Nasce in Lombardia la prima Università del Bosco

Coltivare il futuro delle nuove generazioni, offrendo ai ragazzi opportunità professionali legate al diretto contatto con la natura, alle pratiche sostenibili e al recupero dei saperi del mondo contadino. Nasce a Monte di Brianza la Libera Università del Bosco, un centro formativo e aggregativo aperto ai giovani e a tutta la comunità.

Dopo l’Asilo nel Bosco, arriva l’Università del Bosco (LUB) a Monte di Brianza (gruppo collinare prealpino in provincia di Lecco) dove ragazzi e adulti avranno l’opportunità di riscoprire il patrimonio ambientale autoctono, ritrovare il contatto con la natura e i suoi ritmi, riappropriarsi delle pratiche sostenibili legate a tradizioni e saperi del mondo contadino.

Il progetto della LUB parte da un’idea della cooperativa sociale Liberi Sogni” onlus – fondata nel 2006 e attiva nelle province di Lecco, Monza-Brianza e Bergamo – e ha lo scopo di incoraggiare il contatto delle nuove generazioni con la natura e i suoi ritmi, realizzare un futuro sostenibile attraverso la riscoperta delle buone pratiche e del lavoro manuale, valorizzare competenze e risorse per poter affrontare in modo efficace le problematiche ambientali.

Qualche anno fa – racconta Adriana Carbonaro della cooperativa – parlando dello stato di abbandono e assenza di manutenzione delle aree prealpine, ci siamo detti che sarebbe stato bello avere a disposizione un ecosistema come quello di un bosco da rivitalizzare e custodire insieme a comuni, scuole, associazioni e professionisti locali, in modo da incoraggiare il contatto con la natura di giovani e adulti, trasmettere pratiche ecosostenibili e creare una relazione armoniosa di lungo periodo tra comunità e territorio. Così abbiamo iniziato a chiedere ad istituzioni ed enti locali se avessero aree naturali da rispristinare e abbiamo suscitato l’interesse del Comune di Valgreghentino, in provincia di Lecco, che ci ha affidato il versante del Monte di Brianza facente parte del suo territorio. Sin dalla prima fase del progetto abbiamo coinvolto istituzioni locali, scuole, famiglie, associazioni, protezione civile, comunità montana, alpini, professionisti e, tutti insieme, abbiamo rivitalizzato un bosco che era in stato di totale abbandono da oltre mezzo secolo: l’ultimo taglio documentato, infatti, risale agli anni ’50. Grazie all’aiuto di agronomi ed esperti del settore, sono stati effettuati tagli selettivi, è stato ripristinato un antico castagneto e aperto un sentiero con aree attrezzate e, a fine 2014, il bosco impenetrabile è diventato un luogo accogliente e vissuto dalla comunità. Oggi come oggi, passeggiare nei boschi, conoscere i borghi di montagna, recuperare ritmi di vita lenti e in sintonia con la natura può sembrare stravagante e un po’ ‘crazy’: da qui il nome Crazy-bosco, un bosco che ospita progetti educativi, culturali e ambientali, laboratori di auto-costruzione e auto-produzione, trekking, arrampicate sugli alberi, campi estivi”.

Dal 2014 il Crazy-bosco si è progressivamente esteso dal Comune di Valgreghentino ai comuni limitrofi di Airuno e Colle Brianza e alle aziende agricole locali e un privato, proprietario di un prato ai piedi del bosco, lo ha messo a disposizione del progetto in comodato d’uso. “Il territorio del Monte di Brianza è caratterizzato da una vasta e meravigliosa biodiversità e le potenzialità dell’area sono enormi, ma – spiega Carbonaronecessita di manutenzione e cure continue ed è per questo che è partita la seconda fase del progetto. Si tratta della nascita della Libera Università del Bosco, un centro formativo e aggregativo aperto ai giovani e a tutta la comunità. La LUB ha il compito di sviluppare competenze e risorse per poter affrontare le varie problematiche ambientali e recuperare le pratiche virtuose e sostenibili del mondo contadino e trasmettere i saperi custoditi dagli anziani che rischiano di andare perduti per sempre”.

La LUB sta prendendo vita sia grazie al bando “Comunità Resilienti 2017″ sia grazie all’adesione e al contributo di enti locali, istituzioni, associazioni, aziende agricole, scuole e a tanti privati cittadini. In questa fase, le priorità del progetto sono: la ristrutturazione di un fabbricato rurale situato nel territorio di Airuno che diventerà la sede della LUB all’interno del Crazy-bosco stesso e l’implementazione di due azioni importanti che si chiamano “Adotta un sentiero” (salvaguardia e connessione della rete sentieristica e creazione di itinerari naturalistici, storici e artistici ad opera delle comunità locali) e “Adotta un rio” (mappatura e pulizia di alvei e canali di scolo, in un’ottica di prevenzione del rischio idrogeologico).

La LUB – conclude Carbonaro – vuole offrire opportunità professionali legate al diretto contatto con la natura e coltivare il futuro delle nuove generazioni: attraverso i corsi, seminari e interventi sul campo, i giovani saranno in grado di tornare a prendersi cura di sentieri e torrenti; inoltre impareranno a costruire muretti a secco, a potare e innestare i castagni, a riconoscere le erbe selvatiche, a mettere a cultura le terre incolte, a produrre miele e marmellate. Siamo consapevoli che prenderci cura dei luoghi in cui viviamo significa prenderci cura di noi stessi e siamo convinti che il ‘sogno’ sia il più potente e irriducibile motore di cambiamento e di crescita”.

Fonte: Italia Che Cambia



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