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	<title>Editoriali Archivi - I Love Parquet</title>
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	<title>Editoriali Archivi - I Love Parquet</title>
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		<title>Anto’, fa caldo (anche con il parquet?)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Galizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 12:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[parquet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">«Anto&#8217;, fa caldo». Chi non ha citato almeno una volta lo spot della Nestlé (girato da Alessandro D’Alatri) che ha lanciato Luisa Ranieri… Mente. Il marito tenta un approccio, la moglie lo respinge per il caldo e lui torna con una bottiglietta di tè freddo</p>
<p class="wp-block-paragraph">Mentre scrivo, in Italia (ma soprattutto ...</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Federica Fiorellini</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Anto&#8217;, fa caldo». Chi non ha citato almeno una volta lo spot della Nestlé (girato da Alessandro D’Alatri) che ha lanciato Luisa Ranieri… Mente. Il marito tenta un approccio, la moglie lo respinge per il caldo e lui torna con una bottiglietta di tè freddo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre scrivo, in Italia (ma soprattutto in Francia, Germania, Spagna) stiamo vivendo giornate di caldo insopportabile. Non è più un&#8217;eccezione, ma la nuova normalità di un clima che cambia. Lo “stress da calore”, che combina alte temperature e livelli di umidità, rende questa ondata particolarmente spiacevole e pericolosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si fa fatica a fare tutto, si è più irritabili, più nervosi. Io e mio figlio nell’ultima settimana ci siamo detti cose di cui credo ci vergogneremo per i prossimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le mie tecniche per combattere la canicola? Il tè freddo non lo amo, quindi mi affido a ventilatori, condizionatore (usato con moderazione), imposte chiuse nelle ore più calde e docce fredde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre cercavo di sopravvivere a queste giornate, mi sono chiesta se <strong>anche i materiali di cui ci circondiamo possano fare la loro parte</strong>. <strong>Mi sono risposta che la fanno, eccome.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il legno non abbassa la temperatura della casa e sarebbe scorretto sostenere il contrario, ma può contribuire al <strong>comfort abitativo</strong>: grazie alla sua <strong>bassa conducibilità termica</strong>, non sottrae rapidamente calore al corpo come fanno superfici più conduttive come ceramica e pietra, offrendo una sensazione di contatto più equilibrata e piacevole. II legno, poi, è un materiale igroscopico: assorbe l&#8217;umidità quando è elevata e la rilascia quando l&#8217;aria diventa più secca, contribuendo ad attenuare le oscillazioni dell&#8217;umidità relativa negli ambienti interni. Una caratteristica tutt&#8217;altro che secondaria se pensiamo che, durante le ondate di calore, è proprio l&#8217;eccesso di umidità a rendere l&#8217;afa così opprimente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca sulla <strong>biofilia aggiunge un ulteriore elemento</strong>: gli ambienti in cui il legno è protagonista sono percepiti come più accoglienti, rilassanti e confortevoli, con effetti positivi sul benessere psicofisico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, in un&#8217;epoca in cui le estati sono sempre più lunghe e le ondate di calore mettono alla prova il nostro modo di abitare, il comfort non dipende solo dai climatizzatori. Dipende anche dai materiali con cui scegliamo di vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.iloveparquet.com/2025/03/05/parquet-una-scelta-senza-tempo-eccoperche/">Il parquet</a> non promette miracoli: non raffredda l&#8217;aria e non sostituisce la tecnologia, ma, grazie alla sua capacità di regolare naturalmente l&#8217;umidità, al comfort tattile che offre e al benessere psicologico che trasmette, contribuisce a creare ambienti più piacevoli da vivere. Un valore silenzioso, spesso invisibile, ma oggi più che mai attuale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/07/pexels-szymon-shields-1503561-36189463-1024x683.jpg" alt="The freddo dell'Anto' fa caldo" class="wp-image-39963" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/07/pexels-szymon-shields-1503561-36189463-1024x683.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/07/pexels-szymon-shields-1503561-36189463-300x200.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/07/pexels-szymon-shields-1503561-36189463-768x512.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/07/pexels-szymon-shields-1503561-36189463-1536x1024.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/07/pexels-szymon-shields-1503561-36189463-2048x1365.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/07/pexels-szymon-shields-1503561-36189463-800x533.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2026/07/pexels-szymon-shields-1503561-36189463-1280x853.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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		<title>Non è una texture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 15:34:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p>Non guardavo il Festival di Sanremo da anni. Quando mio figlio era piccolo, ci piaceva sederci davanti alla tv e stilare le nostre personali classifiche: blocchetto degli appunti alla mano, davamo i voti a canzone, voce, look e alla fine decretavamo il nostro vincitore.</p>
<p>Per anni sono rimasta &#8211; felicemente &#8211; in astinenza. Fino a ...</p>
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			<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
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<p>Per anni sono rimasta &#8211; felicemente &#8211; in astinenza. Fino a ieri.</p>
<p>È capitato che quest’anno la mia amica Samantha (con l’acca) si sia incaponita con il Fantasanremo. Non c’è stato verso di farle mollare la presa: sono stata cooptata e, quindi, obbligata, a guardare la prima serata del Festival.</p>
<p>Il mio compito l’ho portato a termine. E la devo anche ringraziare, Samantha, perché senza di lei non avrei mai visto <strong>Dargen D&#8217;Amico vestito di parquet. Ho letto che la trama dell’abito riproduceva il motivo del pavimento della casa dello stilista che l’ha disegnato (una spina di pesce). Ho letto anche che il senso del “vestito-parquet” era un collegamento tra il Pinocchio di Collodi e l&#8217;Intelligenza Artificiale. Una specie di ponte tra passato e presente, tra storia e futuro</strong>.</p>
<p>Un messaggio fieramente controcorrente: non è la macchina a creare la vita, è l’amore. Credo che non avrebbe funzionato con nessun altro materiale, tutti più freddi, più perfetti forse, più replicabili.</p>
<blockquote><p>
E qui c’è qualcosa che ci riguarda. C’è qualcosa che noi che amiamo il legno (perché lo lavoriamo, lo vendiamo, lo posiamo, lo raccontiamo) sappiamo bene: <strong>il legno non è una texture, non è una stampa, non è un pattern di tendenza. È materia viva, con una storia, con una memoria</strong>.<strong>  Il legno porta dentro un errore minimo, una venatura che devia, una fibra che resiste.</strong> E forse è proprio questo che lo rende ancora così potente: in un mondo che replica all’infinito, il legno ci ricorda che l’autenticità nasce dall’imperfezione.
</p></blockquote>

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		<title>Si va avanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 09:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p>Mio figlio ha preso due 3 in latino. Il primo perché non aveva studiato. Il secondo perché sì, aveva studiato (aveva fatto tutto quello che doveva fare, si era allenato, aveva ripassato la teoria, provato versioni con un ragazzo più grande) eppure qualcosa non ha funzionato.</p>
<p>C’è stata frustrazione. La sua. E anche la mia. ...</p>
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<p>Mio figlio ha preso due 3 in latino. Il primo perché non aveva studiato. Il secondo perché sì, aveva studiato (aveva fatto tutto quello che doveva fare, si era allenato, aveva ripassato la teoria, provato versioni con un ragazzo più grande) eppure qualcosa non ha funzionato.</p>
<p>C’è stata frustrazione. La sua. E anche la mia. Perché quando fai tutto “bene”, ti aspetti almeno un piccolo risultato, non il disastro.</p>
<p>In effetti fare tutto bene è una condizione necessaria, non sufficiente. Credo che valga a scuola, nella vita, nel mercato.</p>
<p>Nel nostro settore lo sappiamo bene: <strong>puoi avere un buon prodotto, un’azienda strutturata, una rete commerciale preparata, una comunicazione curata, listini ragionati, servizio, assistenza, qualità. Poi arriva la giornata storta. Il cliente che rimanda. Il progetto che salta. Il prezzo che diventa improvvisamente “troppo alto”.</strong></p>
<p>Oppure arrivano fattori molto più grandi di noi: i dazi, le guerre, l’instabilità geopolitica, l’aumento dei costi delle materie prime, l’energia, la logistica.</p>
<p>Imprevisti. Come un compito di latino andato male nonostante lo studio. E allora che si fa? Non amo particolarmente la parola resilienza. Negli ultimi anni l’abbiamo usata troppo, è diventata una parola comoda e a volte mi chiedo se i resilienti siano in grado di guardare chi non ce la fa.</p>
<p>Detto questo, il senso resta: <strong>si va avanti. Forti del proprio bagaglio, delle competenze, dell’esperienza e di quello che si è costruito nel tempo. Nel nostro caso, forti di un prodotto che ha davvero una marcia in più</strong>.</p>
<blockquote><p>
Un materiale naturale. Durabile. Riparabile. Capace di raccontare una storia. Di creare valore. Di resistere alle mode.<br />
Non è poco, anzi. Ma forse non basta se restiamo ognuno per conto proprio, se comunichiamo in ordine sparso, se raccontiamo il parquet solo come una voce di costo o una scheda tecnica.<br />
Serve fare squadra. Serve rete. Serve un messaggio comune: raccontare insieme cos’è il parquet (e cosa non lo è), perché è “diverso”, perché merita spazio nei progetti, perché è una scelta consapevole, perché è cultura industriale, artigianale, europea.
</p></blockquote>
<p>Forse è questo il punto. <strong>Non la resilienza come slogan, ma la continuità, che si costruisce insieme. La capacità di restare, di tenere la rotta, non da soli, anche quando il risultato non arriva subito</strong>. Nel mercato, come a scuola.</p>

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		<title>Le nuove parole del parquet (cosa è cambiato? L’amore)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 14:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale I Love Parquet]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Fiorellini]]></category>
		<category><![CDATA[I love Parquet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p>Me lo ha chiesto qualche giorno fa Renza Altoè Garbelotto, con la semplicità delle sfide importanti: “<em>Quali sono, oggi, le parole del parquet? Com’è cambiato il nostro modo di raccontarlo?</em>”.</p>
<p>Ci ho pensato. A lungo.</p>
<p>Ho ripensato a quando, neolaureata, varcavo con timidezza la soglia di una casa editrice tecnica. Il mio primo compito è stato ...</p>
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			<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-38806 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/fede-copia-3-734x1024.jpg" alt="" width="264" height="369" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/fede-copia-3-734x1024.jpg 734w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/fede-copia-3-215x300.jpg 215w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/fede-copia-3-768x1072.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/fede-copia-3-1101x1536.jpg 1101w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/fede-copia-3-1468x2048.jpg 1468w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/fede-copia-3-800x1116.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/fede-copia-3-1280x1786.jpg 1280w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/fede-copia-3-scaled.jpg 1835w" sizes="auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px" />Me lo ha chiesto qualche giorno fa Renza Altoè Garbelotto, con la semplicità delle sfide importanti: “<em>Quali sono, oggi, le parole del parquet? Com’è cambiato il nostro modo di raccontarlo?</em>”.</p>
<p>Ci ho pensato. A lungo.</p>
<p>Ho ripensato a quando, neolaureata, varcavo con timidezza la soglia di una casa editrice tecnica. Il mio primo compito è stato quello di leggere e fare “editing”: capire, sfoltire, armonizzare gli articoli dei collaboratori.</p>
<p>Fascia, bindello, listone, due strati, parquet massiccio, primer, rasante, rigatino, fiammato, prima e seconda scelta, durezza, stabilità dimensionale… E poi merbau, doussié, afrormosia, iroko. <strong>I pavimenti in legno si raccontavano così: misure, specie legnose, caratteristiche tecniche e prestazionali, schemi di posa, sistemi di posa.</strong></p>
<p>Leggevo questi termini con soggezione. Il più delle volte dovevo chiedere a qualche collega di decifrarli per me.<br />
Mi affacciavo su un mondo preciso, fatto di sapere artigiano e industria. Capivo che dietro c’erano competenze, tecnologia, mani esperte anche.</p>
<p>Sono passati quasi trent’anni.</p>
<p><strong>Dieci anni fa nasceva I Love Parquet. È nata da una sfida importante: l’edilizia stava cambiando, il modo di acquistare stava cambiando, il ruolo della stampa tecnica stava cambiando. Il mondo stava cambiando. E io ho dovuto cambiare con lui,</strong> ripensare il mio mestiere di giornalista specializzata.</p>
<p><strong>Più che spiegare, ho imparato ad ascoltare. Più che definire, a raccontare.</strong></p>
<p>Quali sono oggi le parole del parquet?</p>
<blockquote><p>
Sono parole che parlano di emozioni, perché il legno non si sceglie solo con la testa. Questo lo abbiamo capito.<br />
Sono parole che toccano i cinque sensi.<br />
Sono parole che raccontano di cura, di silenzio, di scelte consapevoli.<br />
Sono parole che parlano di economia circolare, perché ciò che nasce dalla natura può (se lavorato con intelligenza) tornare alla natura senza sprechi.<br />
Sono parole che raccontano di stoccaggio di CO₂ e di sostenibilità, perché ogni tavola di legno racchiude in sé una responsabilità verso il pianeta.<br />
E sono parole che parlano di bellezza. Non una bellezza effimera, ma quella che coincide con la bontà, come dicevano i Greci: ciò che è bello è anche buono, giusto, duraturo.<br />
E, infine, sono parole che parlano di gioia. Perché non c’è niente di più bello che entrare in casa, togliersi le scarpe e sentire sotto i piedi la materia viva del legno.
</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oggi, raccontare il parquet non significa solo descriverlo. Significa farlo amare. Questo è cambiato.</strong></p>
<p><strong>Se vogliamo che diventi un lovemark, dobbiamo cambiare linguaggio. Imparare a dire tutto quello che una scheda tecnica non può contenere.</strong></p>
<p>E forse, oggi più che mai, è questo il compito più bello del mio mestiere. E del vostro.</p>

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</div><p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/07/02/le-nuove-parole-del-parquet-cosa-e-cambiato-lamore/">Le nuove parole del parquet (cosa è cambiato? L’amore)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
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		<item>
		<title>Passaggi</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2025/05/20/passaggi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=passaggi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 14:07:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Fiorellini]]></category>
		<category><![CDATA[I love Parquet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p>Mentre scrivo queste poche righe è appena passata la Pasqua. L’ho trascorsa a casa, insieme a mio figlio, ci siamo dedicati alle grandi pulizie: togliere qualcosa di vecchio per fare spazio a ciò che verrà.</p>
<p>Trovo che, anche per chi non crede, Pasqua resti una parola densa, potente: deriva dal greco pascha e prima ancora ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-38317 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2017/04/federica.jpg" alt="" width="252" height="352" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2017/04/federica.jpg 734w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2017/04/federica-215x300.jpg 215w" sizes="auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px" />Mentre scrivo queste poche righe è appena passata la Pasqua. L’ho trascorsa a casa, insieme a mio figlio, ci siamo dedicati alle grandi pulizie: togliere qualcosa di vecchio per fare spazio a ciò che verrà.</p>
<p>Trovo che, anche per chi non crede, Pasqua resti una parola densa, potente: deriva dal greco pascha e prima ancora dall’aramaico pasah, che significa “passare oltre”.</p>
<p><strong>Quella del passaggio mi sembra un’immagine più attuale che mai, anche per il nostro settore.</strong></p>
<p>Leggendo i dati dell’ultimo report FEP (li trovate <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/04/22/fep-mercato-del-parquet-ripresa-timida-ma-stabile-in-europa/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>), ho pensato che <strong>in fondo anche l’industria del parquet sta vivendo un suo “passaggio”. Non una rinascita clamorosa, non un boom, un momento di lento riassestamento, che arriva dopo mesi faticosi, con mercati fermi, prezzi in salita e un futuro sempre più difficile da leggere</strong>.</p>
<p>Ci sono alcuni segnali incoraggianti: <strong>in Austria e in Germania, per esempio, è tornato l’interesse per le ristrutturazioni. I dazi provvisori dell’UE contro le importazioni dalla Cina iniziano a fare il loro effetto. In Italia, il mercato tiene, pur con mille “se”</strong>.</p>
<p>Eppure il quadro resta frammentato, fragile, ancora troppo esposto alle turbolenze geopolitiche e alle incertezze economiche. Sappiamo che basta poco per far tornare l’insicurezza.</p>
<p><strong>Ma forse è proprio questo il senso del “passaggio”. Non un salto netto dal buio alla luce, ma un tratto di strada in cui ci si guarda attorno, si cerca equilibrio, si ascoltano i segnali. Anche quelli deboli.</strong></p>
<p><strong>E ci si prepara, magari in silenzio, a ciò che verrà dopo.</strong></p>
<p>Credo che il nostro compito, come operatori del settore (penso a chi produce, a chi vende, a chi posa, a noi che facciamo comunicazione), sia anche questo: non solo reagire, ma accompagnare il cambiamento, con pazienza, lucidità e possibilmente con una certa dose di fiducia.</p>
<p><strong>Perché il legno, più di qualsiasi altro materiale, ci insegna che la solidità nasce nel tempo, anello dopo anello.</strong><br />
<strong>Buona primavera a tutti. E buon passaggio.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Made in Italy: il riferimento di qualità per il nostro mercato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 12:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale senza garbelotto]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Pavimenti di Legno di Edilegno/FederlegnoArredo]]></category>
		<category><![CDATA[Monitor gennaio-settembre 2024 elaborato dal Centro Studi di FederlegnoArredo]]></category>
		<category><![CDATA[Renza Altoè Garbelotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Renza Altoè Garbelotto</em><br />
<em>Consigliere Incaricato Gruppo Pavimenti di Legno di Edilegno/FederlegnoArredo</em></p>
<p>Il 2024 non è stato un anno facile per il settore dei pavimenti di legno. I dati del Monitor gennaio-settembre 2024 elaborato dal Centro Studi di FederlegnoArredo su un campione rappresentativo di aziende parlano chiaro: da gennaio a settembre il fatturato ha subito un calo del ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Renza Altoè Garbelotto</em><br />
<em>Consigliere Incaricato Gruppo Pavimenti di Legno di Edilegno/FederlegnoArredo</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-38279 alignleft" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/foto-renza-684x1024.jpg" alt="" width="367" height="550" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/foto-renza-684x1024.jpg 684w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/foto-renza-200x300.jpg 200w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/foto-renza-768x1150.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/foto-renza-1025x1536.jpg 1025w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/foto-renza-1367x2048.jpg 1367w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/foto-renza-800x1198.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/foto-renza-1280x1917.jpg 1280w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/foto-renza.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 367px) 100vw, 367px" />Il 2024 non è stato un anno facile per il settore dei pavimenti di legno. I dati del <strong>Monitor gennaio-settembre 2024 elaborato dal Centro Studi di FederlegnoArredo</strong> su un campione rappresentativo di aziende parlano chiaro: <strong>da gennaio a settembre il fatturato ha subito un calo del 4,7%</strong>, segno di un rallentamento generale del mercato. Tuttavia, <strong>un elemento di forza rimane saldo: le esportazioni</strong>.</p>
<p>Il made in Italy continua a essere un riferimento di qualità a livello internazionale, con una domanda costante da parte di mercati esteri che riconoscono il valore e l&#8217;eccellenza dei nostri prodotti. L’andamento delle importazioni e delle esportazioni, nondimeno, evidenzia un quadro complesso. <strong>Se da un lato abbiamo assistito a una contrazione delle importazioni dalla Cina (-7,6%), dall’altro si registra un aumento significativo (+160%) dei prodotti provenienti dall’Ungheria</strong>. Questa variazione potrebbe essere dovuta a molteplici fattori, tra cui le difficoltà logistiche, come la temporanea chiusura del Canale di Suez e l’aumento dei costi dei noli, ma anche alle sempre più approfondite indagini antidumping nei confronti delle importazioni cinesi. Tale scenario potrebbe, nel lungo periodo, destabilizzare ulteriormente il mercato europeo e innescare una competizione interna complessa.</p>
<p><strong>Uno dei temi centrali del 2025 sarà senza dubbio quello dei dazi.</strong> L’Unione Europea sta cercando di tutelare i propri produttori e garantire un mercato più equo, ma la situazione rimane complessa. Da una parte, la Federazione Europea del Parquet (FEP), sotto la guida del Presidente e mio caro amico Lorenzo Onofri, ha promosso un’azione antidumping nei confronti della Cina, portando all’imposizione di una tassa superiore al 49% sulle importazioni di parquet cinese. Dall’altra, in attesa di avere maggiori dettagli sulle future politiche commerciali americane, <strong>si prospetta il rischio di nuovi dazi sulle esportazioni europee verso gli Stati Uniti</strong>. La necessità di bilanciare la protezione del mercato interno con la salvaguardia dell’export rende il contesto particolarmente delicato per gli operatori del settore.</p>
<p>In questo scenario, il ruolo di FederlegnoArredo diventa sempre più cruciale: <strong>la Federazione sta lavorando attivamente per tutelare gli interessi di tutti i suoi associati</strong>, ma il contesto globale in continuo mutamento rende il compito non semplice. <strong>La sfida per il 2025 sarà quindi quella di difendere il valore del made in Italy</strong>, continuando a promuoverlo sia sul mercato nazionale sia all’estero.</p>
<blockquote><p>Per affrontare queste sfide, sarà fondamentale sensibilizzare il consumatore finale sull’importanza della filiera produttiva e della qualità dei materiali. Solo attraverso una maggiore consapevolezza si potrà contrastare la diffusione di prodotti non sostenibili o di rivestimenti sintetici che rischiano di danneggiare l’immagine del parquet, facendolo apparire come un materiale difficile da gestire.</p></blockquote>
<p>La strada per il futuro del nostro settore passa attraverso investimenti in qualità, sostenibilità e trasparenza. <strong>Il legno è sinonimo di vita, bellezza e tradizione: valori che dobbiamo proteggere e promuovere a livello globale.Viva il legno! Viva la qualità! Viva il made in Italy!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Combattiamo il brain rot con un albero?</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2025/01/22/combattiamo-il-brain-rot-con-un-albero/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=combattiamo-il-brain-rot-con-un-albero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 09:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale Federica fiorellini]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Fiorellini]]></category>
		<category><![CDATA[I love Parquet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p>Avete già sentito parlare di brain rot? Io ultimamente questa espressione la trovo ovunque. È la parola dell&#8217;anno 2024 secondo Oxford Dictionary. Tradotta sarebbe “marciume cerebrale”, in poche parole si tratta del deterioramento dello stato mentale o intellettuale di una persona a causa del consumo eccessivo di contenuti (online) di bassa qualità.</p>
<p>Tra i vari ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/01/22/combattiamo-il-brain-rot-con-un-albero/">Combattiamo il brain rot con un albero?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-38154 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/01/fede-copia-734x1024-2.jpg" alt="" width="269" height="376" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/01/fede-copia-734x1024-2.jpg 734w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/01/fede-copia-734x1024-2-215x300.jpg 215w" sizes="auto, (max-width: 269px) 100vw, 269px" />Avete già sentito parlare di <strong>brain rot</strong>? Io ultimamente questa espressione la trovo ovunque. È la parola dell&#8217;anno 2024 secondo Oxford Dictionary. Tradotta sarebbe “marciume cerebrale”, in poche parole<strong> si tratta del deterioramento dello stato mentale o intellettuale di una persona a causa del consumo eccessivo di contenuti (online) di bassa qualità</strong>.</p>
<p>Tra i vari commenti che ho trovato in rete, mi ha colpita una chiosa del presidente di Oxford languages: «<em>Il brain rot riflette uno dei pericoli percepiti della vita virtuale e del modo in cui utilizziamo il nostro tempo libero</em>».</p>
<p>Il tempo libero è un concetto strano, talmente prezioso che può spaventare, così lo riempiamo di hobby, gite, shopping o di scrolling infinito. La prima pietra non la scaglio, perché sono la prima a peccare, autoassolvendomi naturalmente, “perché mi serve per lavoro”, salvo poi fare la morale a mio figlio adolescente sui danni della dipendenza da smartphone.</p>
<p>Ma forse non tutto è perduto.</p>
<p>Con l’adolescente di cui sopra sono stata recentemente all’open day di un liceo classico milanese e grazie a un professore di latino un po’ fuori dagli schemi ho riscoperto la parola latina <strong><em>Otium</em>, un concetto antico romano che si riferisce a un tempo di riposo e di riflessione, un tempo per l&#8217;educazione, la cultura e la contemplazione filosofica (al contrario di Negotium, il tempo delle attività pubbliche, del lavoro)</strong>.</p>
<p><strong>La mia alternativa allo scroll sta diventando la raccolta (e la contemplazione) di libri sugli alberi.</strong> Ho scoperto che mi fa stare bene anche solo sfogliarli. Ogni pagina è un ponte tra pensiero e materia. Come il legno forse: radice e prodotto di un ciclo vitale.</p>
<p>E il parquet cosa c’entra? Non so, p<strong>ensavo che se per ogni parquet acquistato regalassimo un libro sulla natura contribuiremmo a diffondere consapevolezza sul valore del legno, non solo come risorsa, ma come simbolo vivente di tempo, crescita, bellezza e rispetto per il nostro pianeta</strong>.</p>
<p>PS: comunque il classico il ragazzotto ha deciso che non lo farà, il prof di latino l’ha annoiato molto. Mi metto l’animo in pace.</p>
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		<title>Il legno è “human friendly”?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 09:35:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Longo]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Fiorellini]]></category>
		<category><![CDATA[I love Parquet]]></category>
		<category><![CDATA[Il legno è “human friendly”]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardini22]]></category>
		<category><![CDATA[neuroscienze e architettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p>Il bello di questo mestiere è che impari ogni giorno cose nuove. Devi tenere le antenne drizzate, aver voglia di ascoltare e lasciare la mente libera di percorrere strade laterali. Ma poi impari.</p>
<p>Lo scoglio più grande, nel mio caso, è la pigrizia.</p>
<p>Sono pigra. Pigra e solitaria direi, il mio posto del cuore è la ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-37642 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/11/fede-copia-734x1024.jpg" alt="" width="240" height="335" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/11/fede-copia-734x1024.jpg 734w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/11/fede-copia-215x300.jpg 215w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/11/fede-copia-768x1072.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/11/fede-copia-1101x1536.jpg 1101w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/11/fede-copia-1468x2048.jpg 1468w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/11/fede-copia-800x1116.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/11/fede-copia-1280x1786.jpg 1280w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/11/fede-copia-scaled.jpg 1835w" sizes="auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px" /><em>Federica Fiorellini</em></p>
<p>Il bello di questo mestiere è che impari ogni giorno cose nuove. Devi tenere le antenne drizzate, aver voglia di ascoltare e lasciare la mente libera di percorrere strade laterali. Ma poi impari.</p>
<p>Lo scoglio più grande, nel mio caso, è la pigrizia.</p>
<p>Sono pigra. Pigra e solitaria direi, il mio posto del cuore è la scrivania di casa (che poi è un vecchio tavolo da cucina in legno). Mi salvano la curiosità e un po’ di disciplina. Curiosità e disciplina che mi hanno fatto accettare, qualche settimana fa, l’invito di <strong>Gaetano Milizia</strong>, responsabile <strong>EdilegnoArredo per Federlegno</strong>: “<em>Vorremmo invitarti a un convegno che si terrà a Mestre venerdì prossimo. Discuteremo di comfort e benessere abitativo come aspetti fondamentali della sostenibilità. Credo che potrebbe interessarti</em>”.</p>
<p>Era il primo, caldo, venerdì pomeriggio di luglio; dopo aver passato in rassegna (come da mio copione personale) un lungo elenco di deterrenti, ho accettato.</p>
<p>La cosa più interessante che ho imparato a Mestre è che<strong> l’applicazione delle neuroscienze (ma anche dell’antropologia, della biologia, della psicologia) al mondo del progetto è una realtà</strong>. Una realtà in divenire, ma sempre più “raffinata”. Me lo ha insegnato <strong>Alessandro Longo</strong>, Senior Architect di <a href="https://www.lombardini22.com" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lombardini22</strong></a>. Un architetto rigeneratore si definisce, quello che ho colto di lui è un approccio gentile, appassionato e sincero alla professione (magari su uno dei prossimi numeri gli propongo un’intervista). Longo ci ha raccontato di come <strong>Lombardini22, attraverso le neuroscienze, studi da anni l’influenza dell’ambiente costruito sulle nostre emozioni, con l’obiettivo di migliorare gli spazi che progetta</strong>.</p>
<p>Mi si è aperto un mondo. Sembra un concetto da poco, ma non è banale.</p>
<blockquote><p>Perché uno spazio ci fa star bene e un altro, per esempio, ci fa stancare? Quali variabili entrano in gioco: forme, colori, spazi, materiali?</p></blockquote>
<p>Ho scoperto, facendo un po’ di zapping sul web, che n<strong>el 2019 il CNR ha avviato un progetto di ricerca proprio Insieme a Lombardini22 (i cui esiti sono stati pubblicati sui <em>Proceedings of the National Academy of Sciences</em>), per indagare come lo spazio architettonico influenza i processi cerebrali degli esseri umani</strong>.</p>
<blockquote><p>L’espressione “sentirsi a casa” racconta le emozioni che proviamo nel luogo in cui viviamo: ma se oggi è possibile analizzare “scientificamente” queste emozioni, perché non tentiamo di studiare (insieme a CNR?) l’influenza del legno su di esse? Ci proviamo? Ne trarrebbe vantaggio tutta la filiera del legno-arredo.</p></blockquote>
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		<title>Sono tempi complessi, ma noi dobbiamo esserci</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2024/06/28/sono-tempi-complessi-ma-noi-dobbiamo-esserci/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sono-tempi-complessi-ma-noi-dobbiamo-esserci</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 12:26:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Federlegno]]></category>
		<category><![CDATA[FEP]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Onofri]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente FEP]]></category>
		<category><![CDATA[procedura antidumping parquet]]></category>
		<category><![CDATA[ssemblea Generale di FEP]]></category>
		<category><![CDATA[Wood 4 Real]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è appena conclusa l’Assemblea Generale di FEP (la Federazione Europea del Parquet), che quest’anno si è svolta nella splendida città di Vienna, un luogo dal grande fascino e tradizione, che ha fatto però da cornice a un evento caratterizzato da molte note purtroppo negative e da grandi incertezze sul cammino che ci aspetta.</p>
<p>Sembra davvero ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-37629 alignleft" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/06/Lorenzo-copia-849x1024.jpg" alt="" width="262" height="316" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/06/Lorenzo-copia-849x1024.jpg 849w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/06/Lorenzo-copia-249x300.jpg 249w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/06/Lorenzo-copia-768x926.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/06/Lorenzo-copia-1274x1536.jpg 1274w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/06/Lorenzo-copia-1699x2048.jpg 1699w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/06/Lorenzo-copia-800x964.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/06/Lorenzo-copia-1280x1543.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px" />Si è appena conclusa l’Assemblea Generale di FEP (la Federazione Europea del Parquet), che quest’anno si è svolta nella splendida città di Vienna, un luogo dal grande fascino e tradizione, che ha fatto però da cornice a un evento caratterizzato da molte note purtroppo negative e da grandi incertezze sul cammino che ci aspetta.</p>
<p><strong>Sembra davvero sia molto difficile fare delle previsioni attendibili sul futuro viste le variabili globali in campo</strong>: i conflitti in atto, le elezioni americane di autunno, i nuovi equilibri politici europei, i tassi di interesse ancora incomprensibilmente molto alti e altro ancora.</p>
<p>Sono tempi complessi, che sicuramente preoccupano le aziende del comparto, ma anche tempi maturi per fare delle riflessioni ancora più profonde su come agire e come reagire a questi mutamenti, visto che comunque il mondo va avanti, con o senza di noi. Non di sono dubbi: noi dobbiamo esserci.</p>
<p><strong>Con l’Assemblea Generale FEP abbiamo dimostrato il valore dell’associazionismo</strong>, specie in periodi come quello che stiamo vivendo, in cui non si sa quale direzione prendere. La partecipazione all’evento è stata molto alta, ma soprattutto abbiamo condiviso idee e progetti concreti che stanno dando un segnale forte di quale direzione si stia prendendo.</p>
<p><strong>La procedura antidumping si sta concretizzando</strong>; il progetto iniziale, portato avanti da 23 aziende, è stato reso pubblico e ora deve essere promosso intensamente, per sensibilizzare la partecipazione di più produttori europei possibili e contribuire così a una giusta causa, che porterà beneficio a tutto il comparto. In FEP stiamo spingendo anche a livello di singole associazioni nazionali, affinché si prodighino facendo incontri (con associati e non), per promuovere il progetto. A questo proposito, lo scorso 19 giugno abbiamo fatto una riunione in Italia, con il contributo di FederlegnoArredo e di Renza Altoè Garbelotto, Consigliere incaricato del Gruppo Pavimenti.</p>
<p><strong>Ma tanti altri sono i temi che ci vedono coinvolti come associazione di categoria in Europa, per affrontare problematiche serie e concrete come quella della certificazione EUDR</strong>, che così come approvata dalla CE risulta essere frutto di “utopia ideologica”, priva di qualsiasi senso pratico. Con FEP, insieme a tutto il settore legno e non solo, ci stiamo impegnando fortemente per cambiarla o per lo meno rinviarla, rispetto alla data di entrata in vigore (gennaio 2025).</p>
<p><strong>Stessa cosa stiamo facendo con il progetto “Wood 4 Real”, con il quale vogliamo sensibilizzare la CE ad affrontare le attuali lacune legali che consentono l’uso improprio dei termini ‘legno’ o ‘parquet’</strong> per prodotti che sono solo squallide imitazioni di quello che facciamo noi, favorendo una comunicazione ingannevole verso il consumatore finale, spesso molto poco informato su quello che acquista.</p>
<p>Insomma, i progetti ai quali stiamo lavorando sono davvero molti e sarebbe impossibile sintetizzarli qui, progetti a tutela di tutto il comparto, anche di tutte quelle aziende non associate, né a livello nazionale né europeo, che spesso sentiamo dire: “Ma cosa ci guadagno ad associarmi?”, “Ma l’associazione in fondo cosa mi dà?”. Beh, questa è la dimostrazione che <strong>le associazioni sono fatte di associati e che se questi ultimi vogliono concretamente fare delle cose a livello istituzionale, di lobby o comunque di interesse comune del settore, l’unico modo per farlo è tramite un soggetto terz</strong>o, FEP in questo caso, o FederlegnoArredo in ambito italiano, due realtà che danno vita e concretezza a tutte queste energie, altrimenti deboli e disperse.</p>
<p><strong>Ci aspettano tempi duri, ma, come si dice di questi tempi, abbiamo imparato cos’è la resilienza.</strong></p>
<p><em>Lorenzo Onofri, presidente FEP</em></p>
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		<title>Amiamolo sempre di più!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 16:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><em>Renza Altoè Garbelotto</em><br />
<em>Consigliere Incaricato Gruppo Pavimenti di Legno di Edilegno/FederlegnoArredo</em></p>
<p>Diamogli forza, importanza, fiducia, crediamo il lui! Sosteniamolo!<br />
Chi? Lui, il nostro compagno di avventure, conoscenze, inclusioni.</p>
<p>Rispettiamolo sempre, solo così ci darà grandi soddisfazioni. Parliamo di lui con tutti: amici, parenti, conoscenti, con i nostri collaboratori e con i nostri clienti.</p>
<p>Ma parliamo di lui positivamente, di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Renza Altoè Garbelotto</em><br />
<em>Consigliere Incaricato Gruppo Pavimenti di Legno di Edilegno/FederlegnoArredo</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-36633 alignleft" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/02/Renza-nuova-1024x890.jpg" alt="" width="436" height="379" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/02/Renza-nuova-1024x890.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/02/Renza-nuova-300x261.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/02/Renza-nuova-768x668.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/02/Renza-nuova-1536x1335.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/02/Renza-nuova-2048x1780.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/02/Renza-nuova-800x695.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2024/02/Renza-nuova-1280x1113.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 436px) 100vw, 436px" /><strong>Diamogli forza, importanza, fiducia, crediamo il lui! Sosteniamolo! </strong><br />
<strong>Chi? Lui, il nostro compagno di avventure, conoscenze, inclusioni.</strong></p>
<p>Rispettiamolo sempre, solo così ci darà grandi soddisfazioni. <strong>Parliamo di lui con tutti: amici, parenti, conoscenti, con i nostri collaboratori e con i nostri clienti.</strong></p>
<p>Ma parliamo di lui positivamente, di tutto il bello che ha e che può offrirci.</p>
<p><strong>Parliamo dei suoi grandi valori, dalla sostenibilità al rispetto, fino alle sensazioni e alle emozioni che solo con un lieve tocco di dita o con un’occhiata curiosa sa offrire.</strong> Lui, il parquet, il nostro amato pavimento in legno.</p>
<p>Potrei continuare fino a scrivere un “librone” su quanto lo amo e spero sia così anche per voi cari lettori.<br />
<strong>Perché solo così &#8211; parlandone, sostenendolo, amandolo &#8211; possiamo contrastare chi lo vuole sostituire con altri materiali, per motivi che non sto nemmeno a raccontare, o chi lo teme (ma chi può temere la Natura?) o ancora chi non comprende appieno il suo vero valore.</strong></p>
<p>Si è concluso un anno complicato e ne è appena iniziato un altro non meno problematico, basti pensare alle guerre in atto, alle difficoltà di transito nel Canale di Suez e al suo temuto blocco, allo stop agli incentivi, ai tassi di interesse. È noto a tutti che la Germania attraversa una fase di recessione totale, evidenziando una fragilità diffusa negli scenari europei.</p>
<p>I dati 2023 del nostro codice Ateco portano un segno “meno” davanti alle cifre e certo non è un buon inizio anno. Ma sono certa che tutti noi sapremo trovare strategie idonee per superare, insieme, anche questo periodo di incertezza.</p>
<p>Per questo motivo è importante che tutti noi difendiamo le nostre quote di mercato e non permettiamo ad altri materiali di toglierci spazio.</p>
<p><strong>Ribadisco: parliamo più che possiamo del nostro amato legno, facciamo innamorare il diffidente, ignoriamo lo speculatore, mostriamoci come siamo veramente…unici! Perché? I LOVE PARQUET!</strong></p>
<p><strong>Buon 2024 a tutti voi. A tutti noi!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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