Country-house all’italiana

Nel cuore delle Marche, un antico borgo diroccato è stato sapientemente riqualificato da due liberi professionisti milanesi, che lo hanno trasformato in una struttura ricettiva ospitale e all’avanguardia.

L’ambizioso progetto di recupero di Borgo della Spiga ha portato alla completa ridefinizione delle antiche strutture sia da un punto di vista architettonico che funzionale, trasformando la grande casa colonica in un B&B e il vecchio ricovero attrezzi in due accessoriati loft affittabili. Gli esterni, caratterizzati da una piscina panoramica mozzafiato, sono stati resi ancora più esclusivi da un’accessoriata zona relax, che permette di godere appieno del territorio collinare circostante. Progettata interamente dal committente, l’area dedicata al riposo degli ospiti è stata allestita valorizzando l’attenzione al dettaglio che caratterizza tutto il borgo. Alla linearità prospettica del pergolato e del pavimento, infatti, sono state affiancate le forme arrotondate degli arredi MT disegnati da Ron Arad, in perfetta armonia con la pienezza seduttiva della campagna marchigiana.

Scelto nella calda colorazione Brown, il pavimento Externo di Woodco unisce tecnologia e sostenibilità, a supporto della filosofia green che alimenta tutta la country-house. Realizzato con il 60% di farina di bambù, Externo è stato scelto perché resiste all’invecchiamento, agli agenti atmosferici, alle macchie, ai funghi, alle muffe, ai batteri, ai microrganismi marini e agli insetti. Inoltre, non ingrigisce, non marcisce e non viene alterato né dall’acqua che gela, né dai raggi UV del sole. Ideale per rivestire il bordo piscina, i camminamenti circostanti, terrazze e vialetti, Externo è un pavimento completamente sicuro: la superficie è antiscivolo anche se bagnata e le sue proprietà antisdrucciolo non consentono la formazione di schegge, offrendo la possibilità di camminare piacevolmente a piedi nudi.

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Scheda progetto

Realizzazione: area piscina di Borgo della Spiga
Località: Saltregna, Cingoli (MC)
Anno di ultimazione: 2016
Superficie: 35 mq
Committenti: Andrea Magro e Deborah Migliorini
Pavimento: Externo di Woodco, colore Brown
Dimensioni: 2200x140x20 mm la singola doga

Quando wood fa rima con food

Il calore e l’accoglienza del pavimento in vero legno incontrano la buona cucina nel ristorante La Pariolina di Roma.

La Pariolina nasce dalla volontà di Gino Cuminale e Dany Di Giuseppe di realizzare un locale che potesse diventare ambasciatore della cucina made in Italy e della migliore pizza napoletana e romana.

Il ristorante nasce in viale Parioli alla fine degli anni ’60 e, se prima era un punto di riferimento solo per gli abitanti della zona, oggi è diventato crocevia di uomini d’affari, turisti e cittadini romani di altri rioni.

Il menù è quello di Andrea Di Raimo, chef che prende spunto dalla tradizione per proporre, in alcuni casi personalizzandoli, i grandi classici della cucina italiana. Fra questi c’è anche la pizza, piatto che rappresenta l’altra faccia della medaglia del locale e che, con altrettanta cura e qualità, la pizzaiola doc Carmela Piccolo rielabora nel forno a legna combinando sapori e ingredienti.

Al centro dell’offerta de La Pariolina spiccano le materie prime del patrimonio gastronomico italiano, con sorprendenti ricette di terra e di mare. Il giovane chef, che ha alle spalle diverse esperienze nella ristorazione romana, riesce a soddisfare i palati più esigenti. Senza perdere di vista i piatti a base di carne, il suo tocco si apprezza anche quando si rivolge ai vegetariani. Nel suo lavoro spicca la volontà di proporre una cucina attenta all’alimentazione sana, alle giuste cotture, al rispetto dei cicli naturali del prodotto, allo studio e alla ricerca, alla sensibilità e al divertimento nelle preparazioni. In poche parole: dare piacere attraverso il cibo.

Per quanto riguarda l’ambiente, l’atmosfera è decisamente “rustica“: il legno è il materiale protagonista già dall’ingresso, grazie alle sedie colorate che riprendono l’arredamento, per poi trovare continuità all’interno, con il parquet di rovere, la boiserie coordinata, le sedute e i pochi pezzi d’arredo. L’obiettivo è quello di creare un contrasto con il contesto – il quartiere Parioli è sicuramente il più elegante spicchio di Roma – puntando da un lato sulla tradizione culinaria locale, dall’altro su uno stile volutamente semplice.

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I Parioli

I Parioli sono il simbolo dell’anima borghese di Roma. Il nome deriva dai Monti Parioli, un gruppo di colline tufacee presenti prima dell’urbanizzazione dell’area. Lo snodo principale del quartiere, viale Parioli, è oggi un salotto culinario tra i più ricercati e caratteristici, in grado di combinare il meglio della cucina tipica con le ultime avanguardie in fatto di ristorazione. Una zona da vivere e da gustare, che si apprezza ancora di più davanti a un buon piatto della tradizione!

 

Ristorante La Pariolina

Viale dei Parioli 93 – 00197 Roma
Telefono: 06 808 6002
Orari di apertura: tutti i giorni, dalle 12:30 alle 15 e dalle 19 alla 1

di Davide Vernich

Noblesse oblige

A Varenna, sulla riva occidentale del lago di Como, c’è una villa che racchiude la storia di una delle più antiche famiglie nobili del luogo.

Villa Venini a Varenna, affascinante paesino che si affaccia sulla riva occidentale del lago di Como, è la storica dimora di una delle più antiche famiglie nobili del luogo.

La residenza di Varenna era il luogo di villeggiatura prediletto di Antonio Venini (1858 – 1941), pittore, figlio del nobile Giovanni e di Carolina dei conti Esengrini, che nel 1901 si sposò con Marianna dei conti Padulli di Vighignolo, la cui madre era la nobile Camilla dei principi Borromeo Arese.

Negli anni ‘90 la famiglia della nipote di Antonio, Fausta Bagatti Valsecchi Studer, ha portato avanti una sapiente ristrutturazione dello stabile e di parte del giardino, rendendo la villa più fruibile, pur mantenendone inalterato il fascino storico.

La villa, di origine seicentesca, è ubicata all’interno del nucleo storico di Varenna e nasconde – a sorpresa – un bellissimo giardino punteggiato da cipressi secolari, che si inerpica sulla collina, immediatamente alle spalle dell’abitato.

La corte d’ingresso, chiusa da un’importante cancellata in ferro battuto, introduce alla scalinata in pietra che conduce al portone centrale. All’interno, un vasto androne a volta termina con uno sfondo a mosaico di ciottoli colorati, in cui campeggia lo stemma della famiglia Venini.

Al piano terreno, i vasti saloni con decorazioni a tempera, camini in pietra e boiserie, sono rimasti gli stessi di quelli abitati da Antonio Venini. Al primo piano, dall’ampio salone – trasformato in zona living – si accede alla cucina e alle stanze di servizio e, percorrendo il lungo corridoio, alla zona notte: un’ampia area la cui pavimentazione è interamente ricoperta da un bellissimo parquet d’epoca in rovere.

I mobili, i quadri, i soprammobili, i lampadari della Villa, ogni oggetto racconta una storia che affascina e conquista, la storia di Antonio Venini: un campione di bon ton nella Milano della Belle époque, sempre vestito di tutto punto, con la paglietta sulle ventitré, i “pince-nez” e il bastone da passeggio (come racconta chi lo ha conosciuto), un pittore che trasse spunto dalla bellezza dell’ambiente lacustre di Varenna per una numerosissima produzione pittorica, che ritroviamo in larga parte a Villa Venini.

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”Antonio Venini

Antonio Venini si formò artisticamente in età giovanile sotto la guida dell’amico Francesco Didioni, che lo portò a frequentare il mondo accademico del tempo. Per scelta personale la sua attività non approdò mai alla pratica professionistica, seguì invece con grande adesione la vocazione del pittore dilettante, che esercitata ovunque e quando possibile.

Il repertorio pittorico di Venini è assai cospicuo, dipinse soprattutto i paesaggi delle zone dove si recava a villeggiare, come le ville di proprietà di Varenna e di Baveno, ma anche quella di Vittuone. Il naturalismo e il paesaggismo furono indubbiamente la sua principale ispirazione, ha lasciato, tuttavia, bellissimi esempi di pittura di nature morte e di ritratti, soprattutto di familiari.

The sound of wood

L’architetto spagnolo Carlos Ferrater ha utilizzato l’Acero americano per l’auditorium della città di Castelón nella regione di Valencia. Il legno è il tema comune che collega tutte le aree interne.

Il fare musica e il legno hanno una lunga tradizioneche è ancora oggi fiorente. Ma non è solo il rapporto con gli strumenti musicali in sé a essere importante.Il legno ha anche un ruolo fondamentale nelle strutture in cui si realizzano le esperienze musicali. Un numero crescente di architetti europei sta scoprendo i vantaggi insiti nel combinare le qualità estetiche dei legni di latifoglia “di moda” con le prestazioni che essi garantiscono in termini di proprietà acustiche e soluzioni pratiche di progetto.

Renzo Piano ha usato ciliegio americano nell’auditorium di Roma, mentre Foster&Partners hanno scelto Frassino americano certificato per il The Sage Music Center di Gateshead (UK); Allies&Morrison hanno usato la quercia bianca americana per il teatro e l’auditorium del Queen’s College di Cambridge (UK). Infine, l’architetto francese Claude Vasconi ha preferito l’Acero americano tinto per il progetto dell’interno del teatro Velizy a Parigi.

Nelle foto che illustrano questo servizio parliamo di Carlos Ferrater, uno dei più importanti architetti spagnoli, che ha utilizzato l’Acero americano per l’auditorium e la sala conferenze della città di Castelón, nella regione spagnola di Valencia, un importante progetto pubblico inaugurato nel 2004, che combina eleganza e funzionalità.

 

Spazio e luce

Il rapporto fra luce e spazio svolge un ruolo chiave nel progetto e altrettanto fa la sinergia tra l’interno dell’edificio e l’ambiente esterno. La struttura esterna, costruita in calcestruzzo armato bianco, contrasta con gli spazi interni più caldi, in cui sicombinano pietra grigia e legno di Acero americano chiaro. Una serie di grandi pannelli di vetro montati nel tetto lascia spandere la luce naturale all’interno scandendo gli spazi.

L’Acero chiaro è il tema comune che collega tutte le aree interne: lo si trova nel foyer, nella piccola sala perla musica da camera, nella sala polifunzionale eanche nella sala principale “Sinfonica”, che può ospitare oltre mille e duecento persone.

Le pareti sono state costruite con pannello di particelle sagomato in base alle esigenze acustiche, rivestito con piallaccio decorativo di acero, mentre per i pannelli del soffitto è stato usato compensato di Acero.

Tutte le superfici di legno sono state trattate con una vernice ignoritardante in classe M1.

Il ricorso alle latifoglie è un aspetto importante anche nel design delle zone destinate a uffici, della biblioteca e della caffetteria, dove acero massiccio esfogliato sono utilizzati insieme nella realizzazione delle porte interne, delle scale e delle pannellature.

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La scheda

Specie legnosa: Acero duro americano

Architetto: Carlos Ferrater

Fotorgafie: AHEC

 

American Hardwood Export Council

L’American Hardwood Export Council (AHEC) è la più importante associazione per il commercio internazionale di legno di latifoglie americane. Rappresenta le società USA impegnate nell’esportazione, nonché le maggiori associazioni per il commercio dei prodotti in legno di latifoglie americane. AHEC è sempre a disposizione di architetti, designer e clienti finali per fornire le informazioni tecniche sulla gamma di specie disponibili, sui prodotti e sulle fonti di approvvigionamento.

L’AHEC produce una serie di pubblicazioni tecniche che sono disponibili gratuitamente nel sito web: www.americanhardwood.org.

di David Venables, direttore europeo di AHEC

La “nuova” Rizzoli di Milano

Grazie a un restauro ad hoc, la storica libreria di Galleria Vittorio Emanuele è oggi uno spazio votato al design, in grado di coniugare carta e contenuti digitali.

Riaperta al pubblico circa due anni fa, dopo quattro mesi di attento restauro, la storica libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele, a pochi passi dal Duomo di Milano, è uno spazio di tre piani (di cui uno interamente dedicato ai bambini e alle famiglie) accogliente e moderno, in linea con quello che ci si potrebbe aspettare dalla “capitale del design”. Un ambiente pensato per offrire un’esperienza di lettura avveniristica (oltre 40 mila i volumi disponibili nel negozio), grazie a un percorso che integra i volumi con i contenuti digitali.

Il progetto è stato curato dall’architetto Paolo Lucchetta dello studio Lucchetta+Retail Design e comprende, per l’arredamento, alcune delle più prestigiose eccellenze del made in Italy, come le scaffalature Infinito e Nuvola rossa di Cassini, la seduta Vanity Fair di Poltrona Frau e altri pezzi esclusivi firmati, ad esempio, FontanaArte e Opinion Ciatti.

Anche i pavimenti hanno giocato un ruolo da protagonisti nella ristrutturazione degli interni. La ricerca di Lucchetta verteva su un parquet in grado di rispettare l’ambiente originario e, allo stesso tempo, garantire il giusto comfort acustico che un luogo di lettura necessita. La scelta è ricaduta sulla linea Oximoro di Skema, nelle eleganti finiture alluminio e grigio argento.

Il legno, ancora una volta, ha contribuito a rendere unico il progetto, rendendo la libreria un luogo accogliente, elegante. Un luogo da vivere.

Classicismo contemporaneo

A Napoli, i sogni delle giovani spose diventano realtà in un atelier dalle atmosfere luminose ed eteree, dove raffinate boiserie e pregiati pavimenti a spina ungherese caratterizzano gli interni di matrice classicheggiante.

Valorizzare il contenuto e non il contenitore: è questo il presupposto che ha ispirato la nuova sede di Maison Magic, storico negozio di abiti da sposa di Napoli. Situato oggi in un elegante palazzo di inizio Novecento, nel cuore dello shopping partenopeo, l’atelier accoglie la clientela con una nuova veste dai toni sobri ed eleganti, studiati per esaltare la preziosità degli abiti – il contenuto, appunto – accogliendo le future spose in un ambiente intimo e raffinato.

Progettato dall’architetto Fabrizio Mautone, il nuovo look dell’atelier si allontana dalle altre realtà analoghe dedicate al mondo della sposa, puntando a valorizzare la lunga tradizione sartoriale che dal 1970 contraddistingue Maison Magic. Di stanza in stanza, uno dopo l’altro, maestose file di abiti bianchi vengono esposti ordinatamente su strutture lucenti, studiate per cadere dall’alto senza interrompere il continuo scorrere dei tessuti. Una moltitudine di faretti, strategicamente posizionati, illuminano i diversi modelli permettendo alle future spose di cogliere ogni singolo dettaglio, dalle rouches più voluminose al più piccolo luccichio. Grandi specchiature amplificano infine i confini reali, riflettendo le pregiate decorazioni a parete di matrice classicheggiante.

È infatti una classicità contemporanea quella che si respira da Maison Magic: abbraccia l’architettura, gli arredi, i colori e i tessuti, regalando al negozio una prestigiosa aura regale. Contraddistinti da una palette di colori molto chiari, gli interni sembrano voler giocare sui contrasti, pur riuscendo in un delicato equilibrio compositivo. Eleganti boiserie si affiancano così ad una linearità vagamente minimalista, tessuti riccamente lavorati convivono con l’austera lucentezza degli elementi metallici, arredi dai volumi morbidi ingentiliscono i geometrici giochi illuminotecnici.

A dare ulteriore continuità all’atmosfera che si respira, accogliente e al contempo esclusiva, è il pavimento in legno firmato Woodco. Realizzato con la spina ungherese Dreamlife in Rovere Bianco, aggiunge valore a tutto l’ambiente, grazie alla sua naturale luminosità, rievocando suggestioni principesche senza tempo.

 

Scheda Realizzazione

Località: Napoli
Committente: Maison Magic
Superficie: 148 mq
Progettista: Fabrizio Mautone
Pavimento: spina ungherese Dreamlife di Woodco in Rovere Bianco
Fornitura e posa in opera: Aria S.r.l. (NA)
Agente: Pietro Pizzo

IN VETRINA
Natura e tecnologia entrano in “Contatto” con Woodco

La collezione di parquet Contatto di Woodco è l’incontro perfetto tra la naturalezza del legno e la tecnologia più evoluta dell’incastro a secco. Realizzati con materie prime di comprovata qualità e con tecniche produttive all’avanguardia, i 20 parquet Contatto conservano immutato il legame con l’essenza legnosa originaria, esaltandola nella propria unicità e reinterpretandola in chiave contemporanea. Colorazioni armoniose ed equilibrate affiancano proposte più decise e autentiche, consentendo di esprimere la propria creatività progettuale senza limite alcuno.

Caratterizzati dal sistema di incastro a secco Uniclic Multifit, i parquet Contatto possono essere installati flottanti velocemente in tre diverse modalità. La posa verticale è il metodo ideale per coprire rapidamente le superfici più ampie, poiché è sufficiente accostare i lati lunghi delle due tavole e premere dall’alto verso il basso quella da agganciare, in corrispondenza della giuntura. La posa orizzontale, invece, permette di fissare il pavimento semplicemente spingendo la tavola da agganciare contro quella già posata, rivelandosi utile soprattutto per l’installazione dell’ultima fila di tavole o per le aree scomode come maestà delle porte e radiatori. La posa ad angolo viene infine utilizzata per la prima fila di doghe, poiché basta avvicinare con un’angolazione di circa 45° la tavola da agganciare a quella già posata e premere verso il basso.

Evoluzione dei parquet prefiniti tradizionali, i pavimenti Contatto, grazie alla tecnologia Uniclic Multifit, garantiscono stabilità nel tempo, omogeneità nella posa e nessuna possibilità di fessurazione, rivelandosi perfetti sia per nuovi progetti d’interni, sia per il rinnovo di vecchie superfici. Tutte le proposte Contatto possono essere installate sul pavimento preesistente – cementizio, in resina o piastrellato, purché solido e planare – senza nessun tipo di intervento, interponendo semplicemente un materassino fonoassorbente e isolante tra il vecchio rivestimento e le nuove tavole. La posa ultra rapida e priva di colla rende gli interventi di ristrutturazione poco invasivi velocizzando il lavoro del posatore, per un notevole risparmio di tempo e di risorse.

Progress Profiles, un tocco di personalità per gli spazi outdoor

Con le temperature sempre più gradevoli è un vero piacere godere degli spazi all’aria aperta, ma temperature molto calde, umidità, infiltrazioni d’acqua o eventuali lesioni sulla pavimentazione possono, a lungo andare, provocare danni ai nostri ambienti esterni e di conseguenza elevati costi per porvi rimedio. Per evitare questo tipo di rischi, Progress Profiles ha ideato tre nuove soluzioni pensate per gli spazi all’aperto: Prosupport System, Proside Walk e Proterrace.

Per rinnovare in modo semplice e veloce le aree esterne come bordo piscina e passaggi pedonali, Progress Profiles ha brevettato Prosupport System, un sistema di supporti modulari e regolabili per pavimenti sopraelevati in ceramica, legno e materiali compositi. Senza demolire la vecchia pavimentazione, la struttura sospesa è facile da posare, facilmente ispezionabile e adattabile alle diverse esigenze climatiche. È possibile, inoltre, personalizzare il rivestimento finale grazie a Prosupport Profile, speciale profilo in alluminio dotato di alette inclinate a “coda di rondine” che garantiscono il perfetto ancoraggio dell’alzata. Disponibile anche in una versione decorativa con bordino a vista, questo profilo non solo protegge il bordo esterno delle piastrelle, ma impreziosisce i materiali grazie alle diverse possibilità di abbinamento cromatico che vanno dal grigio al bianco, dalla testa di moro al corten, dal beige all’alluminio naturale. I vialetti d’ingresso, i passaggi pedonali e i marciapiedi esterni possono essere rifiniti con Proside Walk, profilo in alluminio verniciato goffrato che salvaguarda il massetto e i bordi delle piastrelle, donando un tocco di eleganza. Per chi, invece, vive in appartamento, quando arriva la primavera, il balcone o il terrazzo sono i luoghi ideali per approfittare delle prime giornate di sole. La linea di profili perimetrali Proterrace, studiata per tutti i tipi di infiltrazioni, garantisce il corretto deflusso delle acque. La gamma raggruppa 5 modelli, sia in alluminio verniciato che in acciaio inox, muniti di un’aletta di ancoraggio traforata che garantisce una perfetta presa con il supporto e di una sezione verticale che copre il bordo della pavimentazione.

Finalmente una nuova attenzione al dettaglio e massima libertà di rifinire gli spazi outdoor con prodotti che coniugano estrema funzionalità, resistenza agli agenti atmosferici e attenzione agli ultimi trend del design moderno.

Skema, collezione Oximoro Essentia
” Un parquet spina di pesce dai toni caldi della collezione Oximoro Essentia di Skema nella finitura Terra.

Azienda: Skema
Contatti: info@skema.eu
Sito internet:
www.skema.eu

✔ Il consiglio di posa
La posa prevista è quella tipica del parquet tradizionale; quindi ad incollaggio totale.

✔ L’idea per il progettista
Far rivivere l’antico fascino di un edificio dell’800 attraverso il prestigio dell’essenza rovere nella sua forma più elegante, la spina classica della collezione Oximoro Essentia, coordinandolo a finiture e arredi raffinati.

Friulparchet, naturalmente a spina
” Spina ungherese a 30° in Rovere europeo a due strati, nella colorazione Naturalizzato, tonalità dall’aspetto estremamente naturale.

Azienda: Friulparchet
Responsabile commerciale e titolare: Elia Bolzan
Contatti: contatti@friulparchet.it
Sito internet:
www.friulparchet.it

✔ Il consiglio di posa
La posa a spina di pesce prevede che tutti gli elementi siano delle stesse dimensioni posati perpendicolari tra di loro formando un angolo a 90°. Si può scegliere di posare la spina rispetto alle pareti in senso parallelo o in diagonale. Questo tipo di posa grazie al ripetersi del suo disegno rende l’ambiente più spazioso e luminoso. La posa denominata a spina francese o ungherese si differenzia dal fatto che la prima ha l’angolazione delle teste tagliate a 45° mentre la seconda a 30°. Questo tipo di posa rispetto alla spina di pesce risulta più dispendiosa, in quanto lo scarto che ne deriva dalle lavorazioni di taglio angolato è decisamente importante. Anche la posa in opera risulta più minuziosa ed impegnativa, in quanto i listelli ottenuti dopo il taglio delle teste devono essere posati accostando testa contro testa ad angolo retto.

✔ L’idea per il progettista
L’unicità di una pavimentazione di legno è che utilizzando diversi accostamenti dei singoli elementi è possibile creare svariate geometrie di posa. Così facendo si contribuisce in maniera importante a caratterizzare lo stile di una abitazione. Le pavimentazioni in legno con posa a spina – sia essa a spina pesce più tradizionale, che quella a spina ungherese o francese – senza dubbio rendono gli ambienti e unici e molto particolari.

Listone Giordano, collezione Heritage Spina
” Per gli amanti del classico, riletto in chiave contemporanea, Listone Giordano propone Heritage Spina: una posa classica, elegante e raffinata. Un pavimento in legno in cui gli antichi valori della tradizione artigianale italiana incontrano quelli tecnologicamente all’avanguardia della casa umbra.

Azienda: Margaritelli
Head relazioni esterne e comuniazione: Debora Vella
Contatti: debora.vella@margaritelli.com
Sito internet:
www.listonegiordano.com

Il consiglio di posa
Nel caso di spina di pesce diritta (elementi in diagonale rispetto alle pareti, così che i giunti di testa formino una “riga” parallela alle pareti), per una centratura della posa è opportuno partire dal centro della stanza allineando la prima spina lungo una traccia, un filo o una staggia. Nel caso di spina di pesce in diagonale (elementi paralleli alle pareti, così che i giunti di testa formino una riga diagonale rispetto alle pareti), la partenza della posa dovrebbe iniziare dalla soglia di ingresso e in direzione del lato opposto più lontano del locale.

L’idea per il progettista
Gli ambienti che possono essere meglio valorizzati da questa versatile geometria di posa sono principalmente quelli di grande dimensioni, dal momento che questo tipo di geometria tende a ridurre visivamente le dimensioni della stanza. Realizzando questa posa inoltre si ha la piacevole sensazione di avere utilizzato legni di differente tonalità e questo grazie al diverso angolo di impatto della luce con la pavimentazione. La spina di pesce, inoltre, include variazioni sul tema degli angoli, e di volta in volta si può giocare con la progettazione spina Italiana, Francese o Asburgo. Non ci sono limiti alla creatività.

Mardegan, la spina è “su misura”
” La spina mostrata in foto è una spina ungherese 45°, realizzata nel colore Neve, sabbiata e in selezione mista A/B. Si tratta di uno dei 119 colori Mardegan Legno, in una delle 12 lavorazioni di superficie, che l’azienda può realizzare in forme diverse (spine, tavole, forme particolari e quadrotte).

Azienda: Mardegan Legno
Responsabile commerciale: Giorgio Toniato
Contatti: italia@mardeganlegno.com
Sito internet:
www.mardeganlegno.com

✔ Il consiglio di posa
E’ consigliata la posa su superfici di grandi dimensioni perché il disegno geometrico che la spina crea riduce visivamente le dimensioni dell’ambiente. Una caratteristica del prodotto è quella di ricevere la luce in modo diverso, creando come effetto una particolare disomogeneità cromatica. La posa dovrebbe iniziare sempre dalla soglia d’ingresso, procedendo verso il lato opposto della stanza.

✔ L’idea per il progettista
Utilizzare la spina ungherese (o la spina italiana) solo in alcune stanze della casa, quali ad esempio la cucina e il salotto, associandola all’uso di tavole o di altre forme negli ambienti della zona notte. In questo modo è possibile sfruttare l’elevata possibilità di personalizzazione del progetto che Mardegan Legno offre, lavorando anche su spessori diversi.

Ciambella Legnami, spine Giʎnt
” Giʎnt, spina italiana in legno massiccio Padouk Rosso Africa verniciato Oil-UV.

Azienda: Ciambella Legnami
Responsabile commerciale: Giuseppe Ciambella
Contatti: info@listonegiant.it
Sito internet:
www.listonegiant.it

✔ Il consiglio di posa
La posa a spina di pesce, che sia essa italiana, ungherese o francese, non presenta particolari difficoltà per un posatore esperto. Come sempre il fattore più importante, da controllare prima dell’inizio del montaggio, è l’allineamento con le pareti, per evitare traiettorie sbagliate del parquet. Una posa corretta impone di iniziare il montaggio dal centro della stanza ed a squadro con le pareti per le spine francese e ungherese, mentre per quella italiana si può iniziare senza problemi da una delle pareti.

✔ L’idea per il progettista
Perché non valutare l’acquisto di una specie lignea più originale invece di prendere in considerazione solo il Rovere per la posa a spina? Le spine Giʎnt sono realizzate in puro legno massiccio di 20 mm di spessore e sono disponibili in numerose specie pregiate, come ad esempio il Teak Burma, il Padouk Rosso Africa, il Noce Nero USA e il Wengé. I pavimenti in legno Giʎnt per posa a spina italiana, francese o ungherese vengono forniti anche già prefiniti, per garantire la massima velocità e semplicità di posa. Come tutti i pavimenti in legno massiccio Giʎnt, anche la nostra collezione di spine è ideale per il riscaldamento a pavimento.

Bassano Parquet, la spina con stile
” Rove spazzolato taglio sega, tinto e verniciato.

Azienda: Bassano Parquet
Responsabile commerciale: Otello Ceron
Contatti: info@bassanoparquet.com
Sito internet:
www.bassanoparquet.com

✔ Il consiglio di posa
La posa di qualsiasi tipo di spina richiede fondamentalmente tutte le accortezze tecniche che riguardano il pavimento prefinito in genere. Oltre a ciò, il particolare tipo di elemento, in considerazione delle dimensioni generalmente contenute e del taglio dell’angolatura, suggerisce in qualsiasi circostanza, la posa incollata e una previsione di maggior sfrido di circa il 3-4% rispetto al classico tavolato. Da tenere infine in considerazione, la necessità di controllare gli allineamenti delle doghe, sia all’inizio sia ripetutamente dopo la posa di ogni 2 o 3 file, onde garantire l’esecuzione di un lavoro a regola d’arte e un impeccabile risultato estetico.

✔ L’idea per il progettista
Erroneamente considerata idonea alle sole ambientazioni classiche, architetti, designers e progettisti hanno saputo riproporre la spina e rivalutarla, offrendo così una nuova vista prospettica e un nuovo stile a ogni pavimentazione in legno. Ciò, certamente grazie all’unica gradevole combinazione di ripetitività e geometria.