sua composizione chimica”</strong>.</p>
<p>Pur venendo meno la composizione chimica degli articoli in senso stretto, gli stessi potrebbero contenere ed emettere durante la loro vita delle sostanze che destano particolare preoccupazione perché possono avere effetti molto gravi sulla salute umana e sull’ambiente. Tali sostanze si possono trovare nell’elenco di sostanze estremante problematiche candidate all’autorizzazione.</p>
<p><strong>Se una sostanza inclusa nell’elenco delle sostanze candidate è contenuta in un articolo ci possono essere degli obblighi supplementari per le imprese che producono, importano e forniscono tale articolo. </strong></p>
<p>Il <strong>primo obbligo</strong> è di<strong> fornire ai destinatari di tali articoli le informazioni necessarie affinché l’utilizzo sia fatto in sicurezza</strong>; in questo ambito il termine destinatari si riferisce agli utilizzatori e distributori industriali o professionisti e non ai consumatori finali. Le informazioni possono essere tuttavia richieste anche dai consumatori e rese disponibili gratuitamente entro 45 giorni.</p>
<h1><strong>La banca dati SCIP</strong></h1>
<p>Il<strong> secondo obbligo è la notifica SCIP</strong>. L’obbligo di notifica SCIP riguarda tutti gli articoli, senza eccezioni, quali definiti dal regolamento REACH, immessi sul mercato dell’UE contenenti una sostanza inclusa nell’elenco delle sostanze candidate in una concentrazione superiore allo 0,1 % p/p.</p>
<p><strong>SCIP è la banca dati contenente informazioni relative a sostanze preoccupanti in articoli in quanto tali o in oggetti complessi</strong> (prodotti) [<em>Substances of Concern In articles, as such or in complex objects like Products</em>]. La banca dati SCIP, anche in ottica di economia circolare, assicura che le informazioni relative ad articoli contenenti sostanze incluse nell’elenco di sostanze candidate siano disponibili durante l’intero ciclo di vita dei prodotti e dei materiali, inclusa la fase di smaltimento in quanto rifiuti.</p>
<p>La banca dati SCIP ha <strong>tre obiettivi principali</strong>:<br />
1. ridurre la produzione di rifiuti contenenti sostanze pericolose, sostenendo la sostituzione delle sostanze incluse<br />
nell’elenco di sostanze candidate;<br />
2. mettere a disposizione informazioni per migliorare ulteriormente le operazioni di trattamento dei rifiuti;<br />
3. consentire alle autorità di monitorare l’uso di sostanze pericolose.</p>
<p><em>Catas, direttamente e attraverso la la sua rete di professionisti, fornisce un supporto sia all’interpretazione del regolamento che per l’esecuzione di analisi di laboratorio.</em><br />
<em>A questo<a href="https://www.youtube.com/watch?v=lkdZpgIFVrc" target="_blank" rel="noopener"> link</a>, il video del webinar Catas “Il Regolamento REACH: guida all’applicazione nel settore legno- arredo”</em></p>
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		<title>Legno termotrattato: durabilità allo studio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 09:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[catas]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Conti]]></category>
		<category><![CDATA[legno termotrattato]]></category>
		<category><![CDATA[parquet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Elena Conti, responsabile Laboratorio Prove di Microbiologia presso Catas, ci propone un interessante excursus sulla durabilità naturale del legno. Un metodo di laboratorio consente di testare i materiali a base legnosa sottoposti a trattamenti protettivi e di assegnare loro una classe di durabilità in modo da consentire il confronto con il materiale di partenza e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Elena Conti, responsabile Laboratorio Prove di Microbiologia presso Catas, ci propone un interessante excursus sulla durabilità naturale del legno. Un metodo di laboratorio consente di testare i materiali a base legnosa sottoposti a trattamenti protettivi e di assegnare loro una classe di durabilità in modo da consentire il confronto con il materiale di partenza e con altre specie legnose di durabilità nota. E’ questo il caso del legno termotrattato&#8230;</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-34438 alignleft" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/legno-termotrattato.png" alt="" width="293" height="217" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/legno-termotrattato.png 500w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/legno-termotrattato-300x222.png 300w" sizes="auto, (max-width: 293px) 100vw, 293px" />Il legno proviene da fonti rinnovabili, e come tale risponde alla crescente esigenza di garantire la sostenibilità ambientale nell’approvvigionamento delle materie prime. Essendo un materiale organico, tuttavia, è soggetto al degradamento causato da organismi lignivori quali funghi, insetti, batteri e organismi marini. <strong>Nel corso dei secoli sono state adottate diverse strategie per incrementare la resistenza del legno al degrado biologico e la sua durata in servizio, per lo più basate sull’uso di sostanze chimiche ad azione biocida.</strong></p>
<p>Per soddisfare le esigenze di un mercato sempre più orientato verso soluzioni alternative ai trattamenti del legno con sostanze chimiche, negli ultimi decenni sono stati sviluppati <strong>trattamenti protettivi innovativi</strong> che, sfruttando la modificazione chimica irreversibile del legno, lo rendono meno suscettibile all’attacco degli organismi lignivori. Tra questi, i <strong>trattamenti termici rappresentano ad oggi le tecnologie di modificazione del legno più avanzate dal punto di vista commerciale</strong>, presenti sul mercato con diversi prodotti, collettivamente denominati TMT (<em>Thermally Modified Timber</em>).</p>
<p>Tanto per citare i primi realizzati su scala industriale, ricordiamo il ThermoWood finlandese, il Plato Wood olandese, l’OHT tedesco, il Bois Perdure e il NOW francesi, ma altri prodotti nati dalla ricerca più recente sono ora disponibili, tra cui il VacWood, al cui sviluppo ha contribuito l’istituto del CNR IVALSA (ora IBE).</p>
<p><strong>Il trattamento termico</strong></p>
<p>Il trattamento termico, condotto a temperature che vanno dai 150°C ai 260°C in assenza di ossigeno, provoca delle trasformazioni chimiche nel legno attraverso un degrado controllato dei polimeri che compongono la parete delle cellule legnose. In effetti, i<strong>l legno che ha subito un processo termico è un materiale nuovo, con caratteristiche diverse dal legno di partenza</strong>: colore, densità, igroscopicità, stabilità dimensionale, resistenza meccanica e durabilità biologica risultano alterate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-34435 aligncenter" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.21.07.png" alt="" width="541" height="268" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.21.07.png 1088w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.21.07-300x148.png 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.21.07-1024x506.png 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.21.07-768x380.png 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.21.07-800x396.png 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.21.07-880x438.png 880w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.21.07-600x297.png 600w" sizes="auto, (max-width: 541px) 100vw, 541px" /></p>
<p>Nella figura in alto sono schematizzate le principali trasformazioni a carico dei vari componenti del legno. Diversi parametri di processo concorrono al prodotto finale, ma <strong>la temperatura di trattamento è il parametro più rilevante per quanto riguarda l’incremento della durabilità biologica, cioè della resistenza al degrado biologico</strong>. In pratica, occorre trattare il legno a temperature superiori ai 200°C per ottenere un significativo incremento della durabilità biologica. Solo al di sopra di questa temperatura la trasformazione chimica del legno è tale da renderlo “indigesto” ai funghi lignivori.</p>
<p><strong>Durabilità del legno: definizione e classificazione mediante test di laboratorio</strong></p>
<p>Intuitivamente si associa il termine durabilità alla durata in servizio di un manufatto in legno. Ed in effetti, a parità di condizioni d’uso e di rischio di attacco biologico, un legno più durabile durerà di più. Tuttavia, <strong>la durabilità non è il solo fattore determinante, in quanto la manutenzione, l’esposizione agli agenti atmosferici e gli accorgimenti progettuali volti a prevenire l’ingresso di acqua e la formazione di condensa, concorrono alle prestazioni del legno in opera</strong>. La classificazione dei legni in base alla durabilità serve a dare una misura della suscettibilità delle diverse specie legnose all’attacco di organismi lignivori (funghi, insetti, batteri, organismi marini) nelle condizioni in cui ciò può avvenire. Per quanto riguarda i funghi, la condizione indispensabile è che il legno abbia un sufficiente contenuto di umidità, cioè superiore al 20%.</p>
<p>Il metodo di laboratorio impiegato per determinare la classe di durabilità dei prodotti a base di legno rispetto ai funghi è descritto nella norma <em>EN 113-2:2020 Durability of wood and wood-based products &#8211; Test method against wood destroying basidiomycetes &#8211; Part 2: Assessment of inherent or enhanced durability</em>. Come suggerisce il titolo, il metodo è indicato per determinare la durabilità naturale delle specie legnose ma anche quella indotta da trattamenti protettivi, consentendo da un lato di valutare se e di quanto un trattamento protettivo migliori la durabilità di una specie legnosa, e dall’altro di classificare un prodotto ottenuto attraverso un processo e confrontarlo con un prodotto naturale. <strong>Per esempio, il legno di frassino (<em>Fraxinus excelsior</em>) è classificato come “poco durabile” (classe di durabilità 4, riferimento EN 350:2016), ma dopo trattamento ad alta temperatura può raggiungere la classe di durabilità 1, “molto durabile” pari a quella di un legno tropicale resistente come il doussiè (<em>Afzelia spp.</em>)</strong>.</p>
<p>Va sottolineato <strong>che l’aumentata durabilità biologica ottenuta attraverso il trattamento termico si accompagna all’alterazione di altre proprietà del legno, in particolare a una diminuzione della resistenza meccanica</strong>, pertanto è indispensabile considerare ogni altro aspetto per decidere a che uso destinare il legno. <strong>In generale il legno termotrattato non è adatto all’uso strutturale mentre si presta agli usi in cui è richiesta una buona stabilità dimensionale e durabilità, come pavimentazioni, rivestimenti, serramenti etc</strong>.</p>
<p>La prova di laboratorio consiste nell’esporre provini ottenuti da legno segato termotrattato all’azione di funghi coltivati in laboratorio, in condizioni di umidità e temperatura favorevoli al loro sviluppo. L’esposizione ai funghi dura 4 mesi, alla fine dei quali si misura la perdita di massa dei provini di legno dovuta al biodegradamento. La norma <em>EN 350:2016 Durability of wood and wood-based products &#8211; Testing and classification of the durability to biological agents of wood and wood-based materials</em> definisce <strong>5 classi di resistenza al degrado fungino</strong> (DC, durability class) in base alla perdita di massa dei provini (Tabella 1, in basso).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-34436 aligncenter" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.25.05.png" alt="" width="511" height="226" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.25.05.png 940w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.25.05-300x133.png 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.25.05-768x340.png 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.25.05-800x354.png 800w" sizes="auto, (max-width: 511px) 100vw, 511px" /></p>
<p><strong>Le prove di Catas</strong></p>
<p>Nella Tabella 2 sono riassunti i risultati di prove di durabilità eseguite al Catas nel corso degli anni su diversi legni termotrattati. Si tratta per lo più di specie legnose di climi temperati, reperibili nelle foreste europee e nordamericane, che dopo il trattamento termico possono acquisire una durabilità paragonabile a quella di specie tropicali, il cui commercio è spesso soggetto a restrizioni a causa della minaccia di estinzione di alcune delle specie naturalmente più durabili. Nella colonna intitolata DC (natural), è indicata per ogni specie legnosa la classe di durabilità naturale ricavata dall’Allegato B della norma EN 350:2016, dove sono classificate la maggior parte delle specie legnose di importanza commerciale. Nella colonna intitolata DC (enhanced) sono presentati i risultati delle prove di durabilità condotte su diverse specie legnose sottoposte a trattamento termico a diverse temperature. Trattandosi di prove eseguite nel corso degli anni per diversi clienti, i materiali sottoposti a prova derivano da diversi processi; qui teniamo conto solo della temperatura di trattamento come parametro più significativo per l’incremento della durabilità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-34437 aligncenter" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.27.11.png" alt="" width="1346" height="972" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.27.11.png 1346w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.27.11-300x217.png 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.27.11-1024x739.png 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.27.11-768x555.png 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.27.11-800x578.png 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-04-alle-11.27.11-1280x924.png 1280w" sizes="auto, (max-width: 1346px) 100vw, 1346px" /></p>
<p>Come si vede, <strong>il trattamento termico migliora la durabilità biologica del legno, ma è importante verificare l’efficacia del processo mediante il test di laboratorio per poter ottimizzare i parametri di processo</strong>. In particolare, la temperatura di trattamento influisce drasticamente sul grado di durabilità indotto. In questo articolo si è trattato solo del legno termotrattato, ma il metodo di prova EN 113-2:2020, per il quale Catas è l’unico laboratorio accreditato in Italia, si presta anche alla valutazione della durabilità biologica di specie legnose naturali o sottoposte a qualunque altro trattamento, chimico e non, che ne alteri le proprietà naturali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2022/05/04/legno-termotrattato-durabilita-allo-studio/">Legno termotrattato: durabilità allo studio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
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